Stefano Bullo – Assenti giustificati

Cortina d'Ampezzo - 10/08/2012 : 30/08/2012

mostra personale del giovane pittore veneziano Stefano Bullo curata da Diego Mantoan.

Informazioni

Comunicato stampa

FLUIDA Art Project annuncia la vernice per ASSENTI GIUSTIFICATI, mostra personale del
giovane pittore veneziano Stefano Bullo curata da Diego Mantoan. L'evento si terrà presso le
esclusive sale dell'Hotel Ancora a Cortina d'Ampezzo, in Corso Italia 62, a partire dalle ore
18.00 di venerdì 10 agosto 2012.
Fin dalla sua nascita nel 2011 come realtà non profit ideata da Nicolas De Luigi e Federica
Santoro, l'impegno di FLUIDA è stato rivolto al supporto di numerosi artisti italiani ancora
agli esordi, a fronte delle difficoltà d'accesso al palcoscenico mondiale

Aiutando giovani
autori a esprimere la propria originalità e confrontarsi con le tendenze internazionali,
FLUIDA intende contribuire allo sviluppo delle arti in Italia favorendo lo scambio d'idee e
immagini, forme e rappresentazioni del nostro tempo.
Grazie alla passione artistica di Flavia Sartor, FLUIDA sbarca nelle Dolomiti per presentare le opere del
giovane pittore veneziano Stefano Bullo presso l'esclusivo Hotel Ancora. Collezionista di immagini
mediatiche, Bullo rielabora scene e personaggi strappati alle visioni dello spettatore di massa. Come fugaci
istantanee, i suoi quadri propongono l'immagine residuale della società mediatica, sfocata e indefinita, ma
pur viva nella memoria di ciascuno. Fra ritratti di celebrità o starlette e pitture di grande formato,
raffiguranti scene d'assieme estratte da internet o dalla televisione, Bullo presenta una qualità pittorica
scevra di dettagli, ma eroicamente colorata, come le immagini trasmesse da uno schermo ad alta definizione.
Nel costante fluire d'immagini, segno distintivo della società mediatizzata, l'occhio umano fatica a catturare
visioni della realtà capaci di resistere nella memoria più di pochi secondi. Scomparsa la visione diretta del
reale, l'uomo contemporaneo resta esposto a un mondo di rappresentazioni, che imitano la realtà e si
sostituiscono ad essa. Al bombardamento costante di fotografie e filmati lo spettatore resiste soltanto grazie
all'innata capacità dell'occhio di fare economia. Bastano pochi tratti somatici e alcune linee di contorno per
riconoscere in pochi millesimi di secondo una personalità mediatica, o la confezione di un prodotto di massa.
I dipinti di Stefano Bullo traggono a piene mani da quel fiume di immagini che inonda la nostra realtà
quotidiana. Egli opera come un collezionista di esperienze mediatiche, ossessionato dalla volontà di fissare la
storicità di tali avvenimenti e rendere eterno un istante. Nei suoi quadri si susseguono personaggi più o meno
celebri che fanno parte del nostro immaginario mediatico, oppure scene tratte dalla rappresentazione dei
fatti di cronaca sui quotidiani o in rete. Spesso presenta immagini che si preferirebbe rimuovere o che
conosciamo soltanto per trasmissione indiretta, come scene di guerriglia urbana e di immigrazione
clandestina, la cui assenza dall'esperienza di vita diretta viene felicemente giustificata.
Nei dipinti di Stefano Bullo, tuttavia, queste realtà non si impongono prepotentemente, bensì insinuandosi
lievemente, attivando un processo di riconoscimento calibrato. Attraverso un'attenta procedura di
sottrazione della definitezza, infatti, nei suoi ritratti e nelle scene d'assieme cerca di raggiungere la forma
sufficiente, ma necessaria, che permetta l'identificazione sicura del soggetto da parte dello spettatore. La
qualità pittorica del giovane veneziano, sia nei ritratti che nei dipinti di grande formato, supporta la
famigliarità e vicinanza dello spettatore con i soggetti rappresentati. Scevra di dettagli, ma eroicamente
colorata, la realtà che dipinge si presenta come le immagini trasmesse da uno schermo al plasma. Le
pennellate dense e sicure delineano le fattezze minime dei soggetti, mentre i fondali sintetizzano con pochi
tratti le coordinate spaziali fondamentali e i colori si prestano a reinterpretazioni continue in connessione al
soggetto stesso.
Come visioni fugaci strappate alla memoria, nei quadri di Stefano Bullo viene presentata l'immagine
residuale della società mediatica, quella che resta catalogata e latente nella mente di ciascuno. Nelle sue
opere rielabora la realtà rappresentata e grazie a questa re-visione rende evidente, in maniera disarmante,
l'artificialità della nostra immagine del mondo.