Raffaele Ciriello – Cartoline dall’Inferno

Milano - 14/06/2013 : 30/06/2013

A dieci anni dalla morte, per ricordare Raffaele Ciriello, a dieci anni dall’uccisione del fotoreporter a Ramallah in Palestina, la Provincia di Milano propone, nel Foyer di Spazio Oberdan, la mostra “I bambini e la guerra. Cartoline dall’inferno”, che documenta la sua particolare attenzione nei confronti dei bambini, i civili più inermi che incontrava sui fronti di guerra.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO OBERDAN
  • Indirizzo: Viale Vittorio Veneto 2 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 14/06/2013 - al 30/06/2013
  • Vernissage: 14/06/2013 ore 18,30
  • Autori: Raffaele Ciriello
  • Curatori: Paola Navilli, Elisabetta Ponzone
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: martedi-domenica10-22, lunedì 10-19.30
  • Patrocini: mostra promossa da Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura

Comunicato stampa

A dieci anni dalla morte, per ricordare Raffaele Ciriello, a dieci anni dall’uccisione del fotoreporter a Ramallah in Palestina, la Provincia di Milano propone, nel Foyer di Spazio Oberdan, la mostra “I bambini e la guerra. Cartoline dall’inferno”, che documenta la sua particolare attenzione nei confronti dei bambini, i civili più inermi che incontrava sui fronti di guerra. Nell’assurda ferocia di tutti i conflitti che ha documentato, Ciriello ha sempre cercato nei volti e negli sguardi dei più piccoli il dramma, ma anche l’umanità


Scatto dopo scatto, reportage dopo reportage, i civili e soprattutto i bambini diventano non più solo “anonimi effetti collaterali dei conflitti”, ma protagonisti e speranza di un mondo possibile. La mostra propone immagini scattate in Somalia, nel 1992/93; in Pakistan, in Afghanistan e in Bosnia nel 1995/96; in Rwanda nel 1996; nel Sahara Occidentale e in Kosovo nel 1998; in Eritrea, in Cecenia e in Iran nel 1999; in Libano e in Sierra Leone nel 2000; in Palestina nel 2002.
“Non so se è vero che i fotografi possano a volte fissare ciò che altrimenti gli altri non riuscirebbero a vedere. Ma ogni volta che leggo di un giornalista o di un fotografo caduti vittime di una granata, o di una pallottola vagante, o di qualunque altra cosa, ritorno alle fotografie che ho scattato, e guardo le persone che ne sono protagoniste. Quando i miei occhi incontrano i loro, mi sembra di capire tutto.” (Raffaele Ciriello, 1998).