Repas frugal

Portico di Romagna - 13/10/2013 : 03/11/2013

Si tratta di una mostra che vuole “metterà in tavola” le opere di diciassette artisti operanti nel territorio regionale e appartenenti a diverse generazioni, legate dalla comune riflessione intorno al tema del pasto frugale, per mezzo del quale l’uomo è capace di riscoprire un valore fondativo alla propria esistenza.

Informazioni

  • Luogo: CHIESA DI SANTA MARIA IN GIRONE
  • Indirizzo: piazza S. Maria in Girone, 1 - 47010 - Portico di Romagna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 13/10/2013 - al 03/11/2013
  • Vernissage: 13/10/2013 ore 11.30
  • Curatori: Elena Hamerski, Marco Servadei Morgagni
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: dal giovedì alla domenica, dalle 10.00 alle 19.00
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Collettiva con opere di: Matteo Babbi, Barbara Baroncini, Giulia Bassani, Tommaso Bressan, Alice Cesari, Oscar Dominguez, Martina Esposito, Jacopo Flamigni, Luca Freschi, Ivo Gensini, Patrizia Giambi, Elena Hamerski, Matteo Lucca, Maria Paolini, Irene Prendin, Carlo Rivalta, Fabio Servadei Morgagni. Dopo la tappa presso la doppia sede dei Musei San Domenico e dell’Oratorio di San Sebastiano a Forlì, si apre a Portico di Romagna, nella suggestiva sede della chiesa di Santa Maria in Girone, la mostra Repas frugal, promossa da Portico in Arte e patrocinata dal Comune di Portico e San Benedetto

Si tratta di una mostra che vuole “metterà in tavola” le opere di diciassette artisti operanti nel territorio regionale e appartenenti a diverse generazioni, legate dalla comune riflessione intorno al tema del pasto frugale, per mezzo del quale l’uomo è capace di riscoprire un valore fondativo alla propria esistenza. Il titolo della mostra prende spunto da un’opera di Pablo Picasso, l’acquaforte Le Repas frugal del 1904, che rappresenta due figure, una maschile e una femminile sedute ad un tavolo ed immerse in un silente dialogo, in cui si inserisce pienamente la scarna natura morta in primo piano: una bottiglia di vino, un piatto vuoto, due bicchieri e un pezzo di pane. Si è partiti dunque da questa forza e questa capacità che da secoli hanno avuto gli oggetti legati all’alimentazione essenziale di rappresentare simbolicamente o di raccontare l’uomo, per trasporre questa riflessione nella contemporaneità.
Da qui il desiderio di mettere a confronto le opere degli artisti sul tema della natura morta esistenzializzata: un pasto povero, una portata per ciascuno, da imbandire a fianco di quelle altrui, per esprimere il proprio concetto di riduzione alla primarietà, in una dimensione contemporanea.