There’s lots to learn but so much more to unlearn

Milano - 30/06/2016 : 15/07/2016

There’s lots to learn but so much more to unlearn è un progetto espositivo, a cura di Marcella Toscani, che intende riaffermare, attraverso le pratiche artistiche, una riappropriazione del corpo in quella che Donna Haraway ha definito “l’era dell'informatica del dominio” che, invece, sembra sempre meno interessarsi al corpo.

Informazioni

Comunicato stampa

There’s lots to learn, but so much more to unlearn
30.06.16 – 15.07.16
Opening 30.06.16 ore 18.00

Nicolas Vamvouklis, Tabita Rezaire, Alessia Mosca, Eleonora Gustapane, Simone De Angelis, Arianna Cavigioli, Giorgio Baroni

a cura di Marcella Toscani


The body is used by the mind as a logo for the self before we are able to speak language. It is almost a holographic doll constructed by outside expectations even before a body is born


(Breyer P-Orridge, Pandrogeny Manifesto, 2006.)

Il corpo è il luogo in cui il potere s’iscrive, attraverso il quale il potere passa e agisce. E' a partire dal corpo che il potere può essere osservato. Le relazioni di potere sono, prima di tutto, relazioni corporee e le relazioni corporee diventano sempre, in un modo o nell’altro, relazioni di potere. Nel corpo il potere diventa immanenza, immagine, soggettività. Ecco perché, anche se diversi anni ci separano dalle riflessioni foucaultiane, queste continuano a dimostrare una disarmante attualità, nell'analisi del regime di visibilità con cui l'arte si mostra oggi. Se il potere cambia modalità, il fine rimane invariato.

There’s lots to learn but so much more to unlearn è un progetto espositivo, a cura di Marcella Toscani, che intende riaffermare, attraverso le pratiche artistiche, una riappropriazione del corpo in quella che Donna Haraway ha definito “l’era dell'informatica del dominio” che, invece, sembra sempre meno interessarsi al corpo. Questo diventa rappresentazione e autorappresentazione, caricandosi di narrative che lo definiscono in un “fictional character written by consensus reality” (Genesis Breyer P-Orridge), cioè una costruzione sociale. Il corpo è ancora il primo elemento a cui il capitalismo avanzato informazionale rivolge lo sguardo, controlla e mette a valore, ma si tratta di un corpo parcellizzato, ridotto in informazioni, tanto che Rosi Braidotti rovescia la lettura deleuziana di Artaud parlando di un'epoca, la nostra, degli “organi senza corpo”.

There’s lots to learn but so much more to unlearn fa parte di una più ampia ricerca che, nel tentativo di decostruzione dell'idea del genere come norma sociale, si collega a tutto un panorama internazionale sui gender studies, che dalla critica al femminismo arriva a smascherare le tecnologie che determinano il genere e assegnano ruoli e funzioni al corpo il quale, attraverso il potere, si in-genera (en-gendered per dirla con Teresa De Lauretis), l'agency con cui il genere si manifesta nel corpo come atto performativo (Judith Butler).

Gli artisti in mostra, attraverso i differenti codici linguistici dell'arte contemporanea, assumono il corpo per riflettere sulle sue significazioni e i suoi limiti, invocando la necessità di distruggere quanto costruito fino a questo momento, decostruzione necessaria, perché c’è tanto da imparare ma molto di più da dis-imparare.


CURRENT
Via Sant’Agnese 12, Milano
Martedì-Sabato 16.00-19.00
[email protected]
www.currentproject.it

CURRENT è una piattaforma creata da artisti e curatori. Ha base in uno spazio indipendente a Milano dove sperimentare ed esporre le forme contemporanee di creazione, ed è aperta alla collaborazione con altre realtà italiane e internazionali. Un progetto di Alessandro Azzoni, Ruben De Sousa, Tania Fiaccadori, Carlo Miele, Francesco Pieraccini, Marcella Toscani.