Private – Flavio Favelli

Roma - 01/10/2014 : 01/11/2014

Un progetto di otto mostre site-specific che, nell’arco di un anno, affida ad altrettanti artisti lo spazio centrale dello Studio – una grande stanza senza finestre - con la libertà di allestirlo-occuparlo-abitarlo a piacere, con opere proprie o altrui, con materiali disponibili in galleria o rinvenuti all’esterno, affinché diventi la rappresentazione tangibile di una personale idea di spazio, sia esso spazio vitale, mentale, o domestico.

Informazioni

  • Luogo: STUDIO GEDDES FRANCHETTI
  • Indirizzo: Via del Babuino 125, 00187 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 01/10/2014 - al 01/11/2014
  • Vernissage: 01/10/2014 ore 19
  • Autori: Flavio Favelli
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Flavio Favelli

Il Royal Rouge era un cinema per adulti a Bologna in via Rizzoli, in pieno centro, dove ora c'è il Nike Store. Con mia madre ci passavamo spesso davanti, e lei affrettava sempre il passo. Di fronte c'era Beltrami, un negozio di lusso, di cui spaccarono le vetrine nel 1977. L'anno dopo c'era uno striscione con caratteri audaci: ARTE FIERA 78.
Un giorno guardai meglio una locandina del Royal: senza figure, verde chiaro con le scritte rosse, un po' sbavate e il rosso sul verde che veniva fuori

C'era un nome: “SERENA”
“Povera Serena!” esclamò mia madre. Serena era una sua amica che aveva da poco comprato una Fiat Scirocco, auto audace e sportiva per una donna sola. Insieme parlavano a volte di uomini, sfumacchiavano in pizzeria, mentre io mangiavo un profiterole. Serena aveva sempre un rossetto fucsia e stivali alti, neri, col tacco, come mia madre del resto, quelli con cui mi venne a prendere a scuola quando una sua conoscente le disse: “Signora hanno rapito Moro!”
Serena era una donna libera. Una sera lei e mia madre mi portarono al Circolo Borghese della Stampa a vedere un film, Il gatto, con Ugo Tognazzi, Mariangela Melato e un'affascinante Dalila Di Lazzaro.
All'entrata il maggiordomo fece delle storie, avevo 10 anni, l'orario e il film non erano adatti ad un bambino, ma poi Serena lo convinse. Ricordo il mio imbarazzo guardando la scena di Dalila che faceva la doccia, nuda.
Mia madre mi chiese se mi piaceva quel mondo così strano e libero. Forse non risposi, non ricordo. Fu l'unica volta che mia madre si dimostrò aperta e disinibita, forse era merito di Serena.
In quel tempo frequentavo il catechismo, la mia famiglia era cattolica, o credeva di esserlo. Non mi dimenticherò mai una domanda che fece una delle ragazze più grandi della parrocchia: ma nei film porno lo fanno per davvero?
Non si rese conto che stava indagando il mondo della finzione, una delle questioni più profonde ed insolute della nostra moderna esistenza.

“PRIVATE”

PRIVATE e’ un progetto di otto mostre site-specific che, nell’arco di due anni, affida ad altrettanti artisti lo spazio centrale dello Studio – una grande stanza senza finestre - con la libertà di allestirlo-occuparlo-abitarlo a piacere, con opere proprie o altrui, con materiali disponibili in galleria o rinvenuti all’esterno, affinché diventi la rappresentazione tangibile di una personale idea di spazio, sia esso spazio vitale, mentale, o domestico. La stanza si presenta come un foglio bianco, che l’arista riempie di opere, di cose, di segni relativi alla sua memoria, al suo vissuto, alla sua idea di come abitare e creare uno spazio inizialmente neutro. Ne risulta non solo l’esposizione di uno o più lavori, ma la proiezione di un’idea di ambiente, intellettuale, artistico ma anche intimo e famigliare in cui esibire quel che si nasconde nelle stanze della propria immaginazione creatrice. Lo spettatore deve entrare in galleria, non così come si entra nello studio di un artista, ma nella stanza della sua mente, lì dove egli immagina, pensa e prepara il suo lavoro. O, ancora, come si entra in casa dell’artista, la sera e tra amici, dopo l’inaugurazione di una sua mostra. La mostra era una personale. Questo è il suo spazio privato.

Flavio Favelli, nato a Firenze nel 1967, vive e lavora a Savigno (Bologna).
Dopo la Laurea in Storia Orientale all'Università di Bologna, prende parte al Link Project (1995-2001). Partecipa alla residenza TAM a Pietrarubbia diretta da Arnaldo Pomodoro nel 1995 e al Corso Superiore Arti Visive della Fondazione Ratti con Allan Kaprow nel 1997.

Ha esposto in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero. Tra i principali progetti personali: alla Maison Particuliere (2014) a Bruxelles, al MACRO (2010), al MAXXI (2012), all'American Academy (2010), alla Fondazione Volume! (2006) e alla Galleria Sales (2008, 2010, 2013) a Roma, al Museo del 900 (2012), al Museo della Permanente (2002) e alla Galleria Francesca Minini (2014) a Milano, al MAMBO (2011) a Bologna, al Centro Arti Visive Pescheria a Pesaro (2010), al Museo Marino Marini a Firenze (2009), alla Galleria Francesco Pantaleone (2008), al Museo RISO (2011), all'A Project Space (2012) a Palermo, al Museo di Villa Croce (2005) a Genova, al Centro per l'Arte Pecci a Prato (2005), al Palazzo delle Papesse a Siena (2002), alla Fondazione Sandretto Re Rabaudengo (2007) e alla Galleria Maze a Torino (2001 e 2003), alla Maison Rouge Fondation Antoine de Galbert a Parigi (2007)e al Projectspace 176 (2005), all' IIC (2003) a Londra e all'IIC a Los Angeles (2004).

Tra le principali mostre collettive: alla Peggy Guggenheim Collection (2011) di Venezia, alla GAMEC di Bergamo (2011 e 2012), al Castello di Rivoli (2012) e GAM (2006) di Torino, all'11° Biennale dell'Havana (2012), all'IBID Project Gallery (2011) e al festival No Soul For Sale alla Tate Modern (2010) a Londra, alla Fondazione Pomodoro (2010) e Galleria Raffaella Cortese (2009) a Milano, al Museo MADRE (2010) e al Museo PAN (2006) a Napoli, al MOCA a Shanghai (2010), a Villa delle Rose (2001) e alla GAM (2005) di Bologna , al Musèe d'Art Moderne di Saint- Etienne (2005), al Museion di Bolzano (2003) e all'Elgiz Museum (2008) a Istanbul. Ha partecipato alla XIII Biennale di Scultura a Carrara (2008) e alla XV Quadriennale di Roma al Palazzo delle Esposizioni (2008) e alla mostra Italics a Palazzo Grassi a Venezia (2008) e all'MCA a Chicago (2009).

Ha progettato e realizzato due installazioni bar funzionanti al MAMbo e al MARCA di Catanzaro e due ambienti pubblici permanenti: Vestibolo nella Sede ANAS di Venezia di Palazzetto Foscari e Sala d'Attesa nel Pantheon di Bologna all'interno del Cimitero Monumentale della Certosa, che accoglie la celebrazione di funerali laici.
Nel 2009 è stato l'artista prescelto per Acrobazie #5, progetto di Unicredit Group al Centro Fatebenefratelli di San Colombano al Lambro (Mi). Nel 2010 è stato invece in residenza all'American Academy di Roma per l'Italian Fellowship.
Ha partecipato a due Biennali di Venezia: la 50° ("Clandestini", a cura di F. Bonami) e la 55° ("Vice versa", Padiglione Italia a cura di B. Pietromarchi).
Nel 2014 svolge una residenza d'artista all'Ambasciata d'Italia a Istanbul, invitato dall'associazione Album Arte. Nel 2015 sarà in residenza-studio presso la NARS Foundation di New York.