Simone Stuto
La mostra riunisce un nuovo ciclo di opere che indagano il potenziale visionario della pittura contemporanea, muovendosi in una dimensione sospesa tra presenza e assenza, memoria e immaginazione.
Comunicato stampa
Candy Snake Gallery è lieta di presentare Tu eri assente, mostra personale di Simone Stuto a cura di Mattia Lapperier.
La mostra riunisce un nuovo ciclo di opere che indagano il potenziale visionario della pittura contemporanea, muovendosi in una dimensione sospesa tra presenza e assenza, memoria e immaginazione. Il titolo, tratto da un olio su tavola dell’artista, allude a una condizione emotiva e percettiva in cui ciò che manca continua ad agire sull’immagine, trasformando la pittura in una soglia da attraversare.
Nei lavori di Stuto, la notte non è semplice ambientazione ma spazio interiore, territorio simbolico in cui luce e ombra si confrontano senza mai risolversi. Paesaggi notturni, giardini enigmatici e figure isolate emergono da campi cromatici intensi, in cui il colore costruisce l’atmosfera e diventa elemento strutturante della visione. Accanto ai dipinti, la mostra include una scultura in ceramica, che introduce una presenza tridimensionale e materica, estendendo il linguaggio pittorico nello spazio e rafforzando il dialogo tra corpo, forma e simbolo.
Come osserva Mattia Lapperier, la pittura di Stuto si colloca in una zona di tensione tra ordine e abbandono, tra disciplina formale e slancio emotivo. Riferimenti alla tradizione medievale e rinascimentale convivono con una sensibilità pienamente contemporanea, dando origine a un immaginario in cui lo spazio è saturo di segni pittorici e le figure sembrano nascere dalla materia stessa del colore.
Tu eri assente si configura così come un’esperienza di visione lenta e contemplativa, in cui pittura e scultura concorrono a costruire un ambiente intimo e simbolico, invitando lo spettatore ad abitare l’ambiguità e il mistero dell’immagine.
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Simone Stuto (1991, Caltanissetta) vive e lavora a Torino.
La sua ricerca pittorica si sviluppa come un viaggio simbolico nella dualità della natura umana, articolato in un dialogo costante tra luce e ombra, maschile e femminile, divino e umano, inizio e fine. In questo contesto, l’alchimia diventa metafora di trasformazione e presa di coscienza.
Le sue opere attingono a una solida tradizione iconografica medievale e rinascimentale, rielaborata attraverso un’estetica contemporanea e una dimensione fortemente onirica, in cui convivono spirito e materia, bellezza e mostruosità.
Ha esposto, tra gli altri, presso Galleria regionale di Palazzo Bellomo (Siracusa), Sacro Monte di Orta, Cappella Nuova (Orta San Giulio), Santuario di Ercole Vincitore – Villa Adriana e Villa d’Este (Tivoli), Galleria Civica di Palazzo Moncada (Caltanissetta), Châssis (Torino), Candy Snake Gallery (Milano), Villa Ferrari (Castelnuovo Rangone - Modena), Curva Pura (Roma), ZAC – Zisa Zona Arti Contemporanee (Palermo), Operativa Arte Contemporanea (Roma) e Chiesa di San Domenico (Palermo).