(s)radicamenti. Popoli confini migrazioni

Torino - 13/05/2016 : 10/06/2016

Attraverso un percorso che parte dalle opere dedicate da alcuni importanti maestri del Novecento alla questione dei confini, degli spostamenti forzati e delle migrazioni, la mostra propone un approdo alla nostra più stretta contemporaneità.

Informazioni

Comunicato stampa

Mostra

(s)RADICAMENTI
Popoli, confini, migrazioni

Gigi PIANA
con
Enrico BAJ, Joseph BEUYS, Monica CAROCCI, Mario CEROLI, Costanza COSTAMAGNA, Zhang DALI, Nicolay DIULGHEROFF, Italo FERRO, Trento LONGARETTI, Antonio MARASCO, Ouaz MEHDI, Luca PIGNATELLI, Ugo POZZO, Mario ROBAUDI, SALVO, Mario SCHIFANO, Oliviero TOSCANI, Zhang ZHE e altri




a cura di Marco Albeltaro
testo critico di Sara Locatelli
realizzazione di Liliana Leone


Inaugurazione venerdì 13 maggio, ore 19.00
Dal 13 maggio al 10 giugno 2016
Cortile Lagrange – Galleria delle arti
Accesso da Palazzo Cavour – Via Lagrange, 27
Oppure da Via Cavour, 8 – Torino


Un tema attualissimo, quello delle migrazioni, che interroga non soltanto la politica ma anche l’arte che, come spesso è avvenuto nel passato, ci permette di guardare con occhi diversi a ciò che accade nel nostro presente. Attraverso un percorso che parte dalle opere dedicate da alcuni importanti maestri del Novecento alla questione dei confini, degli spostamenti forzati e delle migrazioni, la mostra propone un approdo alla nostra più stretta contemporaneità con le opere di Gigi Piana, artista emergente, noto ormai a livello internazionale.
Nel suggestivo contesto storico di Palazzo Cavour, le opere esposte offrono ai visitatori la possibilità di riflettere sul nostro oggi, anche sulle sue pieghe più drammatiche, attraverso una narrazione estetica coinvolgente. Si tratta di un esperimento curatoriale che prova a tenere insieme l’esperienza di grandi artisti del Novecento con le intuizioni di uno dei più interessanti esponenti della nuova generazione.
Gigi Piana espone la serie “planisferi” assieme ai suoi intrecci di materiali plastici, realizzati con una tecnica sofisticata e innovativa.
Come ha scritto Sara Locatelli “nella serie ‘planisferi’ Piana elegge a personale cifra stilistica gli elementi materici e le trasparenze plastiche, le trame intrecciate. E le utilizza per suggerire direzioni, per dare strumenti di possibile comprensione del reale, nell’ottica di un’arte attiva, vitale e viva, compartecipata. […] Una visione che, se apparentemente giudica in modo negativo l’umanità contemporanea, non mira ad aggiungere terrore al terrorismo, paura alle paure. Vuole invece essere ampia e chiara, per donare spazio e possibilità di riflessione. E di rigenerazione. Nella serie intrecciata, poi, le trame costituiscono una base viva e mobile all’(in)definizione dei confini geografici. L’attualità del tema è stringente: i planisferi disegnati con tratto rosso sulle trame trasparenti mostrano confini sfilacciati, non più definibili, mutevoli/mutati nei fenomeni migratori e nella fragilità degli ecosistemi globali”.