Senso Plurimo 6 – Paolo Ferrante

Lecce - 13/12/2014 : 09/01/2015

Nella scatola dei desideri, progettata da Rune Ricciardelli per il foyer del teatro trovano spazio 4 giovani pugliesi. Ad inaugurare la rassegna Paolo Ferrante con Memorabilia.

Informazioni

  • Luogo: CANTIERI TEATRALI KOREJA
  • Indirizzo: Via Guido Dorso 70 - Lecce - Puglia
  • Quando: dal 13/12/2014 - al 09/01/2015
  • Vernissage: 13/12/2014 ore 19
  • Autori: Paolo Ferrante
  • Curatori: Marinilde Giannandrea
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Sarà possibile visitare le mostre nelle serate di spettacolo e dal lunedì al venerdì dalle ore 15.30 alle ore 18.00. Bus urbano linea 28

Comunicato stampa

Al via Senso Plurimo 6, la rassegna dei Cantieri Teatrali Koreja curata dalla giornalista e critica Marinilde Giannandrea. Nella scatola dei desideri, progettata da Rune Ricciardelli per il foyer del teatro trovano spazio 4 giovani pugliesi: nata sei anni fa in un momento in cui si cominciavano a manifestare i segni della crisi, la rassegna è un territorio in cui si alternano i lavori degli artisti, le voci dei critici e degli studiosi per offrire una possibile chiave di lettura delle fragilità del presente e una probabile visione del futuro



Ad inaugurare la rassegna il 13 dicembre 2014 alle ore 19.00 (in mostra fino al 9 gennaio 2015) Paolo Ferrante con MEMORABILIA (INGRESSO LIBERO).
Come un antropologo. Paolo Ferrante congela nella resina frammenti di cose comuni, che appartengono a vite private, li sottrae all’oblio e li restituisce alla permanenza della storia. Ogni singola scultura simile a un fossile o a un’ambra, sostiene la curatrice, suggerisce la volontà di sottrarre le storie individuali all’accumulo di macerie, di salvarle dalla polvere del tempo per creare sotto la propulsione di una forte ispirazione romantica un piccolo museo domestico e quotidiano, eterogeneo e incerto. Un elemento non nuovo al lavoro di Ferrante che preferisce concentrarsi, a volte malinconicamente, su dati minori e trascurati per poterli conservare e valorizzare a dispetto del loro destino. L’operazione è resa ancora più accurata dalla volontà di impreziosire ogni singolo elemento con un dettaglio pregiato che tende ad enfatizzarne la qualità unica e speciale, trasformandolo in un’incarnazione ostinata e tenace dei ricordi.
Tuttavia questa volta il gusto per l’osservazione sentimentale, quella che attinge al Museo dell’innocenza di Orhan Pamuk, si adegua al passo dell’alchimista. Tra le fonti di questo lavoro c’è, infatti, Ferrante Imperato, il naturalista napoletano vissuto tra la fine del XVI secolo e gli inizi del XVI. Ma non è il solo riferimento. Sono presenti anche le citazioni dei gabinetti delle curiosità di Rodolfo II e Manfredo Settala, il mini museo di Hans Fex, i materiali preziosi intrecciati agli oggetti consunti di Remo Bianco.
Memorabilia diventa così collezione di feticci eterogenei e confortanti, una raccolta di reliquie trovate o inventate (poco importa), di allegorie, di scorie e mirabilia. In questo processo di accumulazione, che sembra volere immagazzinare il mondo dentro di sé, ogni dettaglio spinge a interrogarsi sulle molteplici nature delle immagini e delle immaginazioni. Con questo lavoro Ferrante rinsalda in maniera dichiaratamente empirica e diretta il necessario legame che l’arte deve stabilire con la molteplice varietà delle esistenze.




[…] C’è un’attitudine che sta caratterizzando molta produzione artistica contemporanea, a diverse latitudini, nella generazione post 1970: una volontà di catalogazione, di inventariazione di dati, immagini, passioni, esperienze, realtà. C’è chi si approccia a questa pratica con un metodo disciplinato, da studioso che non si concede distrazioni, grazie a un’analisi di fatti storici comprovati, anche per merito dell’utilizzo di numeri esatti tratti da inventari ragionati e ineccepibili. E c’è chi si lascia andare a un taglio mediato con la passione e i ricordi, senza badare troppo a incasellamenti talvolta eccessivi, apatici. Quest’ultimi si spingono oltre, prelevano brandelli di memorie e li posizionano secondo personali tendenze e con approcci che variano naturalmente a seconda delle finalità e dei linguaggi impiegati. Ma sempre con un metodo che ha del casuale tra le sue ragioni d’essere. È quanto sta capitando in tempi recenti anche a Paolo Ferrante, che nel solco di un progressivo e meditato percorso, a piccoli passi ha sempre dimostrato un aspetto fondamentale, che nell’arte forse è tra le prime inclinazioni che bisognerebbe avere: curiosità. Curiosità nel guardare all’arte e agli artisti, con un tentativo di conoscenza e di vicinanza, a prescindere dagli esiti della sua medesima indagine artistica. Oggi raccoglie i primi risultati compiuti di una ricerca ancora tutta da perpetuare. La stessa curiosità l’ha spinto a gironzolare, a cercare immagini nei luoghi più impensati, dove poi ha trovato anche oggetti, materiali che sono risultati utili per il suo lavoro successivo. Con il tempo ha creato un serbatoio di ipotesi, un repertorio che da anonimo ed estraneo è divenuto privato, esclusivo. Anzi, incondizionato e necessario.
Dopo aver percorso un periodo connesso alle pratiche del disegno e della pittura, oggi è tornato al piccolo formato, anzi alla miniatura, con piccole porzioni di materia da posizionare con un taglio installativo. Non si tratta di apologie sulle abilità tecniche, ma di un repertorio di brandelli collocati sotto resina, in una sorta forma a medaglione che rammenta gli antichi Memorabilia. All’interno c’è tutto e il contrario di tutto. C’è la testa di un santo o di un pupo di terracotta, le ali di una farfalla, una biglia, un ciondolo, un lembo di carta e un viso ritagliato. Provengono da una wunderkammer immaginaria, dove si mescolano i generi e si attraversano le epoche a cui attingere un patrimonio che va oltre l’immagine per poi tornare ad essa […] Lorenzo Madaro


Durante la serata sarà presentato il catalogo di Senso Plurimo.5


PAOLO FERRANTE Lecce, 1984 È laureato in Decorazione presso l'Accademia di Belle Arti di Lecce e il suo linguaggio si concentra sul corpo e sui fenomeni naturali. Dal 2012 collabora con varie case editrici e spazi culturali salentini e nel 2014 crea insieme con altri artisti pugliesi il collettivo “Idume Studio” destinato a indagare l'immaginario territoriale sotterraneo e nascosto. Nel 2013 ha pubblicato il libro d’artista Tegumenta, Edizioni Eperidi. Vive e lavora a Lecce. www.evertrip.it