Preview

Roma - 27/06/2013 : 07/09/2013

La galleria Montoro12 Contemporary Art è lieta di presentare una mostra collettiva dedicata a giovani promesse dell'arte contemporanea. Temi come lo spazio, il viaggio, il gioco vengono affrontati da questi artisti nei loro lavori, ottenendo risultati che producono un forte impatto nello spettatore.

Informazioni

Comunicato stampa

La galleria Montoro12 Contemporary Art è lieta di presentare una mostra collettiva dedicata a giovani promesse dell'arte contemporanea. Nella mostra, dal titolo “Preview ” si vuole portare all'attenzione dei collezionisti e degli appassionati il lavoro di artisti quali Riccardo Gusmaroli, Federico Guerri, Alia Scalvini, Alessandro Procaccioli e Lucilla Candeloro, alcuni dei quali saranno protagonisti delle prossime personali in galleria, che pur mediante l'utilizzo di tecniche e linguaggi artistici molto diversi tra loro, si sono confrontati con tematiche che da sempre rappresentano una complessa sfida per il mondo dell'arte

Temi come lo spazio, il viaggio, il gioco vengono affrontati da questi artisti nei loro lavori, ottenendo risultati che producono un forte impatto nello spettatore.

Per Riccardo Gusmaroli (1963), artista già affermato a livello nazionale ed internazionale, che ha da poco esposto ad Art Basel, ogni materiale è uno spunto per realizzare lavori. Per questa mostra
ha realizzato due opere, una della sua serie forse più conosciuta, una mappa del mondo in foglia d'argento circondata dai suoi vortici di barchette di carta e un lavoro realizzato con carta piegata che ha come soggetto il Prigioniero Morente di Michelangelo.

Federico Guerri (1972) si è formato in ambito scultoreo ed è poi passato all'utilizzo della grafite su tela naturale, due elementi che creano una danza calibrata di estrema raffinatezza intrisa di sostanza poetica, mentre i suoi lavori su ardesia incisa spostano il livello dell'opera verso la fisicità.

Alia Scalvini (1980), già vincitrice del terzo premio al Terna Prize 02 e selezionata per il Premio Celeste e per il Premio Campigna, è particolarmente interessata alla presa di coscienza rispetto allo spazio e per questo utilizza per i suoi lavori i più diversi tipi di supporto, dal video alla carta carbone.






Il lavoro di Alessandro Procaccioli (1978) si sviluppa intorno al concetto del gioco, offrendone angolazioni e punti di vista diversi, abbracciando i concetti di brio e noia che spesso si legano ad esso, le varie angolazioni di osservazione proposte allo spettatore richiamano gli aspetti sociologici, psicologici e filosofici del gioco stesso.

Lucilla Candeloro (1978), con i suoi alberi arsi, ci conduce all'interno di un universo poetico che ispira una sensazione di “panico”, nella prospettiva però che il senso di “salvezza” riesca comunque ad affermarsi grazie vuoi alla luce e vuoi all'andamento ascensionale all'interno delle singole realizzazioni.