Roberto Ghezzi – Altrove
Altrove è il titolo della nuova mostra personale di Roberto Ghezzi, presso Galleria d’arte La Fonderia, dedicata alle ricerche più recenti sviluppate dall’artista in Groenlandia, Nepal, Mongolia, Islanda e Sardegna.
Comunicato stampa
Altrove è il titolo della nuova mostra personale di Roberto Ghezzi, presso Galleria d’arte La Fonderia, dedicata alle ricerche più recenti sviluppate dall’artista in Groenlandia, Nepal, Mongolia, Islanda e Sardegna, con inaugurazione sabato 7 Novembre dalle ore 18.00 in Via della Fonderia 42R a Firenze.
Cinque luoghi, cinque esperienze, cinque diverse condizioni ambientali che diventano altrettante tappe di un percorso. Non una semplice geografia del viaggio, ma una mappa della ricerca di Ghezzi: ogni territorio introduce nuove domande, nuove modalità di osservazione e nuove possibilità di relazione con il paesaggio.
Altrove, in programma dal 7 Novembre 2026 al 16 Gennaio 2027 e in contemporanea alla mostra diffusa di Ghezzi a Firenze Arno – Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume, nasce infatti dall’idea di mostrare ciò che normalmente rimane nascosto dietro l’opera finita: il tempo della ricerca, l’esperienza del luogo, gli studi, i progetti, gli strumenti, le attese e gli imprevisti che accompagnano il lavoro dell’artista. Per questo la mostra sarà articolata in sezioni dedicate ai diversi progetti e concepita come un grande attraversamento. Le pareti accoglieranno, senza separazioni rigide, studi, materiali, immagini, documentazioni e opere concluse, restituendo allo spettatore la possibilità di seguire il percorso che conduce dall’esperienza sul campo alla realizzazione dell’opera.
Al centro di questo percorso ci sono le Naturografie©, il neologismo con cui Ghezzi definisce una parte fondamentale della propria ricerca: opere nelle quali la natura non viene semplicemente osservata o rappresentata, ma coinvolta direttamente nel processo di formazione dell’immagine. L’artista predispone il supporto, individua il luogo e stabilisce le condizioni dell’esperimento. Poi attende. L’immagine si forma nel tempo, attraverso un processo in parte controllato e in parte imprevedibile. È qui che la pratica di Ghezzi mette in discussione il concetto stesso di autorialità. Quanto dell’opera appartiene all’artista e quanto appartiene al luogo che l’ha generata?
La domanda attraversa l’intera ricerca e assume, nei diversi territori esplorati, forme sempre nuove.
Dalle terre artiche alle montagne del Nepal, dalle distese della Mongolia fino alle grotte della Sardegna, ogni ambiente introduce nuove possibilità di osservazione e relazione. Luoghi lontani e profondamente diversi sono accomunati dalla capacità di sottrarre l’artista al controllo assoluto, invitandolo ad ascoltare, attendere e accogliere ciò che emerge.
È questo il significato di Altrove: non soltanto una destinazione geografica, ma una condizione di ricerca, un’apertura verso ciò che non è ancora conosciuto o prevedibile. Le tele diventano superfici di incontro tra uomo e ambiente, gesto e attesa, intenzione e casualità. Non semplici rappresentazioni del paesaggio, ma tracce materiali dell’esperienza vissuta in un luogo e in un determinato tempo.
La mostra si configura così come un atlante aperto, in cui il viaggio geografico si intreccia con quello creativo. Un invito a scoprire non solo i territori attraversati da Ghezzi, ma anche il processo attraverso cui la natura diventa parte attiva dell’opera, dando vita a una relazione in cui l’artista non è l’unico autore, ma parte di un dialogo più ampio con il mondo naturale.