Stefano Frascarelli – I colori della luce

Bastia Umbra - 08/12/2015 : 10/01/2016

Tutte le opere esposte sono dipinti realizzati con la tecnica “smalto su plexiglass”.

Informazioni

  • Luogo: CHIESA DI SANTA CROCE
  • Indirizzo: Piazza Mazzini - Bastia Umbra - Umbria
  • Quando: dal 08/12/2015 - al 10/01/2016
  • Vernissage: 08/12/2015 ore 11.30
  • Autori: Stefano Frascarelli
  • Curatori: Domenico Iaracà
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: tutti i giorni dalle 16.00 alle 19.00

Comunicato stampa

Tutte le opere esposte sono dipinti realizzati con la tecnica “smalto su plexiglass”.

BREVE BIOGRAFIA:
Nato il 16 marzo 1981 ad Assisi dove vive e lavora.
Nell'estate 2015 ha presentato la personale “Dalla Terra al Cielo” presso il Foro Romano di Assisi ed ha partecipato alla collettiva “Convino” presso la galleria AnywareArtCompany di Napoli; nella prima parte dell'anno ha esposto presso ArtStyle Gallery di Perugia, al WineBar Camponeschi di Roma e nella sede romana in via Cicerone di Banca Fideuram; a maggio la collettiva “Vanitas” presso la Fondazione L'Arsenale di Iseo

Nel 2014 la personale al Palazzo Civico delle Arti di Agropoli e la partecipazione alla grande “Ricognizione2014” organizzata dal museo Ciac di Foligno. Ha partecipato alla collettiva PostcArts ad Assisi ad altre collettive a Berlino, Amsterdam e Bratislava.
Ancora con la cura di Domenico Iaracà esporrà a gennaio a Vicenza.
Hanno scritto del suo lavoro: Andrea Baffoni, Laura Bartoli, Giovanna Brenci, Domenico Iaracà, Carlotta Monteverde, Enrico Sciamanna, Francesca Valente.

Si ringraziano la Parrocchia di San Michele Arcangelo e la Pro Loco di Bastia Umbra.


TESTO CRITICO:
Dopo la mostra da poco conclusa nel museo del Foro Romano e in alcuni spazi sacri della città di Assisi, come il Museo Diocesano e la Cripta di San Rufino, Stefano Frascarelli torna a confrontarsi con opere d'arte dei secoli passati. Lì c'erano le statue maramoree a cui l'artista ridava luce con opere di notevole dimensione, oppure i locali sotterranei della cattedrale in cui opere di dimensioni più contenute ma dalla forza comnicativa immutata toccavano il tema della trascendenza, dell'aspirazione verso il divino.
In questa occasione è la chiesa museo di Santa Croce nel centro storico di Bastia Umbra ad offrire un saggio della produzione recente dell'artista. Dopo un periodo in cui Frascarelli si è dedicato ad opere a tema paesaggistico dalle atmosfere sempre più rarefatte e non prive di significati simbolici, la produzione più recente dell'artista vira verso opere informali in cui macchie di colore coprono superfici trasparenti che lasciano quindi trapelare ancora la luce, nonostante lo strato di colore. Sono campiture libere le sue, non costrette da un disegno preventivo, colature che spesso si sovrappongono sui supporti donando quindi all'opera un ulteriore aspetto materico.
Suggestiva la collocazione delle sue opere in occasione della mostra attuale così come in quella precedente: opere d'arte del valore indiscusso e che hanno attraversato i secoli per giungere fino a noi intrattengono un dialogo serrato con quelle che l'artista crea di volta in volta per i rispettivi eventi espositivi. Se nelle prime, risalenti ai secoli precedenti, a prevalere è la forma iconica e le immagini ben riconoscibili, in Frascarelli è centrale la suggestione cromatica che queste suscitano. Ma non è la ripresa meccanica, la citazione dei colori delle opere ispiratrici, non è la contrapposizione dei colori complementari, è piuttosto l'espressione libera della sensibilità dell'artista delle sue sensazioni. Se in occasione della mostra al Foro Romano e alla Cripta di San Rufino era stato facile ritrovare un richiamo simbolico nei colori – il rosso della toga o del sangue che richiamava le cruente vicende della guerra civile combattuta in questi luoghi in epoca romana, o il richiamo verso l'alto nelle opere di più marcato significato religioso – qui non cercheremo di seguire nuovamente questo percorso. E non perchè non ci sia, ma perchè non è così meccanico, predeterminato, l'intento seguito dall'artista. È semmai, lo ripeto, espressione libera, della propria sensibilità.
Domenico Iaracà