Pierre Soulages – XXI secolo

Roma - 01/03/2013 : 16/06/2013

Prima importante retrospettiva in Italia dedicata al più grande pittore francese vivente, mette in mostra un’ampia selezione di dipinti su tela e su carta creati a partire dal 2000.

Informazioni

  • Luogo: VILLA MEDICI - ACCADEMIA DI FRANCIA
  • Indirizzo: Viale Della Trinità Dei Monti 1 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 01/03/2013 - al 16/06/2013
  • Vernissage: 01/03/2013 ore 18
  • Autori: Pierre Soulages
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 10.45-13.00 | 14.00-19.00; chiuso il lunedì.
  • Biglietti: Biglietto d'entrata a Villa Medici Inclusa la visita guidata dei giardini 9€ (intero) - 7€ (ridotto) | i mercoledì visita all'appartamento del Cardinale 11€ (intero) - 9€ (ridotto) Solo per la mostra 6€ (intero) | 4,50€ (ridotto) | 3€ meno di 25 anni
  • Uffici stampa: STUDIO MARTINOTTI

Comunicato stampa

L'Accademia di Francia a Roma - Villa Medici presenta dal 2 marzo al 16 giugno 2013 la mostra Soulages XXI secolo. Prima importante retrospettiva in Italia dedicata al più grande pittore francese vivente, mette in mostra un’ampia selezione di dipinti su tela e su carta creati a partire dal 2000



La mostra dal titolo Soulages XXI secolo, realizzata dall’Accademia di Francia a Roma - Villa Medici con il Musée des Beaux-Arts di Lione, evidenzia come questo maestro, ritenuto il maggior rappresentante dell'astrattismo francese e riconosciuto internazionalmente dalla fine degli anni ’40 in poi, sia oggi un artista pienamente "contemporaneo". A più di 92 anni, infatti, egli continua ad indagare in profondità le possibilità della pittura astratta, esplorandone le nuove vie con una concezione dell'arte meticolosa che lo ha forgiato sin dall'inizio della sua attività.

Dalle pitture a catrame su vetro datate 1948 - una delle quali sarà presente in mostra come riferimento storico - Soulages dimostra che la pittura, ancor più del colore, può essere il modo per valorizzare luce e spazio.
Non a caso negli anni '50 ha mantenuto un dialogo fecondo e amichevole con artisti come Mark Rothko e Lucio Fontana. A partire dal periodo degli outrenoirs iniziato nel 1979 (oltreneri, ovvero l'idea di utilizzare il nero per rivelare e organizzare la luce), Soulages presenta ogni sfumatura di colore e tutta la luce attraverso le sole risorse del nero, diffuse su tutta la tela, ma diversificate dagli effetti della superficie. Tra il 1999 e il 2000, dopo alcuni anni di interruzione, riprende a dipingere su tela, adottando una nuova tecnica caratterizzata dall’apertura alle sperimentazioni più svariate. Nella volontà di affermare quello che fino allora esisteva solo marginalmente, crea una serie di opere su cui lavorerà per dieci anni: dipinti con presenze di bianco, sovrapposizioni di superfici lisce e in rilievo, dipinti con segni isolati e moltiplicati, pitture con collage, pitture basate sulle diverse tonalità di nero. L'opera di Soulages è presente nelle mostre e nelle collezioni dei più importanti musei del mondo e il suo lavoro lo ha consacrato come il più grande artista francese contemporaneo. È del 2009 l'importante retrospettiva che gli ha dedicato il Centre Pompidou di Parigi esposta poi al Museo Ciudad de Mexico e al Martin Gropius Bau di Berlino (2010).

La mostra Soulages XXI secolo, in programma a Villa Medici dal 2 marzo al 16 giugno 2013, si concentra sugli sviluppi più recenti del suo lavoro presentando una grande raccolta di opere selezionate, insieme all'artista, dai due commissari Éric de Chassey, direttore dell’Accademia di Francia a Roma - Villa Medici e Sylvie Ramond, conservatrice responsabile del patrimonio artistico, e direttore del Musée des Beaux-Arts di Lione.

Scrive Éric De Chassey nel testo del catalogo: Si è presa l’abitudine di considerare Pierre Soulages come uno degli ultimi “grandi artisti classici”. È vero che la sua pittura è occasionalmente caratterizzata dall’equilibrio, dall’armonia e da una forma di perfezione che producono in colui che la guarda un sentimento di serenità e di pienezza, sentimento che è la cifra del classicismo, se non di un certo atticismo. [...] Prosegue: Né il classicismo né il legame a una certa tradizione sono stati in Soulages un obiettivo deliberatamente perseguito, ma sono il risultato, da una parte, del fatto che la sua opera si sviluppa ormai da decenni e che dunque ha finito per sembrarci storica e, dall’altra, di momenti di risoluzione che, a ben guardare, sono soltanto momenti provvisori, subito disfatti e rilanciati. Questo perché Pierre Soulages è un artista modernista. Lo era all’inizio del suo lavoro, nell’immediato dopoguerra, quando il modernismo era il progetto dominante nel mondo dell’arte. Lo è ancora oggi, quando molti sostengono che obbediamo alla “condizione postmoderna”. E conclude così: La pittura recente di Pierre Soulages non si è addormentata nel riposo della padronanza, ma continua a frequentare i territori della sperimentazione. Nulla vi è guadagnato una volta per tutte. Ogni pittura è una nuova esperienza. Ogni esperienza di ogni quadro, soprattutto, è un’esperienza ogni volta nuova. […] Se si pensa che l’arte intrattenga con la realtà una relazione di modellizzazione, che l’arte astratta non prenda a modello la realtà esterna ma, al contrario, che modellizzi come in precipitato i nostri rapporti col mondo, che ne proponga e ne configuri delle nuove disposizioni che possiamo in seguito trasportare nella nostra vita di tutti i giorni, c’è veramente bisogno di dire fino a che punto l’arte di Pierre Soulages continui oggi a esserci necessaria?


Pierre Soulages, nasce nel 1919, a Rodez nell'Aveyron, regione del Sud della Francia e inizia a dipingere molto giovane.
A 18 anni si reca a Parigi dove viene affascinato dal mondo dell'arte di quel periodo e soprattutto da artisti come Pablo Picasso e Paul Cézanne. A seguire frequenta a Montpellier l'École National Superior des Beaux-Arts dove conosce anche l'artista Sonia Delaunay.
Subito dopo la guerra a partire dal 1946 è già un artista noto, infatti dopo essersi stabilito nell'allora periferia parigina, in Rue Schoelcher, dove ha il suo atelier, si fa conoscere e apprezzare grazie alle sue tele - cupe e con una forte vocazione all'astrattismo - in cui il nero è dominante.
Nel 1947 i suoi quadri sono esposti al pubblico per la prima volta nel Salon des Surindépendants.
Tra il 1948 e il 1950 espone con successo a Parigi, a Londra, a New York e a Washington, come a Rio de Janeiro, essendo il più giovane di un gruppo di artisti composto dai primi maestri dell'arte astratta.
A partire dal 1960 iniziano le sue prime importanti mostre retrospettive nei musei di Hannover, Essen e Zurigo e ancora proseguono negli anni a seguire importanti mostre al Centre Pompidou (Paris - New York).
È del 1979 la sua creazione di una prima pittura interamente fondata sul ricoprimento integrale della tela con il nero, che riflette, "trasmuta" la luce a seconda dello stato della superficie.
Questo lavoro inaugura il periodo che l'artista definirà nel 1990 dell'outrenoir, e che non si tratta di un semplice fenomeno ottico, ma di una complessa ricerca d'arte.
A seguire importanti commissioni come quella delle 104 vetrate della Chiesa Abbaziale di Conques, nell'Aveyron, e ancora proseguono le mostre in tutta Europa, pubblicazioni e retrospettive che accreditano sempre di più il lavoro e l'opera del grande artista.
Nel 1979 al Centre Pompidou l'importante retrospettiva Soulages, peintures récentes, curata da Alfred Pacquement e Pierre Encrevé che raccoglie più di 500.000 visitatori.

Oggi Soulages XXI secolo, mostra realizzata dall’Accademia di Francia a Roma - Villa Medici con il Musée des Beaux-Arts di Lione, in programma a Villa Medici dal 2 marzo al 16 giugno 2013.

Soulages XXI secolo rappresenta la più importante retrospettiva in Italia dedicata all'artista, che mette in mostra un’ampia selezione di dipinti su tela e su carta creati a partire dal 2000.