Shades of women

Roma - 17/10/2011 : 12/12/2011

Una specifica sezione di Sguardi d’essai dedicata al mondo della fotografia attraverso una serie di mostre – articolate in proiezioni multimediali con l’accompagnamento di musica, letture e performances artistiche – dedicate alla visione che le donne hanno del mondo e a come alcune di esse riescano col mezzo fotografico, ad esplorare la realtà contemporanea nelle sue molteplici dimensioni.

Informazioni

  • Luogo: TEATRO DUE
  • Indirizzo: Vicolo Dei Due Macelli 37 (00187) - Roma - Lazio
  • Quando: dal 17/10/2011 - al 12/12/2011
  • Vernissage: 17/10/2011 ore 21
  • Generi: fotografia, collettiva
  • Orari: ore 21
  • Email: vania@vaniatoni.it

Comunicato stampa

ome guarda il mondo “l’altra metà del cielo”?

Esiste un modo particolare, una specificità psicologica, pur tenendo conto delle diverse culture e delle concrete esperienze di vita, con cui le donne osservano la realtà che le circonda?

Ricercatori, psicologi, poeti, ognuno per la sua parte, concordano con Simone De Beauvoir nell’affermare che c’è nell’“Altra metà del cielo”, le donne appunto, una misura di sentimenti, di sensibilità, di disponibilità molto particolari attraverso le quali è possibile loro scoprire e comunicare aspetti della vita, dalla gioia al dolore, realtà nascoste nel profondo di una psiche ferita sulla quale è poi possibile intervenire, curare, amare.



Nell’ambito della sua attività annuale, Teatro Due mi ha dato l’occasione e lo spazio necessari per dare inizio ad un progetto dedicato alla fotografia.

Il primo passaggio di questo progetto, cui ho aderito con entusiasmo fin dall’inizio, è dedicato alla visione che le donne hanno del mondo e a come alcune di esse riescano col mezzo fotografico ad esplorare la realtà contemporanea nelle sue molteplici dimensioni. Dalla commedia al dramma, alla trasfigurazione poetica.



Ho immaginato un programma della rassegna articolato su cinque serate di proiezioni multimediali accompagnate da musica, letture e performances artistiche che possono illustrare allo spettatore la visione delle ricerche fotografiche di alcune tra le migliori fotografe emergenti italiane ed internazionali. Scegliendo il lavoro di queste 15 giovani e affermate autrici, il cui riconoscimento è chiarito dai numerosissimi ed importantissimi premi che molte di loro hanno vinto negli ultimi anni e dalle tante e prestigiose mostre cui queste fotografe sono invitate ad esporre regolarmente in tutta Europa, ho cercato di esplorare la migliore produzione della fotografia italiana ed europea spaziando dall’autoritratto al reportage, dalla fotografia concettuale a quella più astratta.



Ho quindi tentato di svelare o rivelare sfaccettature, dettagli, impressioni, passioni, un caleidoscopio insomma, di emozioni, visioni, poesia che sono poi lo specchio delle infinite gamme di sfumature dello sguardo femminile.

Ilaria Prili – Curatrice rassegna


Teatro Due Roma teatro d’essai
presenta

Le mostre fotografiche “Shades of women”
A cura di Ilaria Prili

dal 17 ottobre al 12 dicembre 2011 – ore 21.00

Una specifica sezione di Sguardi d’essai dedicata al mondo della fotografia attraverso una
serie di mostre – articolate in proiezioni multimediali con l’accompagnamento di musica,
letture e performances artistiche – dedicate alla visione che le donne hanno del mondo e a
come alcune di esse riescano col mezzo fotografico, ad esplorare la realtà contemporanea
nelle sue molteplici dimensioni, con l'intento di illustrare allo spettatore la visione e le
ricerche fotografiche di alcune tra le migliori fotografe emergenti italiane ed internazionali.
Una “variazione sul tema” di quell’idea di “prospettiva femminile” che la
rassegna Sguardi S-velati affronta nella sua declinazione teatrale.

Programma “Shades of women”

lunedì 17 ottobre 2011 – h.21.00
Imagine my dream

Ilaria Prili – The Invisible Touch
L’attività fotografica di Ilaria Prili si fonda sul mondo delle emozioni in cui colori, atmosfere
e ritmi, stabiliscono tra loro rapporti pittorici ed una intima musicalità. Chi guarda le sue
immagini è invitato, quindi, ad un colloquio con il Bello, vivendo così la dimensione poetica
del Sogno. La dove la razionalità non muore ma trionfa su se stessa e sui suoi limiti.

Francesca Leonardi – Catarsi
Un sogno legato al racconto di un mito, per accedere al piano della realtà profonda dove le
sofferenze trovano senso e significato. Marcia e’ il simbolo della donna pesce che
attraverso degli stati di crescita e gioco, rappresenta la narrazione dei momenti cruciali
dell’evolversi della vita. Un racconto mitico spinge l'autrice a condurre l’anima ad uscire da
quel labirinto di contraddizioni.

Valentina Vannicola – L'Inferno di Dante
Trasposizione in immagine dell’opera di Dante, attraverso una sequenza di più scatti in cui
Valentina Vannicola riesce a mettere in scena episodi salienti della letteratura universale.
“L’inferno di Dante” spicca per la partecipazione degli abitanti del paese natale dell'autrice
che diventano attori e protagonisti delle sue visioni, tutte ambientate tra le terre della
materna Maremma laziale.

lunedì 31 ottobre 2011 – h.21.00
World Visions

Simona Ghizzoni – Afterdark
La Striscia di Gaza vive in un limbo che pare senza via di uscita; Hamas salito al potere e
la chiusura delle frontiere hanno causato una situazione di grave crisi economica e di
isolamento della popolazione, mentre una guerra “a bassa intesità” continua a mietere
vittime di fronte al silenzio internazionale. “Afterdark” è un progetto a lungo termine sulle
conseguenze della guerra sulla vita quotidiana delle donne nel mondo arabo.

Alessandra Quadri – Matrimoni infantili in Rajasthan
In India si celebrano il 40% dei matrimoni infantili del mondo. I soggetti delle foto includono
giovanissimi sposati illegalmente in minore età che vivono ancora con la propria famiglia
naturale, giovani coppie sposate illegalmente che vivono insieme da poco tempo e coppie
che vivono assieme da più tempo dopo essersi sposati in tenera età.

Nadia Shira Cohen – The Lovely Sea
Nel 1960 l'Unione Sovietica, allo scopo di irrigare i campi di cotone, decide di deviare il
corso di alcuni fiumi: il Syr Darya e il Amu Darya. Comincia così un processo di
desertificazione che ha pesantemente danneggiato l'ambiente circostante. Dal 2001 la
Banca Mondiale e il governo khazako sono intervenuti con progetti per salvare il territorio.
Il progetto fotografico di Nadia Shira Cohen è volto a documentare questa difficile e
delicata fase di passaggio.

lunedì 14 novembre 2011 – h.21.00
Sweet Home

Stephanie Gengotti – Along the river
Il progetto "Along the river" è un viaggio alla foce del Tevere, nella zona dell’Idroscalo di
Ostia, teatro nel 1975 dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini. Oggi 500 famiglie occupano
abusivamente il suolo pubblico lottando quotidianamente contro le difficili condizioni di vita
e le continue minacce di sgombero.

Maike Pullo – Persepolis Reloaded
“Persepolis reloaded” è un lavoro che racconta la complessa realtà emotiva che le donne
iraniane vivono quotidianamente. Una silente oppressione che le segue ovunque riescano
a ricostruirsi una vita. Le emozioni e la creatività di queste donne, sono al centro
dell'indagine fotografica che usa ritratti e simboli per raccontare lo stato d'animo di queste
testimoni della solitudine.

Isabella de Maddalena – Community Living
Un viaggio all’interno di due comunità di co-housing in Danimarca.
Il co-housing mira a ritrovare un senso di socialità, a creare nuove forme di welfare e ad
abbassare i costi della vita attraverso la condivisione delle spese. Una comunità allargata
in cui ognuno offre un aiuto per il buon funzionamento della collettività.

lunedì 28 novembre 2011 – h. 21.00
Eros and Psyche

Annette Schreyer – I'm not me
“Il corpo perfetto che mi ero costruita non ha immagine, non potrei descriverlo perché non
esiste. E' la negazione del mio corpo reale.”
Un lavoro realizzato in collaborazione con i pazienti di vari centri per la cura dei disturbi
alimentari. Ragazze e ragazzi che hanno trovato la fiducia e la forza di esporre se stessi
alla macchina fotografica per sensibilizzare
la gente nei confronti di questa malattia che affligge tante donne e uomini ed è ancora così
raramente rappresentata in fotografia.

Jana Romanova – W
"Quando ero piccola mia nonna mi diceva sempre che la sola cosa bella in una donna
sono le sue gambe..."
Cos'è la bellezza? In questo progetto la fotografa ha chiesto a diverse giovani donne di
fare qualunque cosa le facesse sentire a proprio agio in quel momento e ha copiato le loro
pose, cercando di capire cosa sia la femminilità, se arriva solamente dall'esteriorità di corpi
e vestiario oppure se è qualcosa di intrinseco alla natura della donna.

Valentina Quintano – Kinky
Il progetto 'Kinky' esplora la subcultura del SadoMasochismo consensuale nel Regno
Unito, cercando di superare lo stereotipo e lo spettacolare e concentrandosi sulle
dinamiche intime, di coppia e quotidiane. E' una ricerca sulla bellezza e la complessità
delle relazioni umane, che trovano talvolta modi oscuri di esprimersi.

lunedì 12 dicembre 2011 – h.21.00
Bodies

Angelina Chavez – Obstacles
Le fotografie di Angelina Chavez sono il risultato di un unico scatto senza ricorrere a mezzi come doppia esposizione, Photoshop o simili.
Sono gli ostacoli che in queste immagini l'autrice rende visibili. Lati del carattere che alle
volte le impediscono di fare un certo passo o che lo rendono particolarmente difficile.
In questo lavoro la fotografa trasmette quello che prova ritraendosi in posti che
rappresentano e sottolineano queste sensazioni.

Francesca Loprieno – Identi-Kit
Un work in progress in occasione del premio letterario Città di Bari dedicato alla giornalista
Giuliana Sgrena. Si presenta come contro risposta in chiave occidentale alla visione
femminile orientale descritta nel libro della Sgrena. Attualmente è esposto nel Padiglione
Italia/Accademie alle Tese di San Cristoforo in occasione della 54° Esposizione della
Biennale di Venezia.

Justyna Pawlowska – L'occhio Cieco
"Pulisco la lente degli occhiali anche dalla parte dell'occhio cieco". Hino Sojo (1901-1956)
L'acqua diventa la protagonista della foto. Immagini riprese da un oblò, che dimostrano il
movimento che l'acqua produce sulla modella prendendo poco a poco il sopravvento sulla
fotografia: ogni movimento uno scatto. L'acqua è vita e le foto della Pawlowska sono di
volta in volta emozione nuova.