Rudolf Goldschmidt
Accogliendo il caso e l’imprevisto come elementi fondamentali del processo creativo, Goldschmidt esplora la relazione tra controllo e casualità, trasformando il tempo e lo spazio in materia viva.
Comunicato stampa
Rudolf Goldschmidt (1993), formatosi in architettura, porta nei suoi lavori una profonda sensibilità spaziale. Le sue opere, spesso su grande scala, creano ambienti immersivi dove gesto e materiali si fondono in un dialogo vivace. Accogliendo il caso e l’imprevisto come elementi fondamentali del processo creativo, Goldschmidt esplora la relazione tra controllo e casualità, trasformando il tempo e lo spazio in materia viva.
La mostra presso BUNKER Galleria presenta tre serie diverse ma tra loro connesse:
Gli Earth paintings fango come pigmento per evocare Firenze attraverso una mappa stratificata che unisce passato e futuro, fragilità umana e immaginari urbani;
Sculture di mezzi busti e figure realizzate con sassi e cemento, espressione tangibile del rapporto con il territorio, memoria e corpo;
Le Shadow Paintings, collage di ombre fotografiche che indagano la condizione umana, la psicologia dell’ombra e la percezione della realtà.
A completare l'esposizione, la serie PEN Paintings, dove il gesto immediato dello scarabocchio si trasforma in meditazione visiva, un “spazio prima dell’idea” in cui casualità e disciplina coesistono.