Tanya Habjouqa – Occupied Pleasures

Firenze - 11/04/2014 : 25/05/2014

Il reportage sui piccoli piaceri quotidiani della vita nei Territori Occupati, vincitore di un World Press Photo 2014.

Informazioni

  • Luogo: ARIA ART GALLERY
  • Indirizzo: Borgo Santi Apostoli 40 - Firenze - Toscana
  • Quando: dal 11/04/2014 - al 25/05/2014
  • Vernissage: 11/04/2014 ore 18,30
  • Autori: Tanya Habjouqa
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: Lunedì - Sabato: 10:30 / 13:30 - 15:30 / 19:30. Domenica su appuntamento.
  • Biglietti: ingresso libero
  • Email: www.ariaartgallery.com

Comunicato stampa

La mostra Occupied Pleasures della fotografa palestinese Tanya Habjouqa, andrà in scena in anteprima italiana per oltre un mese, dall’11 aprile al 25 Maggio 2014, alla Aria Art Gallery di Firenze (Borgo Santi Apostoli 40), come progetto speciale della quinta edizione di Middle East Now, il festival internazionale di cinema, documentari, arte contemporanea, incontri ed eventi, ideato e organizzato dall’associazione culturale Map of Creation, che si svolgerà tra Cinema Odeon, Cinema Stensen e altre location della città



Tanya Habjouqa è una fotografa di origini palestinesi e nome di punta della fotografia contemporanea dal mondo arabo, e con questo progetto ha appena vinto un prestigioso World Press Photo 2014, secondo premio nella categoria “daily life”, e ricevuto il Magnum Foundation 2013 Emergency Fund.

Più di 4 milioni di Palestinesi vivono nei territori Occupati, a Gaza e a Gerusalemme Est, dove la situazione politica influisce nei più momenti più intimi della vita quotidiana. La possibilità di movimento è molto limitata, e la minaccia di violenze è spesso dietro l’angolo. Tutto questo crea un irrefrenabile desiderio per i più piccoli tra i piaceri, e un incredibile senso dell’humour verso le assurdità che 47 anni di occupazione hanno creato.

Occupied Pleasures è un lavoro che esplora tutto questo, i rari momenti di tregua, di piacere e di divertimento nella vita dei palestinesi della West Bank e di Gaza, uomini e donne che vivono in condizioni politiche ed economiche difficili, che hanno plasmato la loro vita e la loro identità per decenni. Nonostante l'impossibilità per i palestinesi di condurre uno "stile di vita normale ", e in mezzo a questa realtà stridente, gli uomini, le donne e i bambini riescono comunque a rubare alla realtà attimi di piccole gioie – che talvolta appaiono bizzarre – momenti modesti di felicità, che la fotografa ha raccontato con una serie di scatti dalla grande potenza visiva.

A Gaza, dove 5 minuti di corsa in motoscafo incarnano il concetto di libertà per una generazione di giovani imprigionati in una enclave così densamente popolata; alle donne che fanno Yoga sullo sfondo delle colline dietro Betlemme, ai bambini che si tuffano in una piscina di plastica sotto gli ulivi della Cisgiordania, ragazzi che fanno parkour tra le macerie dei palazzi di Gaza oppure i muscolosi body builders che si esercitano in palestra, e poi le partite a carte in famiglia sui tetti del campo profughi Dehisheh, le ragazze che si fanno fotografare nell’esotico studio fotografico del parco divertimenti Banana Land di Jericho … “Piaceri occupati” che riuniscono in sé barlumi di speranza, dignità e risate, ognuno dei quali ignora e scaccia via gli stress e le fatiche emblematici di una realtà occupata.

Tanya Habjuqa, di origini palestinesi, è nata in Giordania, cresciuta negli Stati Uniti, e ha ottenuto un master in Global Media e Middle East Politics presso la SOAS di Londra. Ha lavorato come reporter da diversi fronti, come Iraq, Libano, Darfur e Gaza, e più recentemente si è dedicata alla documentazione della vita quotidiana delle donne palestinesi nella Striscia di Gaza. Dopo aver iniziato la sua carriera in Texas, dove ha raccontato le comunità di immigrati messicani e la povertà urbana, ha deciso successivamente di tornare in Medio Oriente.

Peculiarità del lavoro di Tanya è quella di raccontare da molto vicino storie delicate, legate a violazioni dei diritti umani e a vicende di discriminazione sociale e di genere. Ha ottenuto alcuni tra i più prestigiosi premi internazionali legati al fotogiornalismo, ha lavorato per importanti istituzioni mondiali, e pubblicato i suoi reportage su New York Times, Le Monde, Time Magazine, Wall Street Journal, National, Al Jazeera, Washington Post, Boston Globe e Business Week. Attualmente vive con la sua famiglia a Gerusalemme Est, e con “Occupied Pleasures” ha vinto il secondo premio al World Press Photo 2014 nella categoria “Daily Life”.