Tano Festa – Il poeta

Informazioni Evento

Luogo
GALLERIA LOMBARDI PROJECT
Via di Panico, 13, Roma RM, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Apertura al pubblico: dal 7 al 27 novembre 2026
Inaugurazione: sabato 7 novembre 2026 ore 18.00
Orari: dal martedì al sabato, dalle 11.00 alle 19.00

Vernissage
07/11/2026

ore 18

Artisti
Tano Festa
Curatori
Luca Gismondi
Generi
personale, arte moderna

La mostra di Tano Festa intitolata Il poeta curata da Lorenzo Lombardi e Luca Gismondi.

Comunicato stampa

MOSTRA
Tano Festa – Il poeta
A cura di Lorenzo Lombardi e Luca Gismondi
Saggio in catalogo di Guglielmo Gigliotti
Inaugurazione: sabato 7 novembre 2026 ore 18:00
Apertura al pubblico: dal 7 al 27 novembre 2026
Galleria Lombardi Project
Roma, Via di Panico 13
00186 Roma

COMUNICATO STAMPA
Inaugura sabato 7 novembre, alle ore 18.00, presso la Galleria Lombardi Project di via di Panico 13 a Roma, la mostra di Tano Festa intitolata Il poeta curata da Lorenzo Lombardi e Luca Gismondi.
La mostra, aperta fino al 28 Novembre, raccoglie una decina di opere, dagli anni ‘60 agli ‘80.
La selezione delle opere, si prefissa il compito di indagare su tutti i decenni di attività di Tano Festa per dare una visione più ampia possibile della Sua ricerca artistica.
Dopo averlo incluso in numerose mostre collettive, la Galleria ha sentito la necessità di dedicare al maestro una mostra che potesse raccontare la sua poetica e la sua creatività, trovando nella sede Project, la cornice che più si addiceva a questa selezione di opere.
Questo percorso espositivo è il terzo della Triade della “Scuola di Piazza del Popolo”, preceduto ad aprile nella sede madre da “Io guardo” dedicata a Mario Schifano” e in autunno, nello spazio milanese dalla mostra su Franco Angeli “Sintassi visiva”.
“Sono un pittore. Nato a Roma e perciò cattolico, apostolico e romano. Anche se sono in troppi a dirlo. La mia carriera inizia ufficiosamente da bambino.” disse Tano Festa in un’intervista a Dimitri Buffa pubblicata su “Il Venerdì di Repubblica” n. 16 del 12 febbraio 1988.
In queste poche parole si ritrovano due tratti che contraddistingueranno tutta la sua opera, la romanità popolare tanto quanto ecclesiastica e la sua ricerca dell’innocenza infantile. Perché della celebre triade lui è stato quello meno politicamente esplicito, non ha bisogno di bandiere rosse o di svastiche per condurre la sua ricerca ma necessita invece di figure semplici, bambinesche e oniriche.