Sári Ember – Since our stories all sound alike

Sesto San Giovanni - 22/05/2018 : 09/09/2018

Galleria Campari presenta Since our stories all sound alike (Poiché le nostre storie sembrano tutte uguali), la prima mostra personale in Italia dell’artista ungherese Sári Ember (1985), vincitrice della prima edizione del Campari Art Prize, nato dalla collaborazione con Artissima in occasione della ventiquattresima edizione della Fiera.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA CAMPARI
  • Indirizzo: Viale Antonio Gramsci 161 - Sesto San Giovanni - Lombardia
  • Quando: dal 22/05/2018 - al 09/09/2018
  • Vernissage: 22/05/2018 ore 19
  • Autori: Sári Ember
  • Curatori: Ilaria Bonacossa
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Visite guidate gratuite e su prenotazione Dal martedì al venerdì Ore 10.00, 11.30, 14.00, 15.30 e 17.00 Ogni secondo sabato del mese Ore 10.00, 11.30, 14.00, 15.30 e 17.00 Aperture serali ore 20.00 10 aprile; 8 maggio; 5 giugno; 3 luglio; 11 settembre; 2 ottobre; 6 novembre; 4 dicembre Opzione 1) Visita gratuita, su prenotazione. Opzione 2) Art&Mixology. Visita guidata serale condotta da uno storico dell'arte e da un mixologist + cocktail experience. Su prenotazione | 25€ a persona.
  • Uffici stampa: PAOLA C. MANFREDI STUDIO

Comunicato stampa

Galleria Campari presenta Since our stories all sound alike (Poiché le nostre storie sembrano tutte uguali), la prima mostra personale in Italia dell’artista ungherese Sári Ember (1985), vincitrice della prima edizione del Campari Art Prize, nato dalla collaborazione con Artissima in occasione della ventiquattresima edizione della Fiera.

L’esposizione, curata da Ilaria Bonacossa, direttrice di Artissima, con Michela Murialdo, presenta una serie di opere inedite in ceramica, pietra e marmo, che per tratti e forme evocano volti, busti e maschere, creando un’aura magica custode di ricordi, identità perdute e portatrice di storie personali e collettive



Traendo ispirazione da un verso di Sin of Pride[1], del poeta americano John Koethe, l’artista riflette sull’importanza della storia e sulla necessità che l’uomo ha di raccontarla e rappresentarla, perché possa essere ricordata e tramandata nel tempo. Grazie a una sottile e raffinata capacità narrativa insita nel suo lavoro, l’artista, partendo dalla propria storia personale, disegna il vissuto della collettività e della tradizione europea, riportandola all’interno di un’intima dimensione museale.

La peculiarità del lavoro di Sári Ember si esplicita nel dare nuova forma e significato agli oggetti del nostro quotidiano, spingendoci a osservarli con occhi infantili, per scoprirne valori nascosti e nuove profondità. Servendosi della fragilità della ceramica l’artista rievoca l’intimità della sfera familiare, così come attraverso la pietra e il marmo evoca il rapporto tra il presente e il passare del tempo e le sue trasformazioni.

Come spesso accade nei lavori dell’artista, l’ambiente espositivo diventa uno spazio fondamentale di riflessione e immaginazione nel quale Ember colloca le sue opere site specific in una sorta di dialogo segreto, quasi a suggerire che gli oggetti si animino in assenza di esseri umani.

La mostra conferma lo storico rapporto del brand Campari con il mondo dell’arte contemporanea e la vocazione di Artissima alla scoperta e alla valorizzazione di talenti.

IL PROGETTO ESPOSITIVO
Nello spazio dedicato alle mostre temporanee di Galleria Campari, un grande tendaggio ceruleo crea un’ambiente intimo, quasi domestico, che assume allo stesso tempo le sembianze di uno sfondo teatrale, un palcoscenico chiuso nel quale lo spettatore può entrare in confidenza con le opere che disegnano un giardino segreto nel quale addentrarsi.

I lavori realizzati da Sári Ember appositamente per la mostra rimandano nei profili e nelle forme a volti, evocando maschere e busti, mai completamente riconoscibili o definiti nei loro contorni, volutamente astratti, consentendo al visitatore una libera interpretazione personale. Grazie all’uso del colore e del design, l’artista trasforma questi profili comuni e oggetti familiari in forme sorprendenti e sottilmente ironiche.

La mostra Since our stories all sound alike è capace non solo di accompagnare il visitatore alla riscoperta del proprio passato, ma è anche in grado di muovere alcune cruciali domande sul ruolo, l’influenza e la dipendenza che gli oggetti hanno assunto all’interno della nostra società.

CAMPARI ART PRIZE @ARTISSIMA
Il Campari Art Prize 2017 è stato dedicato a un artista under 35, selezionato in base alla sua ricerca sul potere evocativo del racconto, sulla dimensione comunicativa e sulla capacità narrativa dell’opera. Il premio rappresenta la prima tappa della partnership triennale tra Campari e Artissima rimarcando l’attenzione del brand e della Fiera verso la sperimentazione e l’interesse per i giovani artisti, guardando al futuro dell’arte.

Sári Ember, presentata dalla galleria Ani Molnár (Budapest), è stata selezionata da una giuria internazionale composta da Adam Budak, Capo curatore National Gallery di Praga, Carina Plath, vice direttrice Sprengel Museum Hannover, Francesco Stocchi, curatore arte moderna e contemporanea Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam e curatore Fondazione Memmo Roma, con la seguente motivazione: “per la sua ricerca sulla dimensione comunicativa e per la varietà di tecniche e materiali, come ceramica, pietra, collage, fotografia che usa per costruire un’archeologia del contemporaneo”.




Sári Ember
1985, San Paolo. Attualmente vive e lavora a Budapest.
Nel 2009 si laurea alla Moholy-Nagy University of Arts and Crafts (MOME), dove ottiene una specializzazione in fotografia e comunicazione visiva. Durante i suoi studi trascorre diversi semestri nel Regno Unito e in Slovenia. Ha partecipato a vari programmi di residenza in Brasile, Belgio e Repubblica Ceca. Le sue opere sono state esposte a livello internazionale sia in mostre personali che collettive, come ad esempio: San Paolo, Parigi, Lodz, Brno e Budapest. Nel 2010 è stata selezionata per prendere parte alla residenza Contretype a Bruxelles. Nel 2016 ha ricevuto la borsa di studio Derkovits Gyula e nel 2017 ha partecipato alla mostra collettiva Abstract Hungary al Künstlerhaus di Graz. Nel 2017 vince la prima edizione del Campari art Prize ad Artissima.


Galleria Campari
La Galleria Campari, nata nel 2010 in occasione dei 150 anni di vita dell’azienda, è un museo aziendale di nuovissima concezione: uno spazio dinamico, interattivo e multimediale, interamente dedicato al rapporto tra il marchio Campari e la sua comunicazione attraverso l’arte e il design.
Il progetto nasce nell’ambito della riscrittura architettonica e funzionale dello storico stabilimento di Sesto San Giovanni, fondato da Davide Campari nel 1904. Tra il 2007 e il 2009 il complesso è stato interamente trasformato, con un progetto dell’architetto Mario Botta, per la realizzazione dei nuovi Headquarters del Gruppo Campari e del museo aziendale.
La Galleria Campari deve la propria forza all’unicità e alla ricchezza dell’Archivio storico, vero e proprio giacimento culturale trasversale, che raccoglie oltre 3.000 opere su carta, soprattutto affiche originali della Belle Époque, ma anche manifesti e grafiche pubblicitarie dagli anni ‘30 agli anni ‘90, firmate da importanti artisti come Marcello Dudovich, Leonetto Cappiello, Fortunato Depero, Franz Marangolo, Guido Crepax e Ugo Nespolo; caroselli e spot di noti registi come Federico Fellini e Singh Tarsem; oggetti firmati da affermati designer come Matteo Thun, Dodo Arslan, Markus Benesch e Matteo Ragni.
Quella di Campari è una storia fatta di brillanti intuizioni, di campagne pubblicitarie raffinate, di una strategia comunicativa all’avanguardia che ha vestito il prodotto di arte e design e ha saputo associarlo alla cultura e alla creatività italiane: la visita alla Galleria Campari è una totale immersione sensoriale nei principi di vitalità e proiezione verso il futuro che da sempre hanno caratterizzato il marchio. Le opere sono esposte sia in originale sia in versione multimediale, rielaborate da giovani Interaction Designer (Cogitanz) utilizzando modalità digitali quali un video-wall con 15 schermi dedicati ai caroselli dagli anni ‘50 agli anni ‘70, 8 proiettori in alta definizione che proiettano su una parete di 32 metri manifesti d’epoca animati, video dedicati ad artisti, immagini tratte dai calendari Campari e spot pubblicitari dagli anni ‘80 a oggi. Infine un tavolo interattivo con 12 schermi touch screen consente di fruire gran parte del vasto patrimonio artistico dell’azienda.
Galleria Campari ha da poco lanciato un’APP per smartphone che consente ai visitatori e al pubblico in generale, di poter fruire di approfondimenti sui contenuti in esposizione, di ulteriori contenuti aggiuntivi e di informazioni sempre aggiornate.

La Galleria offre servizi di prestito a musei ed esposizioni; di consulenza storico-critica a sostegno dei progetti curatoriali che includano materiale della collezione Campari; di visite guidate per privati, studenti ed esperti del settore.

La Galleria Campari è uno spazio suggestivo ma anche un centro di ricerca e produzione culturale, che riassume in sé molto di ciò che ha fatto grande Milano e il nostro Paese: l’arte, il design e la capacità di fare impresa, dove l’innovazione poggia sulle solide basi offerte dalla tradizione.