Stefano Ricci – Li Ho Visti

Informazioni Evento

Luogo
IL VICOLO
via Maroncelli 2 , Milano, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
21/10/2026

ore 18

Artisti
Stefano Ricci
Generi
arte contemporanea, personale

Li Ho Visti, mostra personale di Stefano Ricci che riunisce circa trenta opere su carta realizzate con gessi colorati, appartenenti al ciclo nato in occasione della riapertura del Cinema Modernissimo della Fondazione Cineteca di Bologna.

Comunicato stampa

Mercoledì 21 ottobre Il Vicolo di Milano presenta Li Ho Visti, mostra personale di Stefano Ricci che riunisce circa trenta opere su carta realizzate con gessi colorati, appartenenti al ciclo nato in occasione della riapertura del Cinema Modernissimo della Fondazione Cineteca di Bologna.
Il progetto prende forma nel 2023, quando Ricci propone a Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, di accompagnare il primo anno di attività del Modernissimo attraverso il disegno. Come racconta lo stesso Ricci, “una maratona matta”, ogni giorno lavora ad un film in programmazione, lo vede, lo studia e ne cerca un’immagine da trasformare in un manifesto che verrà poi esposto all’ingresso della sala. (Stefano Ricci, Disciplina e libertà, in Li Ho Visti, Edizioni Cineteca di Bologna, 2025).
Il lavoro accompagna l’intera prima stagione del cinema e porta alla realizzazione di 189 manifesti, come ricorda Marco Belpoliti nel saggio L’arte dello stato di mezzo, successivamente raccolti nell’ampio volume Li Ho Visti, pubblicato da Edizioni Cineteca di Bologna nel 2025 e disponibile in galleria.
Il disegno è da sempre il centro della ricerca di Stefano Ricci, ma il suo lavoro attraversa territori diversi: editoria, fumetto, teatro, danza, cinema, musica e performance. Libri, animazione e disegno dal vivo diventano forme differenti di una stessa pratica, in cui il gesto e la materia restano centrali. Il foglio non è soltanto uno spazio di rappresentazione, ma il luogo in cui ciò che viene osservato può trasformarsi e assumere una forma nuova.
In Li ho visti questo processo incontra direttamente il cinema. Il film non viene semplicemente illustrato: al centro c’è ciò che resta della visione. Gian Luca Farinelli descrive Ricci innanzitutto come uno spettatore che, confrontandosi con le immagini dei film, ne estrae un’emozione e la trasforma in un’opera personale. (Gian Luca Farinelli, Elogio di Stefano Ricci, in Li Ho Visti, Edizioni Cineteca di Bologna, 2025).
Marco Belpoliti individua nel lavoro di Ricci uno “sfumato impressivo” e una fluidità del segno capace di restituire non un fermo immagine, ma qualcosa di mobile e instabile. Le figure sembrano così collocarsi in uno “stato di mezzo”, tra la consistenza del mondo materiale e l’evanescenza delle ombre. (Marco Belpoliti, L’arte dello stato di mezzo, in Li Ho Visti, Edizioni Cineteca di Bologna, 2025,).
Anche il rapporto con il manifesto cinematografico viene rovesciato. Queste immagini non nascono per anticipare o promuovere il film: arrivano dopo la visione. Thierry Smolderen, nel testo Prolungare il silenzio, osserva come i lavori di Ricci si rivolgano allo spettatore che il film lo ha già visto, trasformando l’immagine in una traccia dell’esperienza della proiezione. (Thierry Smolderen, Prolungare il silenzio, in Li Ho Visti, Edizioni Cineteca di Bologna, 2025).
La mostra al Vicolo presenta una selezione di circa trenta opere del ciclo: film diversi per epoca, genere e linguaggio vengono ricondotti ogni volta a un incontro personale, tra ciò che è apparso sullo schermo e ciò che lo sguardo ha deciso di trattenere.
Li ho visti racconta così il cinema attraverso ciò che rimane dopo la visione: non la riproduzione del film, ma la traccia che un’immagine lascia e il modo in cui il disegno può darle una nuova esistenza.
Durante il periodo della mostra sarà inoltre disponibile all'acquisto in galleria il volume Li Ho Visti, pubblicato da Edizioni Cineteca di Bologna, che raccoglie l'intero ciclo di opere realizzato dall'artista.
Biografia Stefano Ricci
Stefano Ricci (Bologna, 1966) è disegnatore di fama internazionale è attivo dalla metà degli anni Ottanta e sviluppa una ricerca fondata sul disegno e sul suo rapporto con linguaggi differenti, dall’editoria al fumetto, dal teatro alla danza, fino al cinema e alla musica. Dal 1986 collabora con quotidiani, riviste ed editori in Italia e all’estero; i suoi lavori sono stati esposti in mostre personali e collettive in Europa, Russia, Giappone e Corea.
È tra i fondatori di SQUADRO – Stamperia e Galleria d’arte a Bologna e, con Giovanna Anceschi, della rivista MANO fumetti scritti disegni; nel 2021 ha fondato la casa editrice SIGARETTEN. Parallelamente all’attività editoriale, Ricci porta il disegno sulla scena, sviluppando performance in cui il gesto grafico entra in dialogo con musica, voce e movimento. In teatro ha collaborato, tra gli altri, con Leo de Berardinis, Raffaella Giordano, Abbondanza/Bertoni, ERT – Fondazione e Teatro delle Albe.
La dimensione performativa e l’osservazione dal vivo sono parte integrante della sua pratica: il disegno può nascere da un corpo, da un luogo, da una sequenza cinematografica o da un suono, mantenendo sempre una forte componente fisica e processuale. Hamelin ha sottolineato proprio il rapporto tra gesto, improvvisazione e musica nel suo lavoro, mentre la Cineteca di Bologna ne evidenzia il dialogo costante con teatro, danza, cinema, musica e arti grafiche.
Tra le pubblicazioni più recenti figurano Mia madre si chiama Loredana (Quodlibet, 2016), Bartleby le scribe da Herman Melville (Futuropolis-Gallimard, 2021), Li ho visti (Edizioni Cineteca di Bologna, 2025) e Avvistamenti (Sigaretten, 2025). Ha ricevuto il Premio Lo Straniero nel 2011 e oggi insegna all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Collabora con la Galleria d’arte Il Vicolo dal 2004, anno della personale Sketchbook a Genova, e nel tempo ha presentato nelle sedi di Genova e Milano numerose mostre, progetti e performance. Tra queste Sette animali che cambiano (2010, Genova), Dice la volpe al corvo (2013, Genova), Avvistamenti (2015, Milano), La cosa viva (2016), Più giù – Un atto dal vivo(2016), Mia madre si chiama Loredana (2017, Milano e Genova), Il Vicolo Cinquant’anni – Le nostre bandiere (2017), Zoologia politica, con Ericailcane (2018, Milano), e Madre (2022). Nel corso di questa collaborazione, Ricci ha affiancato più volte all’attività espositiva performance di disegno dal vivo in dialogo con la musica. Li Ho Visti, nel 2026, prosegue una collaborazione che dura da oltre vent’anni.