Pietro Ghizzardi – Inno alla Terra

Boretto - 10/01/2015 : 10/01/2015

Presentazione del libro A scrivere ho davanti il mondo A scrivere ho davanti il mondo di Jacopo Canteri e a seguire un intervento sull’arte di Pietro Ghizzardi del Prof. Vittorio Sgarbi.

Informazioni

Comunicato stampa

Moderano la presentazione di A scrivere ho davanti il mondo di Jacopo Canteri:
Prof. Gino Ruozzi – Ordinario di Filologia Classica e Italianistica, Università di Bologna
Dott. Nicola Mazzeo – co-direttore della galleria Rizomi Art Brut, Torino

Evento realizzato da

Casa Museo Al Belvedere “Pietro Ghizzardi”
Associazione Culturale “Pietro Ghizzardi” – Centro Documentale e Archivio Storico
con il patrocinio del Comune di Boretto

La partecipazione all’evento è GRATUITA



La Casa Museo Al Belvedere “Pietro Ghizzardi” in collaborazione con Associazione Culturale “Pietro Ghizzardi” – Centro Documentale e Archivio Storico inaugurano la programmazione del 2015 nel solco dell’attività di valorizzazione e promozione dell’artista al quale sono intitolate, dopo il successo riscosso a seguito dell’adesione della Casa Museo alla Giornata del Contemporaneo promossa da A.M.A.C.I. (ottobre 2014) e dalla presentazione del libro Vite sbobinate e altre vite di Alfredo Gianolio (novembre 2014).
La proposta culturale del 2015 si apre infatti sabato 10 gennaio con Pietro Ghizzardi. Inno alla terra, realizzato con il patrocinio del Comune di Boretto presso il Teatro del Fiume di Boretto.
L’evento si configura come momento di riflessione e indagine sulla poliedrica produzione dell’artista.
La manifestazione è incentrata sulla valorizzazione dell’opera pittorica e letteraria dell’artista Pietro Ghizzardi, coevo e conterraneo di Antonio Ligabue. L’Inno alla terra a cui allude il titolo sottolinea le origini contadine e il legame primordiale dell’artista con la natura, declinato in un atto di umile sottomissione in forte contrasto con le temperie storiche in cui si delineava il suo pensiero e la sua arte, oggi invece di una straordinaria contemporaneità (come testimonia, ad esempio, il concept alla base di EXPO 2015).

L’evento si aprirà con un breve preambolo sulla figura e la produzione di Ghizzardi, a inquadrare dal punto di vista storico e artistico la sua lunga parabola creativa, con una speciale attenzione all’azione di Nives Pecchini Ghizzardi, nipote dell’artista e fondatrice della Casa Museo, e all’attività di conservazione, tutela e catalogazione portata avanti dall’istituzione.

A seguire il Prof. Gino Ruozzi (Università di Bologna) dialogherà con Nicola Mazzeo (cofondatore della galleria Rizomi Art Brut di Torino) sul saggio A scrivere ho davanti il mondo. Parole e immagini nell’opera di Pietro Ghizzardi di Jacopo Canteri (a cura di Rizomi Art Brut, Glifo Edizioni, 2014), che esplora l’universo poetico e linguistico di Ghizzardi, sondando le relazioni tra il segno grafico dell’artista e la sua produzione pittorica. In particolare l’autore analizza il testo fondamentale di Ghizzardi, l’autobiografia Mi richordo anchora (Einaudi, 1976), vero caso letterario degli anni ’70, accolta con profondo interesse dalla critica del tempo – con Angelo Guglielmi in prima linea – e sorprendentemente vincitrice del Premio Viareggio Opera Prima per la Narrativa nel 1976.

A completare la panoramica su Ghizzardi sarà l’intervento del critico e divulgatore d’arte Vittorio Sgarbi, da anni conoscitore, estimatore e collezionista del pittore, che nel corso degli anni, con la collaborazione della Casa Museo, ha inserito, in veste di curatore, le sue opere in prestigiose rassegne d’arte contemporanea (Arte, genio e follia – Siena, 2009; Il Male. Esercizi di pittura crudele – Torino, 2006; Surrealismo padano. Da De Chirico a Foppiani – Piacenza, 2002).

Sgarbi affronterà i nodi fondamentali, stilistici e tematici, dell’operato pittorico di Ghizzardi, motivando le ragioni estetiche ed autoriali che hanno portato la critica ad inserire l’artista a pieno titolo nella Storia dell’Arte Contemporanea, fugando la presunta allure folclorica che per anni ha impedito al pubblico di approcciare con la debita preparazione l’opera del pittore-contadino di Boretto. Non mancheranno ovviamente riferimenti a Il tesoro d’Italia (Bompiani, 2013), l’ultima fatica letteraria del critico.
Offrendo questo evento ad alta densità divulgativa, la Casa Museo Al Belvedere “Pietro Ghizzardi” e l’Associazione Culturale “Pietro Ghizzardi” – Centro Documentale e Archivio Storico intendono ancora una volta avvicinare il pubblico alla complessa e non scontata eredità artistica di Ghizzardi, ponendosi come punti di riferimento imprescindibili per quanto riguarda la promozione, tutela e catalogazione della sua opera.

Tra i progetti per il biennio 2015-’16 sono in previsione alcune mostre sia sul territorio che all’estero, la partecipazione al circuito di Fotografia Europea 2015 con una mostra fotografica d’autore, la riedizione di Mi richordo anchora e la realizzazione del Catalogo generale ufficiale di Pietro Ghizzardi.

Parallelamente all’evento Pietro Ghizzardi. Inno alla terra verrà lanciato il nuovo sito internet www.pietroghizzardi.com, ricco di nuovi contenuti, immagini e materiali d’archivio, e i canali social dedicati all’autore.

Al termine dell’evento – completamente gratuito – verrà offerto ai partecipanti un aperitivo presso la Casa Museo Al Belvedere “Pietro Ghizzardi”, che sarà per l’occasione visitabile.




A scrivere ho davanti il mondo
Parole e immagini nell’opera di Pietro Ghizzardi

di Jacopo Canteri
a cura di Rizomi Art Brut

Introduzione di Nicoletta Sturloni


Glifo Edizioni, Palermo, 2014



A scrivere ho davanti il mondo. Parole e immagini nell'opera di Pietro Ghizzardi è uno studio sulla straordinaria opera letteraria di Pietro Ghizzardi, contadino della bassa reggiana che «ha dipinto e scritto per un istinto che gli era necessario, come il respiro». Un artista determinato che, senza alcuna formazione scolastica fu capace di creare una nuova, personale, ortografia, pur di esprimere la propria visione del mondo. Il volume ripercorre le tappe fondamentali dell’attività, in buona parte ancora inedita, di Ghizzardi come scrittore, non tralasciando di evidenziare i profondi legami esistenti fra la sua scrittura e la sua pittura.

[fonte: www.glifo.com]








Il tesoro d’Italia
La lunga avventura dell’arte

di Vittorio Sgarbi

Introduzione di Michele Ainis


Bompiani, Milano 2013




C'è un'Italia protetta e remota a Morano Calabro, a Vairano, a Rocca Cilento, a Vatolla, a Giungano, a Torchiara, a Perdifumo, incontaminati presidi del Cilento. Poi ci sono le apparizioni. Come gli affreschi di Sant'Angelo in Formis, come il duomo di Anagni con il quale si apre il racconto pittorico di questo libro, anche se i primi segnali della lingua nuova, diretta, espressiva, sapida, sono nella scultura, a partire da Wiligelmo a Modena in parallelo con i primi vagiti della lingua italiana. Quei confini nei quali sono ristretti a coltivare i campi, cacciati dal Paradiso terrestre, Adamo ed Eva. Poco più tardi vedremo altri contadini affaticati, di mese in mese, nel Battistero dell'Antelami a Parma. Soltanto a Ferrara il lavoro sembrerà riservare una imprevista felicità. Il Maestro dei Mesi trasmette il piacere che ha provato estraendo fanciulli dalla pietra. Siamo nel 1230, in largo anticipo sul ritrovamento della vita nella pittura, prima ancora che in Toscana, nel cuore della Valle Padana, a Cremona, con il racconto delle storie di Sant'Agata di un maestro anonimo; non sarà un caso che la nuova lingua toscana in pittura si espanda fino a Padova con Giotto nella Cappella degli Scrovegni, e di lì in tutto il Nord. Siamo in apertura del Trecento, e diventa lingua universale quella che ha iniziato a parlare Giotto, ponendosi davanti le energie dei corpi e la loro azione.

BIOGRAFIE | RELATORI

Jacopo Canteri è parmigiano ma vive e lavora da alcuni anni in Irlanda. A scrivere ho davanti il mondo è la sua prima pubblicazione.

Nicola Mazzeo è dottore di ricerca in sociologia dal 2008, si è occupato prevalentemente di aspetti di epistemologia delle scienze sociali. Insegna sociologia della religione presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna di Bologna dove ha approfondito l’associazione tra la creatività outsider art e religiosità non conformista. Studioso di outsider art è co-fondatore con Carolina Nizzoli del progetto Rizomi_art brut a Torino.

Gino Ruozzi è professore ordinario di Letteratura italiana nella Scuola di Lettere e Beni culturali dell'Università di Bologna. Dai primi anni Duemila è docente del Dottorato di ricerca in Civiltà dell'Umanesimo e del Rinascimento dell'Università di Firenze e del Dottorato di ricerca in Italianistica dell'Università di Bologna. I suoi studi sono in particolare rivolti alla tradizione italiana ed europea delle forme brevi: aforismi, pensieri, massime, epigrammi, favole, apologhi, bestiari, facezie, dal Medioevo al Novecento.

Vittorio Sgarbi
Tra i più preparati critici della storia dell’arte e grande divulgatore, è anche curator, saggista, politico, docente universitario e conduttore televisivo. Ogni sua iniziativa, ha il potere di catalizzare l’attenzione del grande pubblico al quale il critico ha la capacità di rivolgersi in modo diretto, semplice, ironico ed efficace.





PIETRO GHIZZARDI (1906 – 1986) | Cenni biografici

L’artista, ad oggi considerato uno dei massimi esponenti dell’Art Brut europea, nasce in un’umile famiglia contadina nel mantovano. Precocissima si manifesta la sua attitudine e passione per il disegno e la pittura, eseguiti con mezzi di fortuna, ricavati da processi quasi alchemici: i colori di Ghizzardi saranno sempre distillati dalla caligine, dall’erba medica, dalla terra, dal sangue.
Nel 1961 partecipa alla mostra d’arte ‘Città di Guastalla’ e una sua opera viene premiata con medaglia d’oro. Zavattini è tra i primi a riconoscerne il valore. Nel 1965 viene realizzato e distribuito in tutta Italia dalla Film Luce il documentario Pietro Ghizzardi. Pittore Contadino con la regia di Michele Gandin e lo splendido commento di Leonardo Sinisgalli.
Nel 1968 Ghizzardi alla mostra nazionale dei NaÏfs ‘Città di Luzzara’ riceve la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica. Nel 1969 Ghizzardi dipinge il ciclo d’affreschi di Casa Soliani-Pini (Villa Falugi) a Boretto, a cui nel 1983 la rivista FMR dedicherà un ampio reportage.
Nel 1975 Ghizzardi viene immortalato da Gianni Berengo Gardin, durante i sopralluoghi emiliani per Un paese vent’anni dopo.
Nel 1976 viene pubblicata da Einaudi nella collana degli Struzzi l’autobiografia dell’artista Mi richordo anchora, a cura di Giovanni Negri e Gustavo Marchesi con prefazione di Zavattini. Nel 1977 l’opera vince il Premio Letterario Viareggio. Nel 1979 RaiUno produce il documentario Mi richordo anchora. Conversazione con Pietro Ghizzardi per il ciclo Le memorie, gli anni, con la regia di Gian Vittorio Baldi, già produttore di Pasolini e Bresson.
Il 1980 vede la pubblicazione del secondo libro di Ghizzardi: A Lilla quatro pietre in mortalate, edizione Vanni Scheiwiller e la realizzazione del documentario Ballata di un paese di Walter Marti per la televisione svizzera .
Nel 1985 Mi richordo anchora viene adattato per il teatro dalla Compagnia del Collettivo del Teatro Due di Parma, con la regia di Gigi Dall’Aglio e l’interpretazione di Enzo Robutti, e va in tournée a Milano, Roma e Bologna. Il libro Mi richordo anchora è anche inciso su disco dall'Ariston: Ghizzardi legge brani della propria autobiografia, canta ed esegue musiche da lui composte con l’armonica a bocca. La curatela musicale è di Giancarlo Nalin.
Pietro Ghizzardi muore il 7 dicembre 1986 e viene trasportato al cimitero su un carro trainato da un cavallo.
Quell’anno, curati da Giovanni Negri, escono, per i Tipi Pivetti di Mirandola, due inediti letterari dell’artista dal titolo: giugliètta e romeo e il bambino di viareggio rapito in concomitanza con una grande antologica di inediti proposta prima a Mirandola e poi a Mantova, presso la Casa del Mantegna.

Hanno scritto di lui e per lui: Marzio Dall’Acqua, Raffaele De Grada, Mario De Micheli, Vittorio Erlindo, Anatole Jakowski, Renzo Margonari, Lando Orlich, Vittorio Sgarbi, Franco Solmi, Giancarlo Vigorelli, Cesare Zavattini. Le sue opere sono presenti in alcune importanti sedi museali internazionali (Musée d'Art Naïves de l'llê de France di Vicq, Musée Vieux Chateâu Laval di Parigi, Collection ABCD di Parigi, Musée International d'Art Naïf Anatole Jakowsky di Nizza in Francia, Sammlung Charlotte Zander in Germania e il Setagaya Art Museum di Tokyo in Giappone, Collection Arnulf Rainer di Vienna).


CASA MUSEO AL BELVEDERE "PIETRO GHIZZARDI"
ASSOCIAZIONE CULTURALE “PIETRO GHIZZARDI” – CENTRO DOCUMENTALE E ARCHIVIO STORICO


La Casa Museo Al Belvedere “Pietro Ghizzardi” è il luogo in cui Pietro Ghizzardi (1906-1986) – considerato tra i maggiori rappresentanti dell’Art Brut europea – visse gli ultimi vent’anni della propria esistenza. La Casa Museo Al Belvedere “Pietro Ghizzardi” nasce a Boretto (RE) nel 1992 su iniziativa di Nives Pecchini Ghizzardi, nipote dell’artista, ed ospita la più ampia collezione al mondo di opere dell’artista, che includono opere pittoriche, murales, sculture, incisioni, manoscritti delle opere letterarie e materiali d’archivio fotografico e video.
L’istituzione si spende per promuovere, valorizzare e conservare il patrimonio artistico di Ghizzardi e presiedere alla catalogazione e archiviazione delle opere dell’artista, in quanto unico ente autorizzato.
Dal 2012 l'Associazione Culturale Pietro Ghizzardi – Centro Documentale e Archivio Storico affianca la Casa Museo nell’adempiere, con la collaborazione di privati ed istituzioni, alla promozione e diffusione dell’opera del Mestro e degli studi e ricerche ad essa rivolti. L’Associazione si occupa anche del censimento e documentazione dell’opera ghizzardiana onde consentire il raggiungimento dei collezionisti e degli appassionati.
L’impegno profuso dalla Casa Museo e dall’Associaizone Ghizzardi ha portato le opere dell’artista a partecipare a numerose rassegne italiane ed internazionali tra cui: Surrealismo Padano. Da De Chirico a Foppiani 1915-1986, Piacenza (2002), Tête-à-tête, Nizza (2003), Pietro Ghizzardi - Rétrospective, Nizza (2004), Il Male. Esercizi di pittura crudele, Torino (2005), Arte, genio e follia, Siena (2009), Banditi dell’arte, Parigi (2012), Borderline. Artisti tra normalità e follia. Da Bosch a Dalì, dall’Art Brut a Basquiat, Ravenna (2013), I colori delle parole. Omaggio a Pietro Ghizzardi, Modena (2013), Homage to Henri Rousseau. The World of Naive painters and Outsiders, Tokyo (2013), Fuori Quadro, Bergamo (2013).