Richard Dupont & Michael Staniak – Fictions

Firenze - 19/01/2018 : 10/03/2018

La Galleria Eduardo Secci è lieta di presentare FICTIONS, una mostra incentrata sui lavori di due artisti, l’americano Richard Dupont e l’australiano Michael Staniak, curata da Domenico de Chirico.

Informazioni

Comunicato stampa

La Galleria Eduardo Secci è lieta di presentare FICTIONS, una mostra incentrata sui lavori di due artisti, l’americano Richard Dupont e l’australiano Michael Staniak, curata da Domenico de Chirico.
FICTIONS mira a esaminare il concetto di enfasi che si dipana nel momento in cui un’immagine tradizionale entra a far parte di un contesto digitale, con particolare interesse per la mediazione che si verifica quando un’opera è scientificamente documentata, esaminata e diffusa tramite tecnologie digitali

Richard Dupont e Michael Staniak sono entrambi profondamente coinvolti nella questione della verità; tra la cancellazione della verità in quanto tale e rivelazione di un nuovo codice estetico sempre in corso di definizione, a seconda delle infinte possibilità che una costellazione virtuale può offrire.

Questa mostra vedrà il debutto di una nuova serie di lavori da parte di Richard Dupont, sviluppati nel corso dell’ultimo anno. Ponendo delle tele grezze in infusione con sostanze chimiche, utilizzate principalmente nella cianotipia, ed esponendole alla luce del sole, le opere acquisiscono profonde tonalità bluastre dovute a una reazione chimica subita dalle tele sensibilizzate. Il risultato finale è un ibrido tra pittura e fotografia, che incorpora dei significati reconditi metafisici in cui la presenza e l’assenza di un’immagine convergono in maniera simultanea.

I nuovi dipinti di Michael Staniak, tutti intitolati con l’acronimo “HDF”, sono un’estensione della ricerca dell’artista sugli effetti dei media digitali sulla produzione e la visione della pittura. Nell’impiego di diversi materiali, tra cui un composto per la colata personalizzato e vernici acriliche, nel tempo si formano strati con una trama propria, dovuta sia a movimenti delle dita sia all’utilizzo di attrezzi casuali dello studio. Le superfici risultanti sono una raccolta di un procedimento di pittura organico, e sono poi sottoposte a una lenta aerografia, ottenendo così un effetto trompe-l’œil. Questo permette di appiattire le movenze e produrre un’immagine che appare essere stata mediata digitalmente.

Eduardo Secci Contemporary is pleased to present FICTIONS, a two-person show featuring works by the American artist Richard Dupont and the Australian artist Michael Staniak, curated by Domenico de Chirico.
FICTIONS aims to investigate the issue concerning the emphasis on what happens to a traditional form of image-making when it enters a digital framework, with a strong interest in the mediation that an artwork undergoes when it is consciously documented, investigated and distributed using digital technology. Both Richard Dupont and Michael Staniak are deeply involved in the question of truth, between the erasure of truth in itself and the revelation of a new aesthetic code, which is still in the process of being defined according to the virtual constellation of infinite possibilities.

On one hand, this exhibition will debut a new body of work that Dupont has been developing over the past year. Infusing raw canvas with chemicals used primarily in cyanotype photography, these new works achieve their deep blue color in the sun as the sensitized canvas undergoes a chemical reaction. The resulting hybrid between painting and photography has metaphysical overtones, as the presence and absence of an image simultaneously converge.

The Michael Staniak’s new paintings, all titled under the series “HDF”, are an extension of his investigation into the effects that digital media has on the production and viewing of painting. Utilising various materials, including a custom-made casting compound and acrylic paints, textured layers are built up over time using both finger gestures and random studio tools. The resulting surfaces are a record of an organic, painterly process, which then undergo a slow application of hand-sprayed colour that achieves a trompe-l’œil effect. This, at once, flattens the gestures and produces an image that seems digitally mediated.