The Intimate Enemy

Milano - 19/10/2017 : 15/01/2018

In cover foto di F.Vatieri / opfot.com courtesy of the artist and The Breeder Gallery, Athens. Secondo le definizioni, per gli esseri umani un nemico è qualcuno che crede in un sistema di valori così diverso e ingiustificabile, tale da dover essere demolito e di cui desiderarne il male. L’“essere nemici” è riapparso nelle nostre esistenze e nel nostro tempo, da una stanza buia in cui l’avevamo nascosto. Sotterrata, e celata da buone educazioni, la nostra capacità di odiare, si è risvegliata, e sta inquietando i nostri giorni.

Informazioni

Comunicato stampa

Giovedì 19 Ottobre 2017 alle ore 18.30, Pelagica inaugura un nuovo spazio espositivo a Milano con la mostra collettiva The Intimate Enemy, degli artisti Kamrooz Aram (Iran), Massinissa Selmani (Algeria), Socratis Socratous (Cipro), Regine Petersen (Germania), Filippo Minelli (Italia).

Secondo le definizioni, per gli esseri umani, un nemico è qualcuno che crede in un sistema di valori così diverso e ingiustificabile, tale da dover essere demolito, e di cui desiderarne il male.
L’“essere nemici” è riapparso nelle nostre esistenze, e nel nostro tempo, da una stanza buia in cui l’avevamo nascosto

Sotterrata, e celata da buone educazioni, la nostra capacità di odiare, si è risvegliata, e sta inquietando i nostri giorni.

Le dinamiche umane contemporanee stanno disegnando un mondo “con Noi, o contro di Noi” e hanno lasciato emergere la visione di un’immensa figura nemica, che ingombra e terrorizza da qualsiasi prospettiva e soggettiva si muova lo sguardo.


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On 19th October 2017 at 6.30 pm Pelagica invites you to the opening of a new gallery in Milan. On this occasion will be presented the exhibition The Intimate Enemy with the artists Kamrooz Aram (Iran), Massinissa Selmani (Algeria), Socratis Socratous (Cyprus), Regine Petersen (Germany), Filippo Minelli (Italy).



According to definitions, a cultural and political enemy is someone who believes in a system of values so different and unjustifiable that he needs to be eliminated. In our present day, the concept of “being enemies” has reappeared, taken out of the dark where it had been concealed by our good manners and righteous educations.


Contemporary human dynamics are designing a world of “with us, or against us” and have given rise to the idea of an immense “enemy figure”, casting its shadow from every angle and directing one's gaze subjectively.