Sarah Brahim – Let us love this distance
Un’installazione nata dall’incontro dell’artista e performer saudita con le tracce archeologiche della Basilica Ulpia, luogo di memoria e libertà che continua a suggerire nuove interazioni e codici proiettati verso il futuro.
Comunicato stampa
L’ARTISTA SAUDITA, INVITATA DA FOROF PER ATTIVARE IL DIALOGO TRA ARCHEOLOGIA E ARTE CONTEMPORANEA IN OCCASIONE DELLA SUA SESTA STAGIONE, PROPONE UN’INSTALLAZIONE POTENTE E INTIMA, APRENDO UN NUOVO CAPITOLO DEL DIALOGO TRA ARCHEOLOGIA E ARTE CONTEMPORANEA
FOROF, il cantiere artistico-culturale fondato dall’artpreneur Giovanna Caruso Fendi presenta il prossimo 26 ottobre il lavoro site-specific ‘LET US LOVE THIS DISTANCE’ di Sarah Brahim, un’installazione nata dall’incontro dell’artista e performer saudita con le tracce archeologiche della Basilica Ulpia, luogo di memoria e libertà che continua a suggerire nuove interazioni e codici proiettati verso il futuro.
Artista, performer e coreografa, Sarah Brahim lavora utilizzando molteplici medium e concentrando la sua produzione sull’esperienza del corpo, fino ad approfondire presso l’Oregon Health and Science University un percorso di ricerca incentrato sull’antropologia medica, la medicina naturopatica e la salute pubblica.
Per comprendere il corpo attraverso ogni possibile prospettiva, Sarah Brahim indaga in particolare il modo in cui i gesti del corpo creano un linguaggio per dare voce al lutto, alla metamorfosi, alla forma invisibile e al nostro rapporto con il mondo naturale.