Regina Hübner – Dear cell

Informazioni Evento

Luogo
FORUM AUSTRIACO DI CULTURA
Viale Bruno Buozzi 113, Roma, Italia
Date
Dal al

lun – ven ore 9 – 17

Vernissage
30/03/2023

ore 18,30

Artisti
Regina Hübner
Generi
arte contemporanea, personale
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In mostra l’occhio dei ricercatori è ripreso in primo piano, al rallentatore. Sono visibili dettagli anatomici, la conformazione marmorea dell’iride dal nero più scuro al turchese più chiaro, le ciglia, i riflessi dell’ambiente sulle pupille, i movimenti del bulbo, impercettibili oppure frenetici. L’occhio ha un valore simbolico. L’osservatore viene osservato.

Comunicato stampa

Cosa diventa la scienza quando si racconta in prima persona? Arte. L’artista austriaca Regina Hübner, pluripremiata, - l’ultimo in ordine di tempo è il riconoscimento d’arte 2022 di Villach, sua città natale in Carinzia - ha chiesto a 17 ricercatrici e ricercatori di scrivere a mano una lettera intima e sincera abbandonando la propria posizione per personificare l’oggetto della loro ricerca e di indirizzare una lettera a sé stessi, la Lettera TE-oggetto a me-ricercatrice/ricercatore.

La scrittura a mano è stata videoregistrata, nasce così Dear Cell, la mostra di Regina Hübner in programma dal 31 marzo al 5 maggio 2023 al Forum Austriaco di Cultura, viale Bruno Buozzi 113 a Roma.

Inaugurazione giovedì 30 marzo alle ore 18.30 (Ingresso libero: [email protected]).

L’esposizione è introdotta dal direttore del Forum Austriaco di Cultura di Roma Georg Schnetzer. Regina Hübner presenta il progetto e il catalogo. Interviene lo storico dell’arte austriaco Arnulf Rohsmann con una conferenza dal titolo “Dear Cell/ Ricerca ed eros”.

In mostra l’occhio dei ricercatori è ripreso in primo piano, al rallentatore. Sono visibili dettagli anatomici, la conformazione marmorea dell’iride dal nero più scuro al turchese più chiaro, le ciglia, i riflessi dell’ambiente sulle pupille, i movimenti del bulbo, impercettibili oppure frenetici. L’occhio ha un valore simbolico. L’osservatore viene osservato.

I manoscritti raccolti sono stati trascritti e raccolti nel video Dear Cell (transcriptions).

I ricercatori hanno fornito immagini di dati informatici generati, fotografie e filmati dei loro oggetti di ricerca, dalle molecole fino ad organismi interi, prodotti nei loro laboratori con specifici programmi e tecnologie come la microscopia confocale, multi-fotonica e a foglio di luce fluorescente, sviluppati a loro volta dai propri ingegneri.

“Il concetto - racconta l’artista, da anni residente a Roma - si ispira alla differenziazione tra il sé e il non-sé, un principio base dell’immunologia. I ricercatori utilizzano la più sofisticata tecnologia per vedere. Tuttavia, osservano, vedono e scoprono con il nostro organo più bello, un dono della natura, l'occhio. Anch’esso è uno “strumento”, che funziona per ciascuno allo stesso modo, eppure, non esiste nessun occhio uguale al mondo e ciascuno vede in modo diverso. L’occhio è filtro e collegamento tra esterno e interno. L'iride ci distingue e ci identifica, è esclusiva. L'occhio è bello, è prezioso. Guardarsi negli occhi significa entrare in contatto profondo e non abbiamo bisogno di parole per capirci. Sì, gli occhi sono lo specchio dell'anima, gli occhi non possono mentire, uno sguardo può pietrificare, con uno sguardo ci si può innamorare”.

Dear Cell fa parte del progetto interdisciplinare Perception of Self and Nonself in Life, realizzato nel 2019 su invito dell’Istituto di Studi Avanzati dell’Università Aix-Marseille IMéRA, in collaborazione con il Centro di Immunologia di Marseille-Luminy CIML e con l’Istituto Mediterraneo di Neurobiologia Inmed. CIML e Inmed sono centri d’eccellenza di ricerca francesi, congiunti al Centro Nazionale di Ricerca Scientifica CNRS, all’Istituto Nazionale della Sanità e della Ricerca Medica Inserm e all’Università di Aix-Marseille AMU.

“Proprio in tempi di crescente scetticismo nei confronti della scienza e di diffusione di teorie complottiste, senza fondamento, progetti come la mostra Dear Cell - commenta il direttore del Forum Austriaco di Cultura di Roma, Georg Schnetzer - che promuovono la comprensione fra le discipline e aprono nuovi approcci alla scienza, hanno particolare valore”.

Dear Cell è composta da quattro video:

Dear Cell (letters), 5h 58 min 26 sec, 2019/2021

Dear Cell (transcriptions), 59 min 41 sec, 2019

Dear Cell (cells), 34 min 35 sec, 2019/2020

Dear Cell (eyes), 56 min 39 sec, 2019

Il catalogo della mostra di 104 pagine, a cura dell’artista, a disposizione del pubblico (tradotto in italiano), raccoglie l’introduzione del direttore Georg Schnetzer, il testo di Arnulf Rohsmann e la riproduzione di tutte le lettere (33) degli scienziati con immagini a colore delle “cellule”. Inoltre, una scheda tecnica del progetto con “ispirazioni legate a Dear Cell” dell’artista, la sua biografia e foto delle “ambientazioni” precedenti.