Strati (di terra e di vita)

Perosa Argentina - 23/04/2016 : 15/05/2016

Mostra d’arte contemporanea nei rifugi antiaerei di Perosa Argentina.

Informazioni

  • Luogo: RIFUGI ANTIAEREI
  • Indirizzo: via Roma, 63 - Perosa Argentina - Piemonte
  • Quando: dal 23/04/2016 - al 15/05/2016
  • Vernissage: 23/04/2016 ore 17
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: sabato 15.00 - 19.00 domenica e festivi 10.00 - 12.00 / 15.00 - 19.00
  • Email: perosaeventi@gmail.com

Comunicato stampa

L’iniziativa nasce da Marco Da Rold, che mettendosi in gioco in prima persona, ha coinvolto Davide Binello e Diego Scursatone e altri sette artisti (tra cui Ezio Gribaudo, vincitore della biennale di Venezia 1966 e Ugo Giletta) per un progetto che, proprio nel giorno dell’anniversario della Liberazione d’Italia, vuole essere l’occasione per visitare con uno sguardo nuovo e contemporaneo i rifugi antiaerei costruiti nel ’43 per proteggere la popolazione locale dalle incursioni aeree alleate



La data del 25 aprile naturalmente non è scelta a caso: nel giorno in cui si festeggia la fine della guerra ma si hanno ancora negli occhi gli orrori e le devastazioni rimaste, si guarda alle nuove battaglie quotidiane: da quelle ambientali causate dall’uomo a quelle personali che ognuno di noi deve combattere con se stesso. Ma la lotta porta in sé la speranza che con lo sforzo di tutti qualcosa può e deve cambiare.

Ecco come Diego Scursatone descrive questo percorso.
Gli artisti coinvolti si confrontano con il tema della cattività e della speranza presentando delle opere site specific nei tunnel dei rifugi antiaerei, scendono nelle viscere della terra tra la ruggine e il cemento nel luogo predisposto per un intero paese di potersi salvarsi durante i bombardamenti alleato del 1944.

Il percorso tematico si snoda intorno al concetto del dentro e del fuori, del prima e del dopo, dei luoghi e delle persone; sculture, fotografia e creazioni pittoriche esorcizzano il distacco dai luoghi e dalle cose materiali, proponendo scenari apocalittici, spunti sull'esistenza del singolo e della comunità, di chi c'era prima e di chi verrà dopo questo evento chiave, tutto questo tessendo un filo di speranza, una luce alla fine del percorso.

I dieci creativi riprendono una suggestione che va da Primo Levi a Christian Boltanski, unendola a una riflessione attuale sulla cronaca, sulla guerra, sull’incapacità di autocritica dell'occidente e sulla forza di una piccola comunità di uomini di resistere a ogni costo: pochi metri di terra hanno diviso un manipolo di coraggiosi dalle bombe e all'arte di riportare quell'impeto a ridare luce a quelle nude pareti umide.