Ricordi futuri 3.0. Diaspore in terra di Sicilia

Palermo - 24/01/2018 : 24/03/2018

Una esposizione originale e multimediale con installazioni, oggetti simbolici ed opere d’arte contemporanea, video e proiezioni, armonizzati in un percorso narrativo che conduce ad un’esperienza avvolgente - a tratti graffiante, a tratti subliminale - e di grande effetto emotivo nella memoria della Shoah, che in Sicilia si arricchisce di documenti e materiali storici inediti, come le lettere di espulsione dei professori universitari durante il ventennio fascista.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO SANT'ELIA
  • Indirizzo: Via Maqueda 81 - Palermo - Sicilia
  • Quando: dal 24/01/2018 - al 24/03/2018
  • Vernissage: 24/01/2018 ore 11
  • Curatori: Ermanno Tedeschi, Flavia Alaimo
  • Generi: arte contemporanea, collettiva, video
  • Orari: martedì | venerdì 9,30 > 18,30 sabato | domenica 10 >13 e 16 >19. Chiuso il lunedì
  • Biglietti: € 5 | ridotto: € 4 |Scuole: € 3
  • Email: fondazionesantelia@gmail.com
  • Patrocini: Organizzazione: Associazione culturale Acribia | Fondazione Sant’Elia Mostra è realizzata con il sostegno di Reale Mutua Patrocini: Città Metropolitana di Palermo | Comune di Palermo | Università di Palermo |Associazione francese Amici dell’Università Tel Aviv Patrocinio UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Ambasciata di Israele

Comunicato stampa

La memoria è altro dalla semplice funzionalità delle cellule cerebrali, è emozione, cultura, costante apprendimento. La memoria ripercorre il filo dei pensieri: è futuro.
Da sempre la cultura ebraica è legata al concetto del ricordo, diventato poi cardine rievocativo della Shoah nella Giornata della Memoria del 27 gennaio. Ed è proprio pensando a questa occasione che la Città Metropolitana e la Fondazione Sant’Elia ospitano a Palermo RICORDI FUTURI 3.0

Diaspore in terra di Sicilia”, dal 25 gennaio al 24 marzo (Palazzo Sant’Elia, Sala delle Capriate), mostra a cura di Ermanno Tedeschi, curatore internazionale con alle spalle tanti anni dedicati alla valorizzazione delle eccellenze culturali ebraiche ed israeliane, e Flavia Alaimo, storica dell’arte già impegnatasi in eventi espostivi sul tema dell’esodo.

La mostra - nata in coproduzione con la Fondazione Sant’Elia e con l’Assessorato alla Cultura del Comune di sarà visitabile dal 25 gennaio al 24 marzo nella sala delle Capriate di Palazzo Sant’Elia. Una esposizione originale e multimediale con installazioni, oggetti simbolici ed opere d’arte contemporanea, video e proiezioni, armonizzati in un percorso narrativo che conduce ad un’esperienza avvolgente - a tratti graffiante, a tratti subliminale - e di grande effetto emotivo nella memoria della Shoah, che in Sicilia si arricchisce di documenti e materiali storici inediti, come le lettere di espulsione dei professori universitari durante il ventennio fascista.

“RICORDI FUTURI 3.0” guarda al passato, ma lo coniuga col presente, rintracciando il dolore di ieri tra i migranti di oggi. Opere come “Legami” di Paolo Amico centrano la fusione tra ieri e oggi: un barcone del 1947 Exodus, riprodotto a penna sfera. Metà è in bianco e nero, che accoglie gli ebrei sfuggiti allo sterminio, migranti verso la Terrasanta; l’altra metà è a colori, carica di uomini i cui giubbotti di salvataggio arancioni rimandano ai fatti di cronaca.

“La scelta ricade su palazzi d’epoca con strutture museali, luoghi che con la loro fisicità sono deputati al ricordo e alla trasmissione della nostra storia – spiega Ermanno Tedeschi – Palermo dopo Asti e Torino; e dopo il ricordo della Shoah al Parlamento Europeo di Bruxelles. Perché la Sicilia è più che mai la nuova frontiera delle migrazioni forzate dal sud del mondo e un esempio di accoglienza illuminante. La memoria non è nulla se non incide sul nostro presente, così rapido da esser già futuro. Anche la scelta di opere e artisti, guarda al prossimo, temporale e identitario. E in questo, è pienamente contemporanea”.

Il sindaco della Città Metropolitana di Palermo, Leoluca Orlando, sottolinea come RICORDI FUTURI 3.0 sia “uno dei primi eventi dell’anno in cui Palermo è Capitale della Cultura ed ospita Manifesta; non poteva che essere legato agli intrecci fra passato e presente, fra passato e futuro, dando nuova luce alla millenaria storia multiculturale della città. Si rende omaggio non soltanto alla cultura ebraica e ai suoi legami con la nostra comunità, ma si ricorda, in giorni in cui vediamo da più parti negare o tentare di riabilitare un triste passato, che la violenza dell’Uomo sull’Uomo, la violenza dello Stato ammantata di distorta legalità, non sono fatti lontani nel tempo. Il passato deve restare, appunto, solo triste passato”.

La ricorrenza della Giornata della Memoria, cui rimanda questa mostra, non può non citare anche un altro anniversario: ovvero gli ottanta anni dalla promulgazione, per volere di Mussolini, delle prime leggi razziali in Italia (1938). E la stessa Sicilia, oggi terra di approdi, riscopre nelle sue radici ebraiche una cultura millenaria quasi cancellata: quasi 600 anni fa gli ebrei che vivevano pacificamente in Sicilia furono infatti espulsi con un editto dei Reali di Spagna.

“Attenzione e ricordo – interviene il sovrintendente della Fondazione Sant’Elia, Antonio Ticali - devono andare di pari passo; e guardare insieme ad una città che è, nello stesso tempo, punto di approdo e di partenza, cuore ed anima del Mediterraneo. Perché Palermo non sarebbe tale senza la matrice multiculturale e multireligiosa, senza la secolare attitudine alla accettazione delle diversità di colori, di lingue di costumi ormai divenuta parte integrante del suo genio. Qui dove il vertice locale del cristianesimo dona un luogo di culto alla comunità ebraica per la riapertura della sinagoga ed insieme si prega con i rappresentanti delle comunità islamiche e delle altre fedi, si respira da secoli quello che l’Europa negli ultimi anni sta tentando goffamente di realizzare”

La terza edizione della mostra coinvolge numerosi artisti italiani e internazionali con grande attenzione al fermento culturale siciliano e palermitano. Sottolinea Flavia Alaimo, co-curatrice di RICORDI FUTURI 3.0 con Ermanno Tedeschi, che “la mostra accoglie anche giovani esordienti grazie alla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Palermo; oltre alle opere di artisti siciliani conosciuti come Paolo Amico e Manlio Geraci, che ha realizzato una nuova installazione site specific. Tra le video testimonianze, quella di Evelyne Aouate, algerina francese che ha scelto Palermo come casa, una storia esemplare ed emozionante. Un occhio al futuro e uno alla storia, grazie ai preziosi documenti in prestito dall’Università: le lettere originali di espulsione dei professori ebrei durante il ventennio fascista”.

Allestimento contemporaneo, animazioni, binari proiettati su cui scorrono le immagini di persone reali che furono allontanate; altre che narrano con la loro video-testimonianze la sopravvivenza, come Liliana Segre che ha atteso un’intera vita dalla deportazione e ha deciso di ricordare quando è diventata nonna o il documentario sulle pietre d’inciampo, progetto di Gunter Demnig, prestato dal Museo Diffuso della Resistenza di Torino realizzato con il contributo di molti studenti.

Poi oggetti simbolici – come un violino rinvenuto in un lager –, le parole e le riflessioni di Gabriele Morello, il contributo di Alessandro Hoffman, per non dimenticare. Un imperativo morale che traspare dagli occhi del ritratto di Primo Levi di Francesca Leone. L’antitesi del ricordo la suggerisce l’opera di Alberto Burri “Buco nero”. L’impegno artistico diviene sfida intellettuale e creativa, per rivitalizzare nelle emozioni di oggi, il ricordo. Talvolta rude, ora struggente o lieve come le impronte di Barbara Nejrotti; il bozzetto “Ruote della memoria” dello scultore Riccardo Cordero da cui è stato realizzato il portale di un ex officina ferroviaria; i testi su tela di Anna Russo, le tele kabalistiche di Tobia Ravà; le intense istallazioni di Carlo Lauricella, le dense narrazioni su olio di Francesca Duscià; il pathos delle opere di Orna Ben Ami, i lavori di Dado Shapira, Aldo Modino, dell’israeliano Moshe Gordon; gli scatti dell’artista slovacco canadese Yuri Dojc, la scultura in graffette con la bambina sdraiata a guardar il cielo di Pietro D’Angelo e le tracce di Adi Kichelmacher.

RICORDI FUTURI 3.0 è resa possibile grazie alla co-produzione tra l’Associazione culturale Acribia, promotrice del progetto e la Fondazione Sant’Elia, gode dei patrocini della Città Metropolitana di Palermo, dell’Università, dell’Associazione Francese Amici dell’Università di Tel Aviv, dell’Ambasciata di Israele e dell’UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

Mostra è realizzata con il sostegno di Reale Mutua.

Il catalogo è a cura di Silvio Zamorani Editore.

BREVI BIO CURATORI
Ermanno Tedeschi (Torino, 1961), si laurea in giurisprudenza, impegnandosi in molteplici esperienze professionali ma ponendo l'arte sempre al centro delle proprie passioni, fin da quando, da ragazzo, ha iniziato a frequentare studi di artisti, collezionisti, gallerie e musei in Italia ed all'estero. Tedeschi si è occupato di arte e cultura nel settore pubblico e museale prima come Vice-Presidente della Commissione Cultura del Comune Di Torino, come Presidente dell'associazione amici della Galleria D'Arte Moderna di Torino e dell'associazione Italiana Amici del Museo di Tel Aviv in Italia. Nel 2000 ha inaugurato la sua prima galleria a Torino e nel 2004 ha aperto la Ermanno Tedeschi Gallery. In seguito ha avviato la sua attività di gallerista a Milano, Roma e Tel-Aviv, per poi intraprendere l’attività di curatore per importanti mostre in spazi pubblici e privati.
Attualmente è curatore dello spazio dedicato al segno e alla scrittura nell'arte moderna e contemporanea nell'Officina della Scrittura di Torino, è, da due anni, Direttore artistico della Fondazione Meneghetti e di altri progetti in Italia ed all'estero. Tra le ultime mostre di cui è stato curatore si ricorda La Spiritualità nell'Arte nel Complesso di San Francesco a Cuneo, Ricordi Futuri al Museo Palazzo Mazzetti di Asti, Da'at, la monografica di Antonio Meneghetti al Vittoriano a Roma e Our Trash di Francesca Leone alla Triennale di Milano, Il Segno della Memoria, Bruxelles Parlamento Europeo e Ricordi Futuri 2.0 al Torino Polo Museale del 900'. E’ impegnato nel comitato artistico di Grand Paris Expreess (nuova metropolitana di Parigi) e, per la sua sensibilità religiosa, è attualmente membro del Board dell'Israel Museum di Gerusalemm e Presidente della Jerusalem Foundation Italia.

Flavia Alaimo (Palermo, 1977) laureata in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, Storica dell’arte, è ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze umane e sociali, turismo e patrimonio culturale dell’Istituto Euro-Mediterraneo di Scienza e Tecnologia (IEMEST) di Palermo. Da sempre vocata all’approccio diretto con le opere d’arte, ha scelto di affiancare gli studi teorici e scientifici con l’acquisizione delle tecniche del restauro, acquisendo le necessarie specializzazioni e svolgendo la propria attività in diversi cantieri e aree archeologiche, tra cui Pompei, gli scavi archeologici di Himera, oltre al recupero dei reperti medievali rinvenuti negli scavi delle carceri di Palazzo Steri, mentre attualmente è impegnata nelle attività di collaudo in corso d’opera dei lavori di restauro di parte delle decorazioni affrescate all’interno del Teatro Massimo di Palermo.
A livello curatoriale è stata promotrice della mostra Endeless migration di Carlo Lauricella presso Real Albergo delle Povere di Palermo nel 2017 e della mostra “Texture 26” di Ciro Li Vigni, nel 2016. Ha all’attivo alcune pubblicazioni tra cui la monografia “Arti decorative nella collezione Lanza Filangeri di Palazzo Mirto” del 2015, oltre a diversi articoli scientifici (v. catalogo della mostra Macht des Wortes. Benediktinisches Mönchtum im Spiegel Europas, a c. di G.Sitar OSB e M.Kroker, Regensburg 2009, pp. 111-113 e Battles of Himera (480 and 409 b.c.): Analysis of Biological Finds and Historical Interpretation. Experiences of Restoration in the Ruins of Himera 2008-2010).