Robert Doisneau – La Fotografia Umanista

Spilimbergo - 26/07/2014 : 07/09/2014

Robert Doisneau e Parigi: un binomio inscindibile tra uno dei più grandi fotografi francesi e la città che ha amato e ritratto con il suo obiettivo.

Informazioni

Comunicato stampa

Robert Doisneau (Gentilly, 14 aprile 1912 – Montrouge, 1º aprile 1994) studia litografia e all'età di ventidue anni viene assunto presso le officine della Renault di Billancourt come fotografo industriale. Negli anni quaranta si impegna nella Resistenza. Dal 1945 inizia a lavorare con Pierre Betz, editore del giornale Le Point e dal 1946 diventa fotografo indipendente per l'agenzia Rapho.
Il soggetto prediletto delle sue fotografie in bianco e nero sono i parigini: le donne, gli uomini, i bambini, gli innamorati, gli animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo

Robert Doisneau e Parigi: un binomio inscindibile tra uno dei più grandi fotografi francesi e la città che ha amato e ritratto con il suo obiettivo. Doisneau amava paragonarsi ad Atget, percorreva fotograficamente le periferie di Parigi per “…impossessarsi dei tesori che i suoi contemporanei trasmettono inconsciamente…”.
Morì a Montrouge e venne seppellito a Raizeux, accanto alla tomba della moglie.
Il CRAF conserva 45 fotografie del 1945 che ritraggono le espressioni dei parigini dinanzi alla Gioconda in “Devant la Joconde” di cui Luigi Crocenzi acquisì una serie. Non si vede il ritratto della Monna Lisa, solamente chi la guarda. Di fronte alla Gioconda i parigini del ’45 hanno reazioni diverse: c’è un giovane padre con gli occhiali che spiega il quadro al figlio ma c’è anche chi, invece di guardare l’opera di Leonardo, guarda Doisneau che li immortala.
Accanto alla serie Devant la Joconde, da collezioni private e dall’Archivio personale di Roberto Salbitani, sono tratte altre 20 immagini a completare l’omaggio del CRAF a Doisneau e all’impegno delle figlie Annette e Francine che conservano e valorizzano il suo archivio fotografico: a loro - quindi all' Atelier Doisneau - viene assegnato l’International Award of Photography 2014.

(A cura di Walter Liva)