T-Shirt

Siracusa - 28/09/2014 : 12/10/2014

Mostra collettiva.

Informazioni

  • Luogo: MOON
  • Indirizzo: Via Roma 112 - Siracusa - Sicilia
  • Quando: dal 28/09/2014 - al 12/10/2014
  • Vernissage: 28/09/2014 ore 19
  • Curatori: Aldo Taranto
  • Generi: arte contemporanea, collettiva

Comunicato stampa

T-SHIRT

a cura di Aldo Taranto


28 Settembre - 12 Ottobre 2014

opening 28 settembre h 19:00

MOON
(Movie Ortigia Out of Normality)

Via Roma 112
Siracusa



Corrado Agricola
Saverio Bertrand
Carlo Coniglio
Roberto Gallo & Andra Giuseppe La Neve
Laleña Kurtz
Helena Medrano
Sebastiano Mortellaro
Sandra Rizza
Scenapparente
Nadia Trovato & Walter Silvestrini






Text

Le onde
Gli dèi
Gli atleti
L’incendio
Gli uomini

Le onde
Onde del mare, onde sonore, onde magnetiche, onde eteree. Suoni, parole, segni, segnali. Colori

Coda del pavone-Angelo messaggero. Cibo-sesso. Pubblicità. La t-shirt è una cosa seria. La t-shirt è una cosa. Un oggetto che mostra sé stesso: un oggetto-soggetto che dice alla stregua dei vasi votivi pre-greci di sicana memoria. Parole-immagini, colori-segnali. Cartelli. Avvisi. Inviti. Seduzioni. Prendimi. Mangiami. Odorami. Me ne fotto. Tranelli. Etica-estetica. Labirinti. (1)

Gli dèi
Gli dèi. I semi-dèi. Gli eroi. Le corazze dorate. Gli scudi. Le statue greco-romane mozzate: T-shirt ideale. Origine del termine t-shirt: la T della forma della maglietta, la T di Training, la T di tee (amputee). Divinità antiche, divinità moderne. Eroi antichi, eroi moderni. Miti. James Dean, Marlon Brando, il Che. Figure. (2)

Gli atleti
Il corpo dell’atleta. Il disegno del corpo. I muscoli. La gloria. Non coprire, mostrare. L’imprescindibile rapporto con il corpo umano della T-shirt. Tatuaggio-corpo, corpo-tatuato. Esplosione, contrazione. Forza. La squadra. La tribù. Il singolo. Agone. Agonia. Gli atleti-guerrieri. Marines. (3)

L’incendio
L’incendio. L’urto. Il proiettile. Il bersaglio. Draghi e fiamme. In un pugno stringo la maglietta. Il tramonto dell’ideologia. Gli anni ’60. L’intimità esposta (ossimoro). I gay. Le lesbiche. Il femminismo. I neri. Il sesso libero. L’identità. Il genere. La nuda nudità, a volte. Mettere la vita a nudo. Margine di segretezza. L’intimo si rivolta, l’intimo si mostra, da sotto a sopra. Il privato è politico. Il pane e le rose. La t-shirt diventa tale quando cessa di essere un capo intimo. Distinzione-appartenenza. Seguire l’esempio o differenziarsi fino all’eccentricità? Esistenza come oggetto di elaborazione e di percezione estetica. Trans-etico-estetico. (4)

Gli uomini
Gli uomini. Il poema e il tempo. Fatum. (5)





(1) Si allude qui all’universo di segni, segnali, messaggi in cui l’uomo è immerso. Coprendo la sua nudità l’uomo si apre intenzionalmente al rapporto con l’altro/i. L’indumento è la nuova superficie di contatto.
L’indumento è superficiale, come la pelle, ma è sia luogo di emersione di ciò che sta sotto (dentro) che schermo di proiezione di ciò che sta fuori (sopra). L’indumento T-shirt è come una seconda pelle che riesce a dirci qualcosa di chi lo indossa in maniera ancor più intenzionale. E’ un segnale semovente sempre presente nei diversi orizzonti urbani. La pronipote della maglietta intima di cotone ridisegna il corpo, lo dimostra. Dapprima solo bianca o a righe, diviene superficie da riempire. Per dire di sé, dichiarare, espandere, contrarre. Per far propaganda, testimoniare il quotidiano. Per manifestare il senso di appartenenza, per distinguersi. Come i segnali e i messaggi emessi in natura da piante e animali, le T-shirt emettono richiami seducenti, lusinghe sessuali, offerte e domande…

(2) Eroi e divinità si rappresentano attraverso immagini, ma le diverse immagini delimitano singole figure. La T-shirt come oggetto di culto si deve soprattutto al cinema. Il contesto iniziale è quello degli anni Cinquanta quando si fa strada tra i giovani una forte esigenza di espressione personale in contrasto con le rigide forme sociali del tempo. Nuovi miti e nuove “divinità” si affermano, divinità in t-shirt, jeans e giubbotto nero di pelle. Ha inizio una lunga storia, la storia della t-shirt, che intersecherà fenomeni sociali, culture e subculture, sostanziata di figure mitiche del mondo del cinema, della musica, dello spettacolo e, infine, della moda.

(3) E’ interessante curiosare tra le ipotesi sulle origini della T-shirt. Gran parte di esse convergono sull’accreditare unicamente l’ambiente militare come effettivo punto d’origine. Tra le tante storie si segnala quella secondo cui durante la Prima guerra mondiale i soldati americani avessero notato che quelli europei indossavano sotto l’uniforme una maglietta di protezione per il sudore e l’umidità. L’indumento intimo suscitò interesse da parte della Marina statunitense che lo adottò come adatto all’addestramento (training) e al lavoro. L’altro contesto in cui la T-shirt ebbe fortuna è quello dello sport, acquisendo un elemento nuovo: lo stemma.

(4) Il discorso riguarda l’estetica quanto l’etica, soprattutto a partire dagli anni ’60. Nel giugno del 1960 scoppia la rivolta dei giovani con le magliette a righe. Apparentemente disimpegnati ed individualisti (“ci chiamavano teddy boys”) dimostrano, scendendo in piazza, il contrario. Il gioco è tra il soggetto e la collettività, tra l’individuo e le organizzazioni. Lo scenario si illumina di nuove soggettività.

(5) Fatum. Questa parola antica lega il poema e il tempo, dipana le storie e le indirizza al futuro. In fondo la T-shirt è essa stessa metafora della vita degli uomini, uomini nella loro imprescindibile singolarità e nella pluralità di soggetti che come le onde sono sospinti da correnti invisibili. In fondo è l’uomo che stringe con il linguaggio la sua vita. Una frase, una parola, un’immagine da sole possono costituire l’antimateria del mondo. Ma vi sono ben altre cose al mondo che parlano. Dopotutto la natura, il mare, il fruscio degli alberi, gli animali, i volti parlano.




Text

The waves
The gods
The athletes
The fire
Humanity

The waves
The waves of the sea, sound waves, magnetic waves, ethereal waves. Sounds, words, signs, signals. Colors. Peacock's tail-Messenger Angel . Food-sex. Advertising. The T-shirt is a serious matter. The T-shirt is a thing. An object that shows itself: an object-subject that speaks, on par with votive vessels of pre-Greek sicana memory. Words-images, colors – signals. Signs. Notices. Invitations. Seductions. Take Me. Eat me. Smell me. I don't give a fuck. Traps. Ethics-aesthetics. Labirynths. (1)
The gods
The gods. The demi-gods. The heroes. The golden armor. The shields. The Greco-Roman truncated statues: the perfect T-shirt. Origin of the term t-shirt: the T shape of the shirt, the T of Training, the T of tee (amputee). Ancient divinities, modern divinities. Heroes of old, modern heroes. Myths. James Dean, Marlon Brando, Chè. Figures. (2)
Athletes
The athlete's body. The design of the body. The muscles. The glory. Do not cover, show. The essential relationship between the human body and t-shirts. Tattoo-body, body-tattooed. Explosion, contraction. Force. The team. The tribe. The single. Agone. Agony. The athletes-warriors. Marines. (3)
The fire
The fire. The bump. The projectile. The target. Dragons and flames. In a fist I clench the shirt. The decline of ideology. The 60's. Intimacy exposed (oxymoron). Gays. Lesbians. Feminism. Blacks. Free sex. Identity. Gender. Naked nudity, at times. Baring life. The edge of secrecy. The intimate is turned inside-out, the intimate is shown, from top to bottom. The private is political. Bread and roses. The T-shirt becomes such when it ceases to be underwear. Distinction-membership. Follow suit or distinguish oneself to the point of eccentricity? Existence as an object of processing and of aesthetic perception. Trans-ethical-aesthetic. (4)
Humanity
Humanity. The poem and time. Fatum. (5)
---
(1) Reference is made here to the universe of signs, signals, messages in which humanity is immersed. Covering ones nakedness a person intentionally opens to the relationship with the other/s. The garment is the new contact surface. The garment is superficial, like skin, yet it is a place of emergence for what lies beneath (within) as well as a projection screen of what's outside (on). The garment as T-shirt is like a second skin that can tell us something of the wearer in an even more intentional way. It is an ever-present, self-propelled signal in the varied urban horizons. The great-granddaughter of the cotton undershirt, it redesigns the body, exhibits it. At first only white or striped, it becomes a surface to fill. To talk about oneself, to declare, to expand, to contract. To propagandize, to give witness to the quotidian. To express a sense of belonging, to stand out. As the signals and messages emitted naturally by plants and animals, T-shirts emit seductive calls, sexual enticements, offers and questions ...
(2) Heroes and gods are represented through images, but the various images show single figures. The T-shirt as an object of worship is owed primarily to the cinema. The initial context is that of the 1950's when the youth feel a strong need for a means of personal expression which contrasts with the rigid social norms of the time. New myths and new "deities" affirm themselves, divinities in T-shirt, jeans and black leather jacket. A long history begins, the history of the T-shirt, which intersects social phenomena, cultures and subcultures, substantiated by mythical figures of the world of cinema, music, entertainment and fashion.
(3) It is interesting to investigate the hypotheses about the origins of the T-shirt. Most of them converge on accrediting solely the military environment as its actual place of origin. Among the many stories, there is that which tells of American soldiers during World War I who had noted that the Europeans wore a t-shirt under the uniform to protect against sweat and moisture. The undergarment attracted interest from the U.S. Navy which adopted it as appropriate for training and for work. The other context in which the T-shirt was lucky is that of sports, acquiring a new element: the coat of arms.
(4) The question is as much about ethics as it is about aesthetics, especially since the 60 's. In June 1960 there was the revolt of the young people with the striped shirts. Seemingly noncommittal and individualists ("there were called teddy boys") they demonstrate otherwise, by demonstrating. The game is between the person and the collective, between the individual and the organization. The scenario is illuminated with new subjectivity.
(5) Fatum. This ancient word connects the poem with time, spreads out the stories and directs them toward the future. After all the T-shirt is itself metaphor for the life of women and men, in their inescapable singularity and in the plurality of the subjects which, like waves, are moved by invisible currents. After all, it is the person who clasps her or his life with language. A phrase, a word, an image; alone they can constitute the anti-matter of the world. There are many other things in the world that speak...nature, the sea, the wind in the trees, the animals, faces...all speak.