Solstizio d’inverno

Bologna - 21/12/2011 : 21/12/2011

art’o _ cultura e politica delle arti sceniche che festeggia a Bologna il Solstizio d’inverno. "Un viaggio al fondo della notte più lunga dell’anno, da cui ripartire verso il crescere della luce."

Informazioni

  • Luogo: RAUM
  • Indirizzo: Via Ca' Selvatica 4/D - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 21/12/2011 - al 21/12/2011
  • Vernissage: 21/12/2011 ore 18-23
  • Generi: serata – evento
  • Email: pressoff@xing.it
  • Patrocini: Col supporto di Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Edizioni Zero, Città del Capo-Radio Metropolitana, Radio Città Fujiko.

Comunicato stampa

Xing
accoglie

mercoledì 21 dicembre h 18>23

art’o - cultura e politica delle arti sceniche
Solstizio d’inverno



con
Silvia Bergero, Simona Bertozzi, Gianfranco Capitta, Giovanna Daddi e Dario Marconcini - Teatro di Buti,
Carola de Berardinis, Bruna Gambarelli - Laminarie, Eva Geatti, Mariangela Gualtieri e Cesare Ronconi - Teatro Valdoca,
Roberto Latini, Maria Federica Maestri e Francesco Pititto - Lenz Rifrazioni, Marinella Manicardi, Renata Molinari,
Ermanna Montanari e Marco Martinelli – Teatro delle Albe, Carla Pollastrelli - Pontedera Teatro, Cristina Valenti, et al



Raum
Via Ca' Selvatica 4/ d Bologna



Mercoledì 21 dicembre a partire dalle 18.00 Xing ospita a Raum, in via Ca’ Selvatica 4/d, art’o _ cultura e politica delle arti sceniche che festeggia a Bologna il Solstizio d’inverno. "Un viaggio al fondo della notte più lunga dell’anno, da cui ripartire verso il crescere della luce."

È una data un po’ simbolica quella scelta per presentare l'ultimo numero della rivista, non a caso dedicato a “il principio speranza”. Un numero specialissimo, art’o 30, dedicato alla scena italiana, che reca allegato un dono prezioso: la registrazione in cd di past Eve and Adam’s, l'ultima opera di Leo de Berardinis, un’emozionante “messa in musica” della poesia che nella memoria assume anche il valore di consuntivo di una straordinaria avventura artistica.
Questa serata sarà anche un’occasione per “fare i conti” concretamente con gli oltre dieci anni della storia di art’o, riflessa nei trenta numeri della rivista, seguiti al numero zero con cui nel 1998, con lo sforzo coproduttivo del Link Project, si erano poste le basi di un progetto orgogliosamente indipendente ed entusiasta, che saranno messi in vendita a un prezzo speciale.
Saranno presenti amici della rivista che in questi anni hanno costituito una comunità che attivamente fa, riflette, partecipa all’evento della scena. Ciascuno con un pensiero, un’azione, una parola, una testimonianza. Ascoltare le loro voci è un altro modo per ritrovare la necessità di questa impresa, in un momento in cui sembra allargarsi la difficoltà di dar voce a una contemporaneità da tanti evocata a parole quanto disattesa nei fatti.

Hanno confermato la loro partecipazione:
Silvia Bergero, Simona Bertozzi, Gianfranco Capitta, Giovanna Daddi e Dario Marconcini - Teatro di Buti, Carola de Berardinis, Bruna Gambarelli - Laminarie, Eva Geatti, Mariangela Gualtieri e Cesare Ronconi - Teatro Valdoca, Roberto Latini, Maria Federica Maestri e Francesco Pititto - Lenz Rifrazioni, Marinella Manicardi, Renata Molinari, Ermanna Montanari e Marco Martinelli – Teatro delle Albe, Carla Pollastrelli - Pontedera Teatro, Cristina Valenti.

Art’o_cultura e politica delle arti sceniche è una delle più importanti pubblicazioni italiane dedicate alle performing arts. Creata nell’aprile 1998, sotto la direzione di Gianni Manzella, Art’o è stata sin dalla nascita un’edizione indipendente, che si avvale di importanti collaborazioni, a livello italiano ed internazionale: nelle sue pagine sono apparsi contributi di artisti, critici e intellettuali di rilevanza “storica”, ma anche appartenenti all’ultima generazione (sia artistica che critica). Obiettivo fondamentale di Art’o è infatti quello di intrecciare lo sguardo sulla storia dell’arte e del pensiero, in particolare del XX secolo, con le esperienze di più stretta contemporaneità, evitando qualsiasi “congelamento” storiografico ma anche ogni feticizzazione del “nuovo”.
www.art-o.net