Pierpaolo Curti / Simone Ponzi – Metafisiche del paesaggio
Un confronto tra i due artisti sul tema del paesaggio come spazio del nostro abitare.
Comunicato stampa
La pratica pittorica di Pierpaolo Curti si sviluppa attorno a una dimensione dichiaratamente metafisica, nella quale l’immagine non si limita a rappresentare il reale, ma si configura come un vero e proprio dispositivo simbolico capace di attivare un’esperienza nello sguardo di chi osserva. Attraverso valichi, territori di confine, ponti, cieli stellati e paesaggi sospesi, Curti costruisce spazi che sembrano sottrarsi a una precisa collocazione geografica e temporale, invitando lo spettatore a interrogarsi sul senso del proprio abitare e della propria esperienza nel mondo.
Di segno diverso, ma in dialogo profondo, è il lavoro di Simone Ponzi. I suoi paesaggi, definiti “terre sospese” per il loro carattere incerto e straniante, si presentano come brandelli di terra dai toni verdi, ocra e neri che sembrano fluttuare sulla tela ruvida, affiorando da un mondo aspro, desolato e inospitale. In queste immagini essenziali e rarefatte, la natura si fa metafora dell’esistenza e del tempo interiore, diventando lo spazio simbolico in cui l’essere umano è chiamato a interrogarsi sulle grandi domande dell’esistere: da dove vengo? chi sono? verso dove vado?
La mostra invita il visitatore a sostare in questi paesaggi interiori, lasciandosi interrogare da immagini che non offrono risposte immediate, ma aprono spazi di riflessione e di ascolto.
Si ringrazia L'ARIETE artecontemporanea, Bologna