Superstudio – La vita segreta del Monumento Continuo

Firenze - 24/09/2015 : 24/09/2015

Conversazione di Gabriele Mastrigli con Adolfo Natalini, Cristiano Toraldo ii Francia e Piero Frassinelli.

Informazioni

Comunicato stampa

Fondato nel 1966 da Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, ai quali si sono poi uniti Gian Piero Frassinelli, Roberto e Alessandro Magris e Alessandro Poli, il Superstudio è stato tra i gruppi più influenti della cosiddetta architettura radicale. Nel clima generale delle neoavanguardie italiane e all’interno di un inedito e intenso campo di forza politico, il Superstudio si sviluppa a Firenze nell’alveo dell’insegnamento dei tre grandi Leonardo – Benevolo, Ricci e Savioli – in parallelo ad Archizoom, 9999, Ziggurat, UFO, Gianni Pettena, Remo Buti e altri ancora

Nonostante l’asciuttezza metafisica delle immagini – forse la critica più dura alle pretese salvifiche del Movimento Moderno – il Superstudio è stato tutt’altro che un gruppo omogeneo. Basti pensare ad Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, che arrivano all’architettura rispettivamente dalla pittura e dalla fotografia, oppure a Gian Piero Frassinelli, che coltivava interessi specifici per l’antropologia.

Le conversazioni di Gabriele Mastrigli con i tre protagonisti, realizzate in occasione della Biennale di Venezia diretta da Rem Koolhaas – di cui è noto il debito giovanile nei confronti del gruppo fiorentino –, e ora raccolte nel volume La vita segreta del Monumento continuo (Quodlibet 2015) ripercorrono, ciascuna da un punto di vista differente, l’intero percorso del Superstudio: dalla mostra fondativa Superarchitettura, alle visioni distopiche del Monumento Continuo (1969) e delle Dodici città ideali (1971), sino agli Atti fondamentali (1972-73), il più ambizioso tentativo di affrontare la relazione fra vita e progetto attraverso una radicale rifondazione antropologica e filosofica dell’architettura.
Allo stesso tempo i tre racconti rivelano che il progetto del Superstudio consisteva nel sublimare le peculiarità dei suoi membri in un soggetto superiore e anonimo – da cui il nome stesso del gruppo – in grado di trasformare la cifra autobiografica in strategia operativa condivisa e in metodo di lavoro. È un’inclinazione che non cessa di esercitare un forte magnetismo verso le nuove generazioni di architetti e designer anche oggi, a cinquant’anni di distanza dal loro esordio.

Per capire le ragioni di questa longevità, ben lungi dal terminare, Gabriele Mastrigli e Giovanni Bartolozzi animeranno una discussione con i protagonisti a 50 anni dalla fondazione del gruppo e in parallelo con altri due illustri cinquantenari: quelli della pubblicazione de L'architettura della città di Aldo Rossi e di Complessità e contraddizioni in architettura di Robert Venturi, che fanno del 1966 uno degli annus mirabilis del Novecento. Alberto Salvadori, direttore del Museo Marino Marini, aiuterà a sottolineare le molteplici relazioni con la scena artistica di quegli anni.