Pulsar. Arte e musica dallo spazio

Pino Torinese - 30/10/2014 : 28/11/2014

Le opere, in stretto dialogo con il luogo che le ospita, sono state concepite o allestite sfruttando le suggestioni, anche architettoniche, che provengono dagli insoliti spazi del museo.

Informazioni

Comunicato stampa

PULSAR_Arte e musica dallo spazio è la prima mostra di arte contemporanea ospitata negli spazi di INFINI.TO – Planetario di Torino e Museo dell’Astronomia e dello Spazio.

Un progetto di Roberta Furno
a cura di Arteco
con la collaborazione di INFINI.TO – Planetario di Torino e Museo dell’Astronomia e dello Spazio

Il progetto, che mette in relazione ambiti disciplinari generalmente distinti, mostra le analogie che legano arti visive, musica e astronomia. La volontà di promuovere l’arte e la musica contemporanee si unisce al desiderio di valorizzazione di un museo affascinante, ma spesso poco conosciuto



Le opere, in stretto dialogo con il luogo che le ospita, sono state concepite o allestite sfruttando le suggestioni, anche architettoniche, che provengono dagli insoliti spazi del museo. All’esposizione di installazioni e sculture nelle sale si affianca una rassegna di video d’artista ideati per la cupola del planetario. In occasione della serata inaugurale sarà possibile assistere anche a sonorizzazioni e performance live. Un calendario di incontri e dialoghi tra artisti, curatori, storici dell’arte e scienziati scandirà, infine, le quattro settimane di apertura della mostra.

Perché Pulsar?
La pulsar è una stella di neutroni, risultato del collasso di una supernova. Le pulsar ordinarie hanno una massa pari a quella del Sole, ma sono compresse in un raggio di una decina di chilometri. La loro densità è enorme, il loro “suono” simile a quello delle pulsazioni cardiache.
Frutto di una trasformazione che l’ha resa sorgente compressa e regolare di onde elettromagnetiche, la pulsar simboleggia al meglio, con la propria densità e la propria vivacità, l’attività creatrice di artisti e musicisti.

Perché Arte e musica dallo spazio?
Perché gli artisti e i musicisti si sono sempre confrontati con l’Universo e gli interrogativi che esso pone. Misurarsi con lo spazio induce a prendere le distanze, a porsi come osservatore, a cambiare punto di vista e prospettiva. Fare arte significa spostare il proprio punto di vista per osservare la realtà da un’angolazione diversa.

Perché INFINI.TO – Planetario di Torino e Museo dell’Astronomia e dello Spazio?
Per valorizzare un luogo unico e straordinario, con un planetario digitale all’avanguardia in Europa. Per la sua grande vocazione didattica, che si conferma nell’interazione fra artisti, musicisti e luoghi della scienza. Per la chance straordinaria di costruire il progetto pilota che sappia valorizzare il territorio e avere ricadute adeguate su di esso.