Sergio Fermariello

Napoli - 23/06/2022 : 23/09/2022

L’opera di Sergio Fermariello si sviluppa da oltre trent’anni con un segno-guerriero che invade ogni spazio, contaminando la superficie della rappresentazione.

Informazioni

  • Luogo: CASAMADRE
  • Indirizzo: Piazza dei Martiri 58, Palazzo Partanna - Napoli - Campania
  • Quando: dal 23/06/2022 - al 23/09/2022
  • Vernissage: 23/06/2022 ore 19.30
  • Autori: Sergio Fermariello
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

L’opera di Sergio Fermariello si sviluppa da oltre trent’anni con un segno-guerriero che invade ogni
spazio, contaminando la superficie della rappresentazione. Nel tempo che è passato e nello spazio che si è
moltiplicato, di volta in volta diverso, quel segno ha cambiato misura, si è esteso, ha creato calchi ed
ombre, se n’è distaccato, è diventato taglio e inserto, ha rotolato e navigato nel mondo, e così il suo senso
misterioso non ha mai smesso di essere indeterminato. Movimento, moltitudine, proliferazione: paradossi
figurativi che si formano come se avessero significati dei quali nessuno sa, né nulla può dire

Con sé il
guerriero di Fermariello non porta un codice d’interpretazione, ma solo quel segno che si ripete
all’infinito. come uno scrivano antico o un moderno calligrafo, l’artista reitera un solo gesto con poche
illusioni. Tradurre è impossibile: il segno è indecifrabile, non si può far altro che trascrivere. Non
racconta. Non si spiega. Non prevede un lieto fine. Il segno fa la guerra al linguaggio dell’arte e,
riproducendosi come la cellula impazzita in un corpo malato, invade il territorio della creazione estetica
per disarticolare il sistema delle trasmissioni visive. Fermariello, al pari dei suoi coetanei graffitisti
americani Haring e Basquiat, ha concepito il segno-immagine come una lettera vivente, una vera e propria
forma di vita. Da europeo di stirpe mediterranea non ha però creduto che il destino del linguaggio nuovo
fosse di entrare nel circuito della comunicazione sociale e dunque di viaggiare leggero e veloce per
sovvertire usi e costumi. L’artista napoletano ha guardato indietro, camminando a ritroso nel tempo e
nella storia, cercando l’origine, il senso arcaico di qualcosa che viene prima e che quando comincia non si
ferma mai più. Il suo segno è guerriero perché non trova mai pace, non conosce riposo, è produzione di
vita, inizio incessante, senza termine, indefinito. Tutt’uno con l’istinto biologico che spinge ogni
organismo vivente a riprodursi contro ogni logica di moderazione, il codice Fermariello sembra
dispiegarsi con una potenza fine a se stessa. A condurre il gioco, perché di un gioco vero e proprio si
tratta, è l’artista che affina lo sguardo per vedere sempre più lontano e pensare l’impensabile. Dopo la
pandemia abbiamo compreso la forza contagiosa del virus, la variante oscura del progetto umano di
dominare il mondo riempiendolo di sé fino allo spasimo. E sappiamo anche che l’arte non cura, non
guarisce e non dà conforto, nonostante alcune opere contemporanee funzionino come i termometri, perché

prima del tempo sembrano sentire e misurare l’alterazione provocata dalle malattie sociali. Il segno-
guerriero, tra queste, non è un male e non è una medicina. solo un segnale d’allarme che viaggia nel

mondo dalla notte dei tempi. Fermariello lo custodisce e lo diffonde come il linguaggio segreto che
appartiene a tutti, la pietra filosofale che tutto trasforma in arte, l’altra cosa, dopo il virus, che gli uomini
passano l’uno all’altro senza saperlo.