TBT (To Be Titled, Turn Back Time)

Roma - 11/05/2018 : 28/07/2018

To Be Titled nasce dall’idea di un dialogo a più voci tra le opere di tre artisti della galleria (Bartolini, Galindo, Schutter) e altrettanti giovani artisti italiani non rappresentati da Magazzino (Martini, Nasini, Siedlecki).

Informazioni

Comunicato stampa

Magazzino è lieta di annunciare la mostra collettiva TBT (To Be Titled, Turn Back Time), che caratterizzerà la programmazione primaverile ed estiva della galleria. La mostra prevede due appuntamenti, il primo dei quali sarà venerdì 11 Maggio 2018 e comprenderà opere di Massimo Bartolini, Guillermo Galindo, David Schutter, Nicola Martini, Matteo Nasini e Namsal Siedlecki.

To Be Titled nasce dall’idea di un dialogo a più voci tra le opere di tre artisti della galleria (Bartolini, Galindo, Schutter) e altrettanti giovani artisti italiani non rappresentati da Magazzino (Martini, Nasini, Siedlecki)

La spontaneità che guida la scrittura di questa mostra è evidente dal titolo, che rivela la tipica condizione di attesa legata alla creazione, e si esprime nel percorso espositivo attraverso una poetica legata alla sospensione, che unisce gran parte delle opere in mostra.

Partendo dall’opera che più impone la propria presenza allo spazio, Corrimano di Massimo Bartolini, delicato disegno/scultura che delimita, protegge e definisce un “oltre” subito interrotto dalla parete bianca, fino ad arrivare alle sculture performative di Guillermo Galindo e Matteo Nasini, le opere in mostra avanzano una riflessione sulla loro stessa condizione, di oggetto “finale” e “finito” ma ancora aperto ad uno sviluppo e a una dimensione corale. Da un lato, quindi, i crudi assemblages di Galindo, frutto della raccolta di oggetti sottratti all’abbandono e testimonianza di un confine, di un passaggio; dall’altro le raffinate sculture di Nasini, risultante algida e geometrica dell’attività cerebrale durante il sogno, solidificazione quindi di una memoria e un pensiero non funzionali. Così i dipinti di David Schutter, fluida espressione di una filologia del linguaggio pittorico – percezione, gesto, memoria dell’immagine e sua traduzione per stratificazioni – dialogano con le sculture di Nicola Martini, animate da una tensione interna e perpetua tra elementi rigidamente opposti (verticale/orizzontale, centrifugo/centripeto, solido/liquido) e che disegnano, sfidando i limiti dei materiali, un paesaggio distante, atemporale, quasi metafisico. Questa stessa tensione si ritrova nelle sculture di Namsal Siedlecki, il quale usa un procedimento industriale, il bagno galvanico, applicandolo a vegetali e a derivati di fibre naturali. Riflettendo sulla natura fisica e concettuale del tegumento, Siedlecki opera un tentativo di protezione perenne, tentativo che non sottrae l’elemento naturale al suo deperimento, ma definisce una seconda pelle che aspira all’eternità.

TBT (To Be Titled, Turn Back Time) è un progetto a cura di Gabriele Gaspari. La prima mostra resterà visitabile fino al 15 Giugno; il secondo appuntamento è previsto per il 21 Giugno e durerà fino al 28 Luglio 2018. Per informazioni e immagini, contattare la galleria al numero +39 066875951 oppure per email a [email protected]







Massimo Bartolini

Nato a Cecina (LI) nel 1962. Vive e lavora a Cecina (LI). È uno degli artisti italiani più riconosciuti della sua generazione. Il suo lavoro è stato presentato in varie mostre personali tra le quali ricordiamo Four Organs, Fondazione Merz, Torino (2017), Museo Marino Marini, Firenze (2015), Studio Matters, Fuitmarket Gallery, Edimburgo e SMAK, Gent (2013), HUM, MARCO, Vigo e Auditorium Parco della Musica, Roma (2012), Il cuore in mano, Center of Contemporary Art Znaki Czasu, Torun, Polonia; Dialoghi Con La Città, MAXXI, Roma (2008); Massimo Bartolini: Concert room with voices, D’Amelio Terras, New York (2008); Triple loop, Ikon Gallery, Birmingham, UK (2007) Massimo Bartolini, Museu Serralves, Oporto (2007).
Ha inoltre partecipato a numerose mostre collettive e rassegne internazionali tra le quali ricordiamo Viceversa – Padiglione Italiano alla 55ma Biennale di Venezia (2013), Documenta XII (2012), T.R.A.C.K.S., SMAK Gent (2012), Fare Mondi//Making Worlds, 53. Biennale di Venezia (2009); Una Stanza tutta per sé, Castello di Rivoli (2008); Public Art Project, Art 37 Basel, Basel, Switzerland (2006); Ecstasy: In and About Altered States, The Geffen Contemporary, Los Angeles, U.S.A. (2005).


Guillermo Galindo

Nato a Città del Messico nel 1960. Vive e lavora a Oakland (USA). L’opera di Guillermo Galindo ridefinisce i limiti tra musica, scultura e e performance, includendo composizioni per orchestra, opere strumentali, sculture, arti visive, film, installazioni ambientali e improvvisazione live. Le sculture e gli spartiti di Galindo sono stati esposti in numerose rassegne internazionali tra le quali documenta14 (2017), Pacific Standard Time (2017) e CTM Festival (2017). Inoltre le sue opere sono state trasmesse, tra le altre, dalla BBC Outlook (London), Vice Magazine (London), RTS Svizzera, National Public Radio (U.S.), CBC (Canada), California Sunday Magazine (U.S), Reforma Newspaper (Mexico) , CNN e la radio del New York Times.


Nicola Martini

Nato a Firenze nel 1984. Vive e lavora a Milano. La materia e i suoi stravolgimenti sono contemporaneamente la partenza e il culmine del processo artistico di Nicola Martini. Il suo lavoro si sporge verso la creazione di forme scultoree e installazioni, ma la sua reale specificità risiede nel processo del lavoro. Martini mette in opera il cambiamento di stato delle materie che utilizza (resine vegetali, fibre sintetiche, cementi) tramite una loro diretta e forzata interazione, o con l’ausilio di sostanze chimiche. Ha al suo attivo mostre personali al Museo Marino Marini (2012), al FRAC Champagne Ardenne (2011) e Viafarini (2011). Il suo lavoro è stato inoltre incluso in mostre collettive internazionali come Intuition, Palazzo Fortuny, Venezia (2017) la 16ma Quadriennale di Roma (2016), Ennesima, Triennale di Milano, 2015.


Matteo Nasini

Nato a Roma nel 1976. Vive e lavora a Roma. La ricerca artistica di Matteo Nasini parte dallo studio del suono, per concretizzarsi in forme fisiche che analizzano in profondità ed osservano la superficie della materia sonora e di quella plastica. Da questo ne deriva una pratica che si manifesta metodologicamente nelle installazioni sonore, nelle performance, nei lavori audiovisivi e nelle opere scultoree. Il suo lavoro è stato esposto da Clima Gallery, Marsèlleria, Fluxia, Fonderia Artistica Battaglia, (Milano); Maxxi, Macro, Nomas Foundation, Operativa Arte, La Galleria Nazionale, Pastificio Cerere, Auditorium Parco della Musica (Roma); Museo di Villa Croce, (Genova); Villa Romana (Firenze); Orto Botanico (Palermo); Palazzo Fortuny (Venezia); Art O Rama, Damien Leclere (Marsiglia); EDF Foundation (Parigi); Espace le Carre, Palais Beaux-Art (Lille); La Panacee (Montpellier); IIC, Hammer Museum (Los Angeles); Marsèlleria (New York); Rowing (Londra).


David Schutter

Nato a Chicago nel 1974. Vive e lavora a Chicago (USA). David Schutter ha ricevuto il Rome Prize per l’anno 2015-16 dell’American Academy in Rome. Ha avuto mostre personali alla Gemäldegalerie Berlin; al Scottish National Gallery of Modern Art, Edinburgo; Instituto Centrale per la Grafica in Palazzo Poli, Roma; al Museum of Contemporary Art, Chicago; alla galleria Aurel Scheibler, Berlin; Sikkema Jenkins & Co., New York; e alla Rhona Hoffman Gallery, Chicago. Il suo lavoro è stato esposto inoltre a documenta14 (2017), alla Glasgow International Biennale; Le Magasin- Centre National Art d’ Contemporain, Grenoble; alla David Roberts Art Foundation, Londra; e alla Fondazione Memmo, Roma.


Namsal Siedlecki

Nato a Greenfield (USA) nel 1986. Vive e lavora a Seggiano (GR). Nel 2015 ha vinto la quarta edizione del Premio Moroso e il Cy Twombly Italian Affiliated Fellow in Visual Arts presso l’American Academy in Rome. Negli ultimi anni ha esposto il proprio lavoro presso numerose istituzioni tra cui: Galeria Boavista, Lisbona, 2017; American Academy in Rome; Villa Romana, Firenze; Frankfurt am Main, Berlino; Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; Galeria Madragoa, Lisbona; Antinori Art Project, Bargino; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Museo Apparente, Napoli; Fondazione Pastificio Cerere, Roma; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Cripta747, Torino.

TBT (To Be Titled, Turn Back Time)

Massimo Bartolini, Guillermo Galindo, Nicola Martini,
Matteo Nasini, David Schutter, Namsal Siedlecki

11 May – 28 July 2018
Opening: 11 May 2018 6PM



Magazzino is happy to announce the new group exhibition TBT (To Be Titled, Turn Back Time), that will connotate the gallery’s spring and summer program. The exhibition will articulate in two parts, the first opening Friday 11 May 2018 and featuring works by Massimo Bartolini, Guillermo Galindo, David Schutter, Nicola Martini, Matteo Nasini e Namsal Siedlecki.

To Be Titled stems from the idea of a multi-voice dialogue between the works of three among the gallery’s artists (Bartolini, Galindo, Schutter) and three young Italian artists, not represented by Magazzino (Martini, Nasini, Siedlecki). The spontaneity that led the preparation of this exhibition is already evident from its title, which reveals the typical condition of expectation underlying the act of creation, and expresses within the exhibition’s discourse through a poetic of suspension, shared by many of the works on display.

Starting from the work that most imposes its presence over space, Corrimano by Massimo Bartolini, a delicate drawing/sculpture that delimits, protects, and defines a “beyond” immediately interrupted by the white wall, to the performative works by Guillermo Galindo and Matteo Nasini, the works exhibited start a reflection on their own condition, of being “final” and “finished” objects but still open to developments and a choral dimension. On one hand, the raw assemblages by Galindo, result of the collection of object subtracted from abandonment and witnessing a border, a crossing; on the other hand, the elegant sculptures by Matteo Nasini, algid and geometric shapes that objectify the brain activity during dreaming, thus solidifications of non-functional thought and memory processes. The painting by David Schutter, fluid expression of a philology of pictorial language – perception, gesture, memory of the image and its translation through layering – converse with the sculptures by Nicola Martini, animated by a inner and perpetual tension between rigidly opposed elements (horizontal/vertical, centrifugal/centripetal, solid/liquid) and which draw, challenging the limits of their own materials, a distant, atemporal and almost metaphysical landscape. This tension can also be found in Namsal Siedlecki’s works, where the artist uses an industrial process (the galvanic bath) on natural fibers and vegetals. Reflecting both on the physical and conceptual nature of the integument, Siedlecki attempts at creating a perennial protection, an attempt that doesn’t save the natural element from wasting, but rather defines a second skin aspiring to eternity.

TBT (To Be Titled, Turn Back Time) is a project by Magazzino, curated by Gabriele Gaspari. The first exhibition will last until 15 June; the second one will be opening 21 June and last until 28 July 2018. For information and images, please contact the gallery by phone at +39 066875951 or by email [email protected]









Massimo Bartolini

Born in Cecina (LI), lives and works in Cecina (LI). is one of the most recognized artists of his generation. His works have been exhibited at a number of solo exhibitions, including Four Organs, Fondazione Merz, Turin (2017), Museo Marino Marini, Florence (2015), It’s Mine! Paesaggio e appropriazione, MART, Rovereto (2014), Studio Matters, Fuitmarket Gallery, Edinburgh and SMAK, Gent (2013), HUM, MARCO, Vigo and Auditorium Parco della Musica, Rome (2012), Il cuore in mano, Center of Contemporary Art Znaki Czasu, Torun, Poland; Dialoghi Con La Città, curated by Laura Cherubini, MAXXI, Roma (2008); Massimo Bartolini: Concert Room with Voice”, D’Amelio Terras, New York (2008); Triple Loop, Ikon Gallery, Birmingham, UK (2007) Massimo Bartolini, Museu Serralves, Oporto (2007).
His works have also been exhibited at many group shows and international art events, including Viceversa – Padiglione Italiano at the 55th Venice Biennale (2013), Documenta XII (2012), T.R.A.C.K.S., SMAK Gent (2012), Fare Mondi//Making Worlds, 53rd Venice Biennale (2009); Una Stanza tutta per sé, Castello di Rivoli (2008); Mediterranée: Où? Scenes du Sud: Espagne, Italie, Portugal, Carrè d’Art – Musée d’Art Contemporain de Nimes, Nimes, France (2007); Public Art Project, Art 37 Basel, Basel, Switzerland (2006); Ecstasy: In and About Altered States, The Geffen Contemporary, Los Angeles, U.S.A. (2005).


Guillermo Galindo

Born in Mexico City in 1960. Lives and works in Vive Oakland (USA). The work of Guillermo Galindo rebounds the limits between music, performance and sculpture, including compositions for orchestra, instrumental works, sculptures, visual arts, flim, installations and live improvisation. The sculptures and scores by Galindo have been shown in several international exhibitions, among them documenta14 (2017), Pacific Standard Time (2017) e CTM Festival (2017). Moreover, his works have been broadcasted by BBC Outlook (London), Vice Magazine (London), RTS Switzerland, National Public Radio (U.S.), CBC (Canada), California Sunday Magazine (U.S), Reforma Newspaper (Mexico) , CNN and the New York Times.


Nicola Martini

Born in Florence in 1984. LIves and works in Milano. Matter and its overturns are, at the same time, the starting point and the climax of the artistic process of Nicola Martini. His work leans towards sculptural forms and installation, but its real specificity resides in the process behind the work. Martini operates the change of state of the inner materials of his works (resins, fibers, cements) through a direct or forced interaction or through the aid of chemical catalyzers. He has had solo shows at Museo Marino Marini (2012), at FRAC Champagne Ardenne (2011) and Viafarini, Milan (2011). His works has also been included in international group shows such as Intuition, Palazzo Fortuny, Venezia (2017), the 16th Quadriennale di Roma (2016) and Ennesima, Triennale di Milano, 2015.


Matteo Nasini

Born in Rome in 1976. Lives and works in Rome. The research of Matteo Nasini starts from sound studies, to take physical shapes deeply examining and observing the sound and plastic substance's surface. This leads to a practice that methodologically develops in sound installations, performances, audiovisual works and sculptural works. He has shown his works at Clima Gallery, Marsèlleria, Fluxia, Fonderia Artistica Battaglia (Milan); Maxxi, Macro, Nomas Foundation, Operativa Arte, La Galleria Nazionale, Pastificio Cerere, Auditorium Parco della Musica (Rome); Villa Croce (Genova); Villa Romana (Florence); Museo delle Palme (Palermo); Palazzo Fortuny (Venice); Art O Rama, Damien Leclere (Marseille); EDF Foundation (Paris); Espace le Carre, Palais Beaux- Arts (Lille); La Panacee (Montpellier); IIC, Hammer Museum (Los Angeles); Marsèlleria (New York); Rowing (London).


David Schutter

Born in Chicago in 1974. Lives and works in Chicago (USA). David Schutter was recipient of a 2015-16 Rome Prize awarded by the American Academy in Rome. He has had solo exhibitions at the Gemäldegalerie Berlin; the Scottish National Gallery of Modern Art, Edinburgh; Instituto Centrale per la Grafica in Palazzo Poli, Rome; the Museum of Contemporary Art, Chicago; with Aurel Scheibler, Berlin; Sikkema Jenkins & Co., New York; and Rhona Hoffman Gallery, Chicago. His work has been featured in documenta14, Kassel (2017), the Glasgow International Biennale; Le Magasin- Centre National Art d’ Contemporain, Grenoble; the David Roberts Art Foundation, London; and the Fondazione Memmo, Rome.


Namsal Siedlecki

Born in Greenfield (USA) in 1986. Lives and works in Seggiano (GR). In 2015 he won the 4th edition of Premio Moroso and the Cy Twombly Italian Affiliated Fellow in Visual Arts at the American Academy in Romein recent times he has shown his works in several institutions includingGaleria Boavista, Lisbona, 2017; American Academy in Rome; Villa Romana, Florence; Frankfurt am Main, Berlin; Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; Galeria Madragoa, Lisbon; Antinori Art Project, Bargino; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Turin; Museo Apparente, Naples; Fondazione Pastificio Cerere, Rome; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venice; Cripta747, Turin.

Materia corale. Sei artisti a Roma

Magazzino, Roma ‒ fino al 28 luglio 2018. Equilibri trovati, consolidati, riformulabili tra materiali e poetiche di diversa estrazione mettono in discussione l’opera come traguardo e la eleggono fonte di un processo di continua riconfigurazione. Una mostra divisa in due appuntamenti, il prossimo dei quali è il 21 giugno.