Raoul Gilioli – Pupilla

Agliè - 08/03/2014 : 08/03/2014

Si tratta di una nuova installazione, del tutto inedita, che ha come sottotitolo Royal Love Affair. Un lavoro che analizza alcune dinamiche delle relazioni amorose identificate nel rapporto tra protezione-costrizione (aspetto su cui si fondano i principali equilibri di coppia) ben contestualizzate e rappresentate nelle atmosfere auliche e regali del Castello, che trova come prerogativa architettonica tali valori.

Informazioni

Comunicato stampa

Dopo essere stata presentata alla Regione Piemonte durante Artissima, nel Cortile del Rettorato dell'Università di Torino, presso The Hub a Parigi e alla Reggia di Venaria, l'installazione dell'artista torinese Raoul Gilioli, sul tema del femminicidio, intitolata 'Pupilla”, viene allestita nei prestigiosi saloni del Castello Ducale di Agliè e diventa occasione, il giorno 8 marzo 2014 alle ore 18.00, per una tavola rotonda di approfondimento.

Si tratta di una nuova installazione, del tutto inedita, che ha come sottotitolo Royal Love Affair

Un lavoro che analizza alcune dinamiche delle relazioni amorose identificate nel rapporto tra protezione-costrizione (aspetto su cui si fondano i principali equilibri di coppia) ben contestualizzate e rappresentate nelle atmosfere auliche e regali del Castello, che trova come prerogativa architettonica tali valori.
Tre grandi torri di cristallo (fumè, specchio e trasparente) offrono allo spettatore tre differenti gradi di 'sguardo' riproponendo il tema della 'scelta', già proposto nelle precedenti mostre, da compiersi nel pieno rispetto della propria capacità di assunzione di responsabilità e visione.
Narciso innamorato della sua immagine sceglie di specchiarsi nello stagno, Alice di attraversare lo specchio. Per Socrate la pupilla ci offre la possibilità di scelta: riflettercisi o andare oltre scrutando l'anima.
'Attraversare lo specchio' significa quindi assumere la responsabilità di ciò che ne deriva al di là della confortante visione di noi stessi.
All'interno di due delle tre torri, trasparente e fumè, l'artista ha creato due lanterne magiche raffiguranti immagini femminili, in movimento danzante, e maschili, in posture di lotta e combattimento.
La torre di cristallo argentato invece, riflette lo sguardo dell'osservatore e rappresenta l'attitudine auto-referenziale di chi sceglie il rassicurante riflesso della propria immagine all'esplorazione delle superfici trasparenti e velate.

Così scrive Giovanni Cordero, curatore della mostra, ...'Personalmente trovo assai intriganti le relazioni che afferiscono alla sfera cognitiva che l’installazione sa generare, non hanno solo natura sociologica, ma anche letteraria e psicologica. Illuminanti in questo contesto sono le parole del poeta Cesare Pavese che, specchiandosi negli occhi della sua amata, vi lesse il nostro destino che ci vincola alla costante incapacità di comunicare, a percorrere soli e muti l’abisso della morte : “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”.
Sono concetti che rimandano all’impianto etico dell’opera artistica di Gilioli, al suo proposito di denunciare ogni violenza dell’uomo sulla donna, ogni vile prepotenza e prevaricazione che uccide non solo l’anima, l’amore, ma la persona. Facciamo voti affinché non si verifichi mai ciò che scrisse Oscar Wilde: “Each men kills the thing he loves” , ogni uomo uccide ciò che ama, chi lo fa con un sguardo amaro, chi con la lusinga…per esorcizzare questo stato di cose è necessario che si attivi un’ attenzione, una vigilanza continua affinché non si avverino le condizioni in cui maturano comportamenti così ignobili e vili...'

La mostra, e l’iniziativa dell’8 Marzo 2014, sono promossi dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Direzione Regionale peri i beni culturali e paesaggistici del Piemonte – Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Torino, Asti, Cuneo, Biella e Vercelli.