SintHomo

Roma - 08/02/2014 : 16/02/2014

SintHomo è una mostra collettiva nomade promossa da Roma Capitale, Assessorato allo Sviluppo delle Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana e Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica che esce dalla galleria La Fucina Mondriansuite di San Lorenzo – che ha ideato e cura la rassegna – per circumnavigare Roma ed esporre i lavori di 14 giovani artisti nei Centri Culturali delle Periferie.

Informazioni

  • Luogo: CENTRO CULTURALE GABRIELLA FERRI
  • Indirizzo: Largo Beltramelli – Angolo via Galantara - Roma - Lazio
  • Quando: dal 08/02/2014 - al 16/02/2014
  • Vernissage: 08/02/2014 ore 17,30
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Biglietti: ingresso libero
  • Uffici stampa: ZETEMA

Comunicato stampa

SINtHOMO è una mostra collettiva nomade promossa da Roma Capitale, Assessorato allo Sviluppo delle Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana e Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica che esce dalla galleria La Fucina Mondriansuite di San Lorenzo – che ha ideato e cura la rassegna – per circumnavigare Roma ed esporre i lavori di 14 giovani artisti nei Centri Culturali delle Periferie


Marta Alessio, Sergio Baldassini, Stefano Bolcato, Paola Brancaleoni, Alessandro Crapanzano, Simona Di Lascio, Luciano Fabale, Diana Kirova, Letizia Marabottini, Simona Morgantini, Chris Nix, Ivan Paduano, Valeria Patrizi, Maria Manuela Pochetti, non solo romani, esprimono la propria arte con tecniche diverse, dal digitale all'olio, dalle installazioni alle performance.

La prima inaugurazione della mostra si terrà sabato 8 febbraio 2014 alle ore 17.30 al CENTRO CULTURALE GABRIELLA FERRI (in Largo Beltramelli, angolo Via Galantara). Durante la serata il pubblico assisterà alla performance di Maria Manuela Pochetti INCANTEVOLE (2013) che vuole indagare le difficoltà che i giovani artisti incontrano nell’affacciarsi al mondo dell’arte.

L’opera d’arte come metafora del disagio dell’uomo contemporaneo è infatti il tema di tutta la mostra. Il discorso ruota attorno al SINtHOMO inteso come l’indizio, il segno, la spia della complessità esistenziale dell’uomo contemporaneo, che dolorosamente, in esso si palesa. Il termine deriva dal greco ‘evenienza’. Ed è, appunto, questa evenienza che gli artisti in mostra colgono e restituiscono ciascuno nella sua essenza particolarissima. Evenienza, quale metafora della verità nella sua sintesi estrema, si manifesta come effetto finale, non standardizzato, di un convergere di molteplici azioni e reazioni. Chiamiamo sintomo qualcosa che «parla», che vuole esprimersi, e parla innanzitutto in modo autoreferenziale all’individuo e dell’individuo che lo manifesta. È il messaggero di un “significante muto” per molti sconosciuto, che l’artista sublima fino a restituire nell’immediatezza visiva dell’opera d’arte. Si presenta come una metafora del soggetto, ossia come un suo significante privilegiato, costituito da un nucleo simbolico. SINtHOMO insiste sulle immagini del mondo dell’inconscio e dell’onirico e apre all’osservatore il sentiero della scoperta del proprio universo esistenziale.