Ruben Montini – Un figlio imprevisto

L’Aquila - 06/09/2020 : 12/09/2020

“Un figlio imprevisto”, performance dell’artista Ruben Montini, accompagnata dal testo “Carne della mia carne” del filosofo Lorenzo Bernini.

Informazioni

  • Luogo: VARCO LABILE
  • Indirizzo: Via Giuseppe Verdi 6/8 - L’Aquila - Abruzzo
  • Quando: dal 06/09/2020 - al 12/09/2020
  • Vernissage: 06/09/2020 ore 19,30
  • Autori: Nicola Ruben Montini
  • Generi: performance – happening
  • Orari: Aperta fino al 12 settembre 2020, 20:00 / 23:00

Comunicato stampa

Domenica 6 settembre, inaugurerà dalle ore 19.30 presso VarcoLabile sito in via G. Verdi 6/8, L'Aquila, “Un figlio imprevisto”, performance dell’artista Ruben Montini.

La performance è accompagnata dal testo “Carne della mia carne” del filosofo Lorenzo Bernini.

La performance è realizzata con l'intervento tecnico della pittrice italiana Irene Balia (Iglesias 1985, vive e lavora a Milano) e una registrazione sonora della voce della madre dell'artista.

Da uno scambio WhatsApp tra Ruben Montini e Lorenzo Bernini:

[15:00, 13/7/2020] Ruben Montini: Allora ora la butto giù li


Nel primo episodio di Pose Blanca dice a Damon, il ragazzino che poi lei “adotterà” nella sua House: “Quando tua madre e tuo padre ti respingono, sei sempre alla ricerca di qualcun* che sostituisca quell'amore che non hai avuto”.
Ora io non sono stato respinto nel vero senso della parola. Ma forse mi sono sentito tale, appena mi sono dichiarato. E/O comunque mi sono sentito nell’urgenza di dover andare via da loro. E poi ecco .. si.... ho sempre cercato di rimpiazzare quell’amore , che magari loro avevano pure per me... a modo loro .. ma che io non ho mai percepito come tale. Quindi si sono susseguite delle relazioni morbose, in cui io cercavo - ed ero consapevole di farlo - quella famiglia che non avevo. Detto questo... possiamo trasferire questo discorso a un contesto più ampio di quello della famiglia ? Se lo Stato è/dovrebbe essere quella madre, quella famiglia di cui noi cittadini siamo figli .. e lo stato non ti tutela , ma ti discrimina, non ti fa sentire amato dunque ... tu, cittadino / figlio rinnegato di serie B.. cosa fai? Scappi ... e così si crea, consapevolmente, una miriade di apolidi

[15:20, 13/7/2020] Lorenzo Bernini: Personalmente riformulerei quanto scrivi così:

[15:21, 13/7/2020] Lorenzo Bernini: Viviamo in un mondo etero (termine tecnico: nel regime dell'eterosessualità obbligatoria)

[15:22, 13/7/2020] Lorenzo Bernini: E come umani nasciamo dal ventre di una donna inermi, dipendenti, totalmente bisognosi di cure materiali e di amore

[15:25, 13/7/2020] Lorenzo Bernini: Siamo animali umani, però. Esseri culturali. E l'amore che riceviamo non è solo l'istintiva cura dei genitori per la prole. È un amore pieno di significati culturali. Un amore condizionato dalle aspettative che i nostri genitori hanno su di noi.

[15:27, 13/7/2020] Lorenzo Bernini: Nel regime dell'eterosessualità obbligatoria, queste aspettative riguardano anche essere etero e cis. Per questo ogni figlio LGBTQI+ è un figlio imprevisto. In un certo senso è un apolide nel mondo e nella propria famiglia, perché gli viene negato il diritto ad essere amato per quello che diventerà

[15:29, 13/7/2020] Lorenzo Bernini: Io poi non credo che le leggi bastino a risolvere la questione. Perché l'eterosessualità obbligatoria non è una legge esterna a noi, ma una norma che plasma quelli che siamo - quelli che sono i nostri genitori e quelli che siamo noi

[15:30, 13/7/2020] Lorenzo Bernini: Però le leggi degli Stati possono esacerbare il regime simbolico dell'eterosessualità obbligatoria, fino a condannare quegli apolidi del desiderio che noi siamo a una morte reale, e non solo simbolica

[15:31, 13/7/2020] Lorenzo Bernini: Oppure possono proteggerci da quel regime, tutelarci - è a questo che serve la legge contro l'omotransfobia.

[15:33, 13/7/2020] Lorenzo Bernini: Ma al momento penso che ognuno di noi resti un apolide, che cerca come può di suturare la ferita di essere stato un figlio imprevisto. Cercando in alcuni casi di ricreare una famiglia tradizionale, come se il fatto di avere un figlio potesse riparare il dolore di non essere stati amati come figli

[15:34, 13/7/2020] Lorenzo Bernini: Oppure creando altre relazioni, altre famiglie, come Blanca.”

Nei giorni successivi alla performance, la mostra sarà visitabile fino al 12 settembre, tutti i giorni dalle ore 19.00 alle 22.00.

Con “Un figlio imprevisto” si prosegue la programmazione negli spazi di VarcoLabile.

Ruben Montini, Oristano 1986. Vive a Castelnuovo del Garda, Verona.

Spaziando dall’uso della performance dal vivo alla realizzazione di opere oggettuali per lo più tessili, il suo lavoro si caratterizza per un uso radicale del corpo e una continua messa in discussione del pensiero collettivo. L'aspetto più politico delle sue azioni si intreccia ai toni più romantici, a tratti nostalgici, degli arazzi che lui stesso realizza, riecheggiando la performance femminista da un lato e un fare più domestico dall'altro. Le sue riflessioni, che si concretizzano in azioni effimere e in tessuti carichi d'oro e tradizione, sono una testimonianza costante di “cosa significhi nascere froci in un mondo etero” (cit. L. Bernini).

Ha partecipato a numerose mostre internazionali in istituzioni pubbliche e private, tra gli altri: Living, Forgiving, Remembering, Museum Arnhem, Netherlands, (upcoming); Questo Anonimato È Sovversivo, FdG Projects, Brussels (upcoming); (solo) Did you ever fall in love again?, Villa Adriana, Tivoli; (solo) Madre, Aleš South-Bohemian Gallery, Hluboká nad Vltavou; (solo) Il vuoto addosso, Prometeogallery di Ida Pisani, Milano; We will not change our show, Dům umění města Brna, Brno; (solo) I couldn't live without, MKC, Spalato; MAN_Museo d'Arte Provincia di Nuoro; Museum Europäischer Kulturen, Berlino; Royal School of Needlework, Londra; Bang! Festival!, Bruxelles; Assemblaggi Provvisori, Tenuta dello Scompiglio, Lucca; Pomada, Museum for Contemporary Art Ujazdowski Castle, Varsavia; Vanità/Vanitas, Museo Ettore Fico, Torino (2015); (solo) Cosa Resta di Noi – Requiem, Oratoire du Louvre, Parigi; Turtle Salon in the Forest, Fargfabriken, Stoccolma; Bienal del Fin del Mundo, Buenos Aires.

Recentemente ha fondato nella sua casa-studio sul Lago di Garda, CONFINO, un artist-run space che si prefigge di ospitare una programmazione interamente dedicata ai giovani artisti gay italiani o che vivano in Italia stabilmente.

Lorenzo Bernini è una delle voci più importanti nel panorama italiano degli studi sul genere e le teorie queer. È Professore Associato in Filosofia Politica presso l'Università di Verona, dove ha fondato il Centro di Ricerca PoliTeSse (Politiche e Teorie della Sessualità, www.politesse.it) di cui adesso è direttore, e dove insegna Filosofia Politica e Sessualità. È uno dei fondatori di GIFTS - il network italiano di studi sul Genere, Intersex, Femministi, Transfemministi e sulla Sessualità (https://retegifts.wordpress.com/). I suoi interessi spaziano dalla filosofia politica classica della modernità (in particolare Thomas Hobbes) e dal pensiero francese del Ventesimo secolo (in particolare Michel Foucault), alle teorie contemporanee della democrazia radicale, alle teorie critiche sulla 'razza', alle teorie queer. Tra i suoi libri: Le pecore e il pastore: Critica, politica, etica nel pensiero di Michel Foucault (2008); Apocalissi queer: Elementi di Teoria antisociale (Edizioni ETS, 2013), tradotto in spagnolo (Editorial EGALES, 2015) e in inglese (Palgrave Macmillan, 2017); Le teorie queer. Da Mario Mieli alla svolta antisociale (2017), pubblicato in spagnolo (2018), in inglese (2020) e di prossima pubblicazione anche in francese; Il sessuale politico: Freud con Marx, Fanon, Foucault (2019).