Suida Dushi – Graffi di memoria

Roma - 20/11/2018 : 20/12/2018

Nell’ambito della rassegna S.O.U.P. - Starting order upon program, la Galleria dell’Associazione Culturale “La Cuba d’Oro” è lieta di segnalare la seconda di quattro mostre che vede protagoniste un gruppo di giovani artiste alle prime esperienze espositive.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA LA CUBA D'ORO
  • Indirizzo: Via Della Pelliccia 10 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 20/11/2018 - al 20/12/2018
  • Vernissage: 20/11/2018 ore 16
  • Autori: Suida Dushi
  • Curatori: Maria Pennacchia
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: orario 17 – 20 da martedì a sabato

Comunicato stampa

La Galleria dell’Associazione Culturale “La Cuba D’Oro” diretta dal 1971 da Nella Giambarresi e da allora speciale luogo di incontro e di scambio culturale per gli artisti e per discipline diverse, dal 1994 ha riservato uno speciale interesse agli allievi delle Accademie di Belle Arti con una costante attenzione e sensibilità alle nuove prospettive dell’arte segnalate con esposizioni sia collettive che personali generosamente offerte al pubblico nel proprio spazio.
Giuditta Villa

Nell’ambito della rassegna S.O.U.P

- Starting order upon program, la Galleria dell’Associazione Culturale “La Cuba d’Oro” è lieta di segnalare la seconda di quattro mostre che vede protagoniste un gruppo di giovani artiste alle prime esperienze espositive.

Suida Dushi
GRAFFI DI MEMORIA

20 novembre 2018 – ore 16-20


Curatrice degli eventi Maria Pennacchia


testo critico di Sebastiano Giordano


Il conoscere è ricordare di Suida Dushi - Se il passato è un altro presente e l’arte è tutta contemporanea, allora la mostra di Suida Dushi è una vera palestra comunicativa con coerente qualità prismatica. La vita ch’ella cerca dentro di sé è il futuro dell’umanità nelle sue proprie radici, e le sue innovative opere incisorie su plexiglas – in particolar modo – sono vere riflessioni filosofiche sul naufragio dell’opera d’arte contemporanea e sul futuro dell’arte stessa. La leggerezza della sua capillare scrittura grafica si rivela appieno quand’è illuminata nelle trasparenze dei suoi plexiglas, e il suo segno adamantino di lampeggi corrosivi, allora, s’accende come lampada colorata per i nostri passi. Lasciatevi essere partecipi di un miracolo: sedotti da una malìa di nèttare d’Arte offerto quale balsamo ai poveri assetati di spirito artistico indubitabilmente digiuni del senso della vera Bellezza coniugata con lo stupore infantile, pur nell’indisciplinata nevrosi e nell’incatturabile mistero della Vita. Nella tavola imbandita dei pensieri, qui l’Arte serve e sparecchia, ed è menù fisso nella personale culinaria spirituale dell’artista albanese di Scutari: la sua manifestazione artistica è pari all’uscita di sicurezza dall’assillante risonanza dell’incubo della Storia. Ma l’aratro del mondo albanese è passato sul cuore di Suida Dushi: prima la conquista ottomana, il possesso di Scutari, la questione aperta dei confini, l’occupazione italo-tedesca, poi i quarant’anni d’isolamento, di repressione politica e campi di concentramento, di ateismo di Stato e persecuzione anticlericale imposti dal dittatore Enver Hoxha e spentisi soltanto con la sua fibrillazione ventricolare, infine l’Anarchia albanese del 1997 e gli scontri violenti e bagnati di sangue innocente del gennaio 2011.
Oggi Tirana è una città libera, moderna, sorprendente e collaborativa, e nella Terra delle aquile la sede della polizia segreta è diventata un museo e molti bunker della nomenclatura del vecchio regime ospitano eventi d’arte. Festeggiamo pure con byrek e raki la stimolante sfida di “migranti” nello spazio con paracadutati ancoraggi propostaci da Suida Dushi – emergente e già paradigmatica artista di respiro internazionale –, che ci rende felici lasciandoci avvertire nuova armonia fra storia e rivelazione, o suggerendoci una vita non come un bene in sé ma scaturigine e veicolo di un’altra patria inattesa dal baluginante destino. E tra memoria e oblio del suo lavoro creativo sovvengono i versi «Nell’aria di questa terra/ improvviso un fragore di radici,/ un nascere e morire ancora/ nell’imprevisto come nell’altrove» (Ioele Chessa Olivares, 2007).






In bacheca opere di:

Stefano Borgi - Francesca Cinelli - Veronica Foggia - Diletta Indiveri
Aura Monsalves - Arianna Piccoli - Annalisa Pitrelli - Giuseppe Stasi