Rain Come Down! – Domesticated environments – the Hungarian attitudes

Roma - 14/06/2016 : 30/07/2016

z2o Sara Zanin Gallery è lieta di presentare Rain Come Down! – Domesticated environments – the Hungarian attitudes, una mostra collettiva a cura di Zsolt Petrányi con lavori di Zsófi Barabás, László Hatházi, Tibor Iski Kocsis, Hajnalka Tarr, KataTranker, Zsófia Szemző.

Informazioni

Comunicato stampa

Rain Come Down! – Domesticated environments – the Hungarian attitudes

Zsófi Barabás, László Hatházi, Tibor Iski Kocsis, Hajnalka Tarr, KataTranker, Zsófia Szemző

curated by Zsolt Petrányi
Opening: martedì 14 giugno 2016 h 18 – 21
15 giugno – 30 luglio 2016

z2o Sara Zanin Gallery è lieta di presentare Rain Come Down! – Domesticated environments – the Hungarian attitudes, una mostra collettiva a cura di Zsolt Petrányi con lavori di Zsófi Barabás, László Hatházi, Tibor Iski Kocsis, Hajnalka Tarr, KataTranker, Zsófia Szemző


La mostra riflette sul modo in cui l’essere umano si relaziona con l’ambiente che lo circonda. Un contesto che può essere naturale, politico, storico o dato dal paesaggio urbano. Questo approccio è un fenomeno globale, un paradigma mutevole in cui gli artisti elaborano il loro rapporto con i loro punti di riferimento, con il contesto artistico, o con lo stile di vita che hanno sviluppato nelle circostanze in cui sono nati.
Il background non è un elemento che è dato scegliere, ma è definito dal luogo di provenienza, dalle prospettive e dalla possibilità di sviluppo radicate in quello stesso luogo. Il titolo, Rain Come Down! esprime la volontà di controllare gli eventi, di superare sia i processi naturali che quelli frutto del progresso attraverso la pratica artistica. Ho trovato questa frase in una canzone rap americana.
La mostra si propone di avvicinare all’arte ungherese, presentata come una metafora che descrive diversi comportamenti creativi, come il riuso dei materiali, della memoria, dei traumi, di mappe, di fotografie o delle attività di tutti i giorni. La zona dell’Europa in cui è situata l’Ungheria ha una storia molto particolare a causa dei mutamenti del suo passato recente. Non solo il cambiamento politico del 1989, quando lo stato socialista ha iniziato il suo lento cammino verso il capitalismo liberale e la democrazia, o dell’ampliamento dell’Europa Unita, ma anche il recente impatto dell’ondata di immigrati che usano i nostri paesi come zona di transito verso zone più ricche d’Europa. L’influsso di queste migrazioni di massa hanno portato la mid-generation verso una situazione conflittuale. Le opportunità di carriera sono legate al flusso di informazioni, la libertà di viaggiare è contraddetta dai principi del crescente nazionalismo e dalla maggiore influenza acquisita dalle ideologie di destra all’interno delle nazioni.
Gli artisti hanno diverse ideologie politiche nonostante appartengano a questa stessa generazione. Gli ultimi quarant'anni della storia dell'arte ungherese hanno permesso lo sviluppo di tendenze importanti: dal concettualismo alla nuova espressività della pittura, gli artisti che hanno iniziato la loro carriera dopo il nuovo millennio si trovano ad affrontare il dilemma di che cosa questa unità dei paesi europei e l'amalgama di ideologie religiose porteranno alle nostre società.
Questa domanda li spinge a trovare soluzioni attraverso l’analisi del loro contesto di appartenenza, rendendoli consapevoli di fronte a quesiti generali come la crescita della popolazione urbana o la simbiosi con la natura o le diverse etnie.
Zsolt Petrányi

Artisti
Zsófi Barabás
1980, vive e lavora a Budapest.
Zsófi Barabás si è laureata presso la University of Arts di Budapest nel 2004, ha continuato gli studi a Pécs presso la Janus Pannonius University. Ha terminato un Master a Tokyo presso la University of Art nel 2009, dopo aver vinto la borsa di studio Erasmus per Darmstadt. Ha vinto una borsa di studio per un atelier a Francoforte e nel 2014 la residenza presso l’Accademia d’Ungheria a Roma. Nei suoi lavori Barabás combina pittura ad olio ed elementi grafici, la linea e il colore creano una composizione particolare e unica, in cui le superfici piane e lineari rendono una forte spazialità. I suoi nuovi lavori sono realizzati a partire da mappe, che sono il punto di partenza della sua ispirazione da cui si sviluppa una costruzione psicologica fatta di linee e reti.
László Hatházi
1978, vive e lavora a Budapest.
Laszlo Hathazi si è laureato nel 2003 presso la University of Arts di Budapest e ha continuato il suo programma DLA a Pécs presso la Janus Pannonius University, che ha concluso nel 2009. Ha vinto la borsa di studio Derkovits tra il 2008 e il 2011 e il premio Strabag nel 2008. Il lavoro di Hatházi analizza l’ambiente quotidiano partendo dal concetto di “casa” e dalla nostra convivenza con piante e animali. Lo interessa la combinazione di patterns con dettagli e segni a ricreare composizioni. Le sue opere si insinuano nella sottile linea che separa realtà ed immaginazione visionaria, inoltre la varietà di tecniche e materiali che utilizza mostra i risultati di una stessa ricerca sotto diverse prospettive e con diversi esiti.
Tibor Iski Kocsis
1972, vive e lavora a Budapest.
Tibor Iski Kocsis si è laureato alla University of Arts di Budapest nel 2001. Ha vinto la borsa di studio Derkovits tra il 2004 e il 2007 e nel 2002 il premio Strabag. Ha vinto la residenza presso l’Accademia d’Ungheria a Roma nel 2003 e quella presso la Kunststiftung Baden-Württemberg a Stoccarda nel 2005. Iski Kocsis segue la tradizione e allo stesso tempo cerca di ridefinire e reinterpretare la pittura; dal 2007 ha realizzato dei "nature paintings", intraprendendo il viaggio dall’artificiale all’organico in atelier e terminandolo sulle pareti delle gallerie. La sua ricerca è volta alla reinterpretazione del genere del paesaggio attraverso diversi media, tra cui la fotografia, la pittura, il disegno e il video.

HajnalkaTarr
1977, vive e lavora a Budapest.
Hajnalka Tarr si è laureata alla University of Arts di Budapest nel 2006, dove recentemente ha deciso di continuare gli studi. Tra il 2008 e il 2009 ha vinto la borsa di studio Derkovits. Tarr ha partecipato nel 2010 al Krinzinger Project, la residenza a Petőmihályfa (in Ungheria), presso la Krinzinger Gallery di Vienna; inoltre ha ricevuto il premio Gruber nel 2006. I lavori di Tarr giocano sulla trasformazione medianica di idee in immagini; la libertà di muoversi naturalmente tra diversi mezzi e materiali le ha permesso di orientarsi verso la ridefinizione della pittura come medium. I suoi ritagli fotografici combinati con i lavori a matita mostrano un’analisi filosofica di oggetti come libri, opere d’arte o paesaggi. La soluzione di rivelare i segreti di quegli oggetti è guidata attraverso la loro desacralizzazione che avviene con la tecnica del “decollage”seguita dal rimontaggio.


Kata Tranker
1989, vive e lavora a Budapest.
Kata Tranker si è laureata alla University of Arts di Budapest nel 2012. Nel 2009 ha vinto la borsa di studio Erasmus Socrates ad Amburgo. Tranker è membro della giovanissima generazione di artisti che hanno scelto la carta come medium per la propria creazione artistica; il suo approccio non è basato su tecniche tradizionali, ma si fonda su di un processo pittorico che struttura l’opera come scatola tridimensionale che può essere analizzata su più livelli. I suoi lavori sono spesso collage, che includono ritagli di fotografie con riferimenti a una memoria storica che viene però rimodellata attraverso l’invenzione e la sperimentazione artistica.
Zsófia Szemző
1982, vive e lavora a Budapest.
Zsofia Szemző si è laureata nel 2011 presso la MOME University of Arts And Design e ha concluso gli studi 2013 presso la University of Art di Budapest.Tra il 2008 e il 2012 ha vissuto a Parigi, nel 2010 ha ricevuto la borsa di studio Eötvös e nel 2012 il premio Klára Herceg. La ricerca di Szemző esplora la complessità della narrazione dove la memoria personale si fonde con quella dell’ambiente per trasformarsi in immagini surreali. Utilizza la carta soprattutto per disegnare e creare collage, combinando le immagini come se fossero mappe mentali di forme e segni.

Curatore
Zsolt Petrányi
1966, vive e lavora a Budapest.
Dopo aver terminato gli studi di storia dell’arte, nel 1996 é diventato curatore presso il Műcsarnok /Kunsthalle di Budapest. Ha poi lavorato a progetti internazionali come Direttore dell’Istituto di Arte Contemporanea di Dunaújváros, una città industriale vicino Budapest. Durante questo periodo è stato curatore della controversa mostra Little Warsaw presso il padiglione ungherese della Biennale di Venezia del 2003. Dal 2005 al 2011, come Direttore del Műcsarnok / Kunsthalle di Budapest, si è concentrato nella curatela di solo e group show di artisti internazionali come Luc Tuymans, Michael Boremans, Thomas Ruff, etc.
Dal 2011 dirige la Hungarian National Gallery e insegna Art Management presso la International Business School di Budapest.