RUFA Contest 2019 – David LaChapelle

Roma - 05/06/2019 : 05/06/2019

Edizione 2019 del RUFA CONTEST, con la presenza d'eccezione del maestro David LaChapelle.

Informazioni

  • Luogo: TEATRO BRANCACCIO
  • Indirizzo: Via Merulana 244 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 05/06/2019 - al 05/06/2019
  • Vernissage: 05/06/2019 ore 19 solo su invito
  • Autori: David LaChapelle
  • Generi: serata – evento

Comunicato stampa

RUFA Contest 2019, il 5 giugno al Teatro Brancaccio David LaChapelle

«La presenza a Roma di uno dei più grandi maestri contemporanei dell’immagine è un’occasione formativa che consentirà agli studenti RUFA un passo in avanti decisivo verso la propria crescita professionale ed umana». Esordisce così il direttore della Rome University of Fine Arts, arch. Fabio Mongelli, alle prese con l’iter organizzativo dell’edizione 2019 del RUFA Contest. Un viaggio nella contemporaneità, iniziato con Stefan Sagmeister nel 2015 e proseguito con Karim Rashid nel 2016, Francis Kéré nel 2017 e Shirin Neshat nel 2018

Un progetto che pone l’allievo di fronte alle diverse anime formative che un’Accademia di Belle Arti come RUFA è tenuta a fornire: didattica, attività laboratoriali, ricerca e sperimentazione sul campo.
Intenso e fitto il programma di mercoledì 5 giugno per gli studenti finalisti: Aurora Achille, Francesca Ansanelli, Laura Arcangeli, Aurora Augenti, Caterina Baldari, Benedetta Barone, Arianna Calistri, Silvia Bottero, Laura Capriglia, Cristina Cannistraci, Valeria Cappabianca, Lorenzo Cappella, Francesca Cornacchini, Carmine De Vita, Antonio Reda, Bogdan Melinte, Edoardo Filippone, Giorgia Pelagalli, Anna Di Rocco, Francesco Floris, Ludovica Testa, Daniela Gentile, Emanuela Mottola, Filippo Gualazzi, Matteo D'Andrea, Camilla Gurgone, Alessio Hong, Daniele Pellecchia, Flavia Daniele, Yunfeng Liu, Amedeo Longo, Elena Orezzi, Vanessa Avato, Francesco Politano, Flavia Softa, Claudia Spada e Michal Zemel. Nel corso della mattinata l’iconico David LaChapelle, si rapporterà direttamente con le idee progettuali che la giuria ha ammesso alla fase finale, nel corso di un’esclusiva masterclass. La mostra dei lavori, situata presso la sede RUFA Pastificio Cerere, nel cuore del quartiere San Lorenzo, resterà aperta fino al prossimo 11 giugno, giorno in cui avrà luogo il finissage, così da facilitare il contatto con la ricerca e la produzione artistica posta in essere dai ragazzi. Tre le aree coinvolte: Spazio Cerere (via degli Ausoni, 3), Ex Vetreria e Rufa Space (via degli Ausoni, 7).
Sempre in mattinata, a partire dalle ore 11, le atmosfere hawaiane, i paesaggi inaspettati e le figure mitologiche che hanno reso celebre David LaChapelle in tutto il mondo saranno oggetto di un confronto tra l’artista e la stampa nazionale ed internazionale, in un incontro anch’esso programmato presso la sede RUFA Pastificio Cerere. E poi il grande show al Teatro Brancaccio alle ore 19, in via Merulana a Roma, con le performance live, il talk di LaChapelle e le premiazioni agli studenti vincitori del contest, così come pensato dal direttore artistico Emanuele Cappelli.
«Un evento complesso – spiega l’amministratore delegato RUFA, Alessandro Mongelli che ha avuto l’intuizione di indicare in David LaChapelle l’ospite ideale per il contest – che pone lo staff dell’Accademia di fronte ad una sfida coinvolgente e appassionante che esprime ed esplora al meglio le caleidoscopiche espressioni dell’intelletto, dei nuovi media e dei linguaggi. Una giornata che non può essere raccontata, ma vissuta senza fermarsi neanche per un istante e con la consapevolezza di trovarsi di fronte ad un’eccellenza assoluta».
Nelson Mandela era solito affermare che “essere liberi non significa solo sbarazzarsi delle proprie catene, ma vivere in un modo che rispetta e valorizza la libertà degli altri”. E la libertà che si esprime nella creatività è quella più solenne: essere creativi significa cogliere le proprie intuizioni e permetterne l’evoluzione in un confronto costante tra l’io ed il noi. Lo scopo ultimo è lasciarsi contaminare, attraversando le diverse forme del sapere, per dare forma e sostanza alla sperimentazione, nella consapevolezza che per fare la differenza occorre sfuggire la banalità ed inseguire il futuro.