Stanotte ti ho sognata

Castiglioncello - 05/09/2015 : 04/10/2015

Le tre pittrici tentando un'unione artistica collaborativa integrante e ispirata decidono di unire le forze in un progetto comune: raccontare pittoricamente la storia di un sogno.

Informazioni

  • Luogo: LA VIRGOLA
  • Indirizzo: Piazza della Vittoria - Castiglioncello - Toscana
  • Quando: dal 05/09/2015 - al 04/10/2015
  • Vernissage: 05/09/2015 ore 19
  • Generi: arte contemporanea, collettiva

Comunicato stampa

In seguito ad un necessario incontro artistico umano e goliardico, le pittrici Isabella Staino, Giorgia Madiai e Libera Capezzone, in arte Libertà pittrice , decidono di realizzare la mostra pittorica 'Stanotte ti ho sognata' con le poesie di Viola Barbara e la selezione musicale di Madame Tutù



Le tre pittrici tentando un'unione artistica collaborativa integrante e ispirata decidono di unire le forze in un progetto comune: raccontare pittoricamente la storia di un sogno, dove le opere, seppur con stili necessariamente diversi e assumendo le caratteristiche di sfaldamento spazio-temporale e i contorni confusi propri di un sogno, sembrano segnate dalla stessa mano, indistintamente, in un continuum pittorico dove le protagoniste e il pubblico osservante paradossalmente perdono i confini e i nomi propri i generi sessuali, le firme e le misure ed entrano appunto in un'atmosfera onirica, in un incastro di scatole cinesi, in un gioco di musica e di luce soffusa o sparata, intrigante, paralizzante, evocativa e spiazzante.

L'idea di questa mostra nasce da un SOGNO vero e proprio, quello della pittrice Libertà che in un'altra vita, quella onirica, sogna una collettiva con le altre due figure di punta del panorama pittorico femminile Livornese: Isabella Staino e Giorgia Madiai.
Una collettiva curata poeticamente dalla scrittrice Viola Barbara.

L'atto del dipingere è un'azione intesa tra sogno e realtà proprio perché la pittrice è per forza essa stessa vate nel suo esasperato e ispirato getto e canto di colori o in bianco e nero o profetessa, colei che racconta per, che racconta una verità necessaria, anche criptica, ma che per sua stessa essenza o anche grazie al supporto delle parole, verrà decifrata da un qualcuno.

Sembra proprio che una determinata opera finirà poi proprio nelle mani di un essere specifico, affrontando forse un passaggio di mani, tra case, mani, mercati, gallerie, chiese, sogni, mani, ma avverrà il giorno in cui giungerà a quel colui o colei a cui dovrà appartenere, che dovrà necessariamente ricevere il messaggio interno intenso e intrinseco del dipinto che inteso come una nuova lettura della realtà sarà utile alla sua sopravvivenza.

Le opere di 'Stanotte ti ho sognata' concepite ad uso esclusivo della mostra, racchiuderanno in sé un messaggio per coloro che saranno i possessori necessari, deterministici, e nel bene e nel male, portati prima forse in sogno e poi nella realtà a possedere il dipinto.
Tali futuri possessori sono quindi già nati, sono vivi, camminano e respirano esistono già perché l'arte comunica necessariamente ad una contemporaneità, in quanto la posterità, per sua stessa essenza, ha ancora da venire, da essere, è ancora intrappolata nel grande grembo di un ipotetico limbo, forse proprio in un sogno.
In Stanotte ti ho sognata la selezione musicale di Madame Tutù non fungerà da accompagnamento pre-sonno ma da vera e propria colonna sonora di una mostra in fase rem, mostra immersa in una visione onirica e surreale del reale. Si guarderà, si leggerà si ballerà sospesi ascoltando note che aiuteranno la comprensione di una mostra da sogno.

Una mostra quindi che nasce per chi c'è, un'esposizione che per un gioco di magia effimera è essa stessa storia, la storia ed estensione tangibile di un sogno, un sogno di Libertà .


http://www.progettoartisticoliberta.it/
http://www.isabellastaino.com/
http://giorgiamadiai.tumblr.com

Messaggio di Libertà a Viola Barbara:

Stanotte ti ho sognata, eri tornata a Livorno prima del dovuto perché in India eri caduta e ti eri fatta male. Ci rimanevo male perché non mi avevi detto niente. Poi, come dentro ad un segno infinito, ho sognato te-Staino-Madiai e poi ancora Staino-Madiai-te. Quindi ho pensato che era un segno, proporrò alle altre due domani di fare un evento tutte insieme, qualcosa che 'ci butti di fori', un grande spazio da riempire con una mostra unica nostra dove tu ci unirai tutte, raccontando i quadri, facendo da fil rouge. pensa ai cartelloni, agli striscioni, agli articoli: Le donne dell'arte labronica per una grande performance visivo-narrativa. Coming soon.

Messaggio di Libertà a Isabella Staino e Giorgia Madiai:

Pensateci. L'idea mi è venuta da un sogno, il sogno di voi due che camminavate vicine, correndo lungo i muri di Livorno, voltando gli angoli improvvisamente e sfuggendo a me che potevo solo intravedervi. Partendo tutto da questo è proprio al sogno che mi affiderei. Il nostro contenitore dovrebbe essere Livorno che sembra l'abbozzo di un sogno altrui o di tanti sogni messi insieme, che creano un paesaggio indefinito e spettrale o giocoso e paradisiaco, insieme.

Messaggio di Libertà a Isabella Staino e Giorgia Madiai e Viola Barbara:

Siamo ancora a Livorno, in un palazzo antico, potrebbe essere benissimo villa Fabbricotti ma è più oscuro, più buio. C'è una mostra d'arte, importante, ci sono proprio tutti tutti, tanto che i corridoi sono pieni di quadri, anche di oggetti strani, di cose antiche. Io arrivo con Viola. C'è Giorgia che ha portato un quadro, è diverso dai suoi soliti, è molto più "figurativo" e molto scuro, quasi nero, si intravedono solo due facce bianche di due donne, che so essere due streghe i cui corpi scuri si intrecciano in una specie di spirale ma è talmente scuro il quadro che non riesco a vederlo bene. Vago per i corridoi ed entro in una stanza. E' l'unica stanza silenziosa, calma, piena di luce.
Le pareti sono ocra. Al centro c'è Isabella che vedo di spalle, è piccola, quasi una bambina, con i capelli neri sciolti, sta dipingendo un quadro con un colore turchese cangiante bellissimo, vedo che è la coda di una sirena. Fuori nei corridoi Viola sta comprando di tutto, è esaltata dalla quantità di cose che ci sono e mi dice : "Ma il tuo quadro dov'è?" io: "Non ho portato nessun quadro, io non ho niente". Lei allora mi dice di andare subito a prendere un quadro a casa mia. Corro. La mia casa è a Quercianella, proprio in riva al mare. Lì ad attendermi c'è mio figlio, che è una acciughina (si è un'acciughina) che mi nuota incontro. Entro nell'acqua con lui, lo tengo in mano lasciandolo nell'acqua e così facendo riesco a vedere attraverso i suoi occhi quello che vede lui, divento una specie di "Santa Lucia de pesci" insomma. Qui il sogno si trasforma e cambia tono, non ve lo racconto perché la parte che riguarda noi finisce qui.

Livorno. Assolata e bellissima, quasi una Venezia vera. È il giorno del 25 aprile, la liberazione, mi accingo ad andare a vedere una mostra (sulla liberazione appunto) dentro il palazzo del comune, dal lato che affaccia sui fossi. Vedo la mostra, ci sono quadri dipinti su specchi dove mi rifletto, ci sono fotografie. Incontro Isabella, ci salutiamo abbracciandoci e così facendo sentiamo che le nostre anime si riconoscono, proprio le vediamo colorate ed ectoplasmiche. Capiamo che si sono riconosciute perché in una delle vite passate siamo state sorelle. Bene. Quindi riprendiamo a vedere la mostra insieme da sorelle appunto ed entriamo in varie sale, in una c'è una c'è installazione: un lettino, un pavimento povero e sconnesso. È la stanza di van Gogh, ad Isabella non piace, dice che quel lettino povero gli mette l"ansia. Usciamo. Fine.