Tamara Kvesitadze – Medea. Fragments of Memory

Informazioni Evento

Luogo
PALAZZO BRAGADIN
Barbaria de le Tole, 6480, Venezia VE, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

ore 10

Vernissage

ore 10 su invito

Artisti
Tamara Kvesitadze
Generi
arte contemporanea, personale

Con Medea. Fragments of Memory, Tamara Kvesitadze porta a Venezia un progetto installativo anche sonoro, che rilegge una delle figure più complesse del mito trasformandola in una lente contemporanea su memoria, esilio e identità.

Comunicato stampa

Con Medea. Fragments of Memory, Tamara Kvesitadze porta a Venezia un progetto installativo anche sonoro, che rilegge una delle figure più complesse del mito trasformandola in una lente contemporanea su memoria, esilio e identità.

A Palazzo Bragadin, sostenuta da Kornfeld Gallery Berlino, Atelier Visconti e David Bezhuashvili Education Foundation, la mostra – presentata da Eka Enukidze e Hervé Mikaeloff – costruisce un ambiente in continua trasformazione, dove scultura, suono e spazio dialogano in modo instabile.

Qui Medea non è più protagonista tragica, ma una presenza diffusa: un dispositivo attraverso cui interrogare le fratture culturali e le dinamiche dello sradicamento. Il riferimento alla Colchide, legato alle origini georgiane dell’artista, si apre a una riflessione più ampia sulle stratificazioni della memoria e sulla loro dimensione politica.
Venezia diventa parte integrante del progetto: città fragile e sospesa, si riflette in un’architettura modulare che emerge e si dissolve ciclicamente, evocando l’instabilità della memoria e della storia. Superfici in carta rossa e blu, segnate da fratture e accumuli, trattengono tracce e residui, mentre sculture cinetiche come Reptile e Whirling Woman introducono una dimensione corporea e temporale che mette in crisi ogni idea di stabilità e totalità.

A completare l’esperienza, la composizione sonora realizzata da Stephan Crasneanscki e Simone Merli (Soundwalk Collective), costruita tra onde radio, frammenti vocali e registrazioni del Mar Nero: un paesaggio acustico che non accompagna, ma destabilizza, ampliando la percezione dello spettatore.

Più che una mostra, Medea. Fragments of Memory è un ambiente da attraversare: uno spazio in cui la memoria non si fissa, ma si trasforma continuamente, chiedendo al pubblico di ridefinire il proprio punto di vista.