Stefano Lanzardo – Signs of Nature

Milano - 12/04/2012 : 25/05/2012

Una mostra che mira a raccogliere l’acme degli ultimi dieci anni di carriera. Segni – siano quelli della natura umana o animale o vegetale – portatori di indizi che – raccolti – tracciano storie.

Informazioni

Comunicato stampa

In occasione del Milano Photofestival, lo spazio Meriggi presenta Stefano Lanzardo. Signs of Nature una mostra che mira a raccogliere l’acme degli ultimi dieci anni di carriera. Segni – siano quelli della natura umana o animale o vegetale – portatori di indizi che – raccolti – tracciano storie.

Infatti è forte, da sempre, in Stefano Lanzardo la tensione verso il racconto: abbandonato il linguaggio verbale – l’artista ha un passato anche come giornalista – lo sostituisce con quello delle immagini.
Una carriera sdopppiata tra i binari della fotografia professionale e della ricerca artistica



Un cerchio che si è chiuso per la prima volta con Tracce (2005), progetto nato osservando alcuni suoi scatti – realizzati nelle situazioni e per le occasioni più disparate – casualmente sparsi in studio “nell’ordinato caos” dell’atto creativo. Assonanze strabilianti e immediatamente percepibili – a livello compositivo, tensionale e sintetico – riscontrabili tra reportage e lavori di ricerca: fronde di alberi mossi come silhouette di ballerine, corpi arsi quasi fossero suoli desertici o plasticità che accomunano uomini e natura.
Tutto si gioca sull’inaspettato e su uno spiazzamento – qui rassicurante – che sa condurre lo spettatore verso una lettura univoca, completamente aderente allo stupore provato dall’artista quando per la prima volta riscontrò tali somiglianze.
Colori caldi e accesi accostati a lavori che tendono alla bicromia in un passaggio davvero delicato reso possibile non tanto dal significato quanto dal significante.
La serie, esposta al Salon d’Automne di Parigi nel 2005 e presso la galleria norvegese Østfold Kunstnersenter-galleri ØKS nel 2007, è per la prima volta visibile in Italia.

In mostra anche Water Body – installazione realizzata site specific nel 2011 per il Galata Museo del Mare di Genova – quale cerniera tra il lavoro più strettamente professionale di Lanzardo e quello dedicato alla pura ricerca artistica. I visitatori attraversavano un’acquosa struttura, camera di decompressione tra l’uno e l’altro mondo. Grazie alla stampa su materiale trasparente e all’immedesimazione suggerita dal sonoro, affiorano sintonie compositive e visive tra la fluidità dell’acqua e il movimento del corpo umano che sembra immerso, liquefatto come una medusa in un acquario.

Infine una selezione di fotografie fine-art estratte da Rock Carving, ricerca nodale nella produzione di Lanzardo, il quale – con la sua personalissima declinazione della tecnica del light brush – ha ripreso al buio corpi umani illuminati da un pennello intinto di luce che lui stesso calibra. L’effetto di questi corpi ridotti alle loro sagome essenziali, quasi fossero graffiti di luce incisi nel buio delle caverne – da cui il titolo del lavoro –, è ottenuto grazie a una tecnica sapiente e raffinata di scatto e messa in posa senza ricorrere ad alcuna rielaborazione al computer.
Esposta nel 2009 in Norvegia in occasione del Festival Folk i Gata.




L'artista – Stefano Lanzardo
Nato alla Spezia nel 1960, fotografo dal 1978. Nel corso della sua carriera, Lanzardo declina la professione in differenti espressioni – che vanno dalla fotografia scenica di allestimenti teatrali, ricoprendo anche il ruolo di fotografo ufficiale di alcuni importanti festival teatrali in Italia e in Norvegia – , alla ricerca artistica sul corpo umano, da cui sono nate diverse mostre e scenografie fotografiche in multivisione per spettacoli di danza in Italia e negli USA, fino alla fotografia commerciale di moda, architettura, viaggio, still-life e beauty.
Dal 2009 fa parte della Factory il gruppo di artisti nato a Sarzana da un’idea del Maestro Tomaino.
Ha partecipato a numerose mostre in Italia e soprattutto all’estero. Tra queste ricordiamo la sua presenza al Salon d’Automne di Parigi del 2005 – quale unico fotografo italiano selezionato –, alla National Gallery of Victoria a Melbourne, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, alla Kulturhuset di Stoccolma, all'Hovikodden Kunstsenter di Oslo, al Galata Museo del Mare di Genova e presso il chiostro di Sant’Agostino a Pietrasanta (LU).