Piero Gilardi – Dall’arte alla vita
Comunicato stampa
Venerdì 30 ottobre 2026 il PAV Parco Arte Vivente presenta la mostra Dall'arte alla vita, a cura di Marco Scotini, dedicata a un periodo cruciale dell'attività di Piero Gilardi (Torino, 1942-2023) connotato dall'abbandono del campo artistico tradizionale e dalla fuoriuscita nel sociale. L’esposizione rappresenta la seconda tappa del ciclo di mostre monografiche che il PAV dedica alla figura del suo artista fondatore, avviato con Car Crash. Piero Gilardi e l'arte povera (2023). Se la prima mostra approfondiva gli esordi e il rapporto originario di Gilardi con il movimento dell'Arte Povera negli anni Sessanta, Dall'arte alla vita ripercorre una traiettoria che, a partire dagli anni Settanta e Ottanta, arriva fino alle produzioni degli anni Duemila, documentando il decisivo passaggio dalla produzione oggettuale verso forme radicali di coinvolgimento sociale, cura collettiva ed emancipazione politica.
La mostra attraversa una stagione densa e complessa caratterizzata dal definitivo abbandono da parte di Gilardi dell'opera d'arte intesa come bene di consumo per dedicarsi all'animazione artistica nei movimenti di base, nelle istituzioni totali e nelle piazze. Fin dall'inizio di questo percorso emerge la sua intuizione fondante — "l'arte entra nella vita" — e la volontà di creare dispositivi partecipativi capaci di abbattere le barriere sociali e istituzionali. Ne emerge l’instancabile impegno dell'artista nel mettere il linguaggio plastico e performativo al servizio delle persone e delle comunità, passando da inventore di forme a facilitatore creativo di processi collettivi. Un pensiero radicale e analitico che sceglie lo spazio pubblico e la strada come luoghi d'azione privilegiati, preannunciando le pratiche artistiche partecipative e socialmente impegnate di oggi.
Il percorso espositivo si articola proponendo sia i nuclei storici originari sia gli sviluppi più recenti della ricerca di Gilardi: le esperienze pionieristiche condotte dal 1974 nei centri e consultori torinesi, dove il disegno e la scultura si fanno strumenti di dialogo e integrazione terapeutica; la nascita dell'atelier d'incontro del quartiere Aurora a Torino e l'esperienza del carnevale di quartiere, rito estetico e sociale culminato nel 1980 in una grande parata-spettacolo per una riappropriazione condivisa dello spazio pubblico; la produzione grafica e scultorea sviluppata in seno al Collettivo La Comune e la creazione dei celebri manufatti, sculture e costumi d'agit-prop espressamente realizzati per le manifestazioni storiche del Primo Maggio torinese, dai cortei operai Fiat e Teksid fino alle parate degli anni Duemila. La presenza di questi ultimi lavori testimonia la straordinaria continuità del metodo di Gilardi, dimostrando come la maschera e la satira costituiscano una matrice linguistica permanente capace di riattivarsi di volta in volta al servizio delle istanze civili e sociali contemporanee.
La mostra Dall'arte alla vita racconta la maturità politica ed estetica di Piero Gilardi con l’intento di andare alla radice del suo operato e sollevare le questioni fondanti della sua pratica che hanno condotto, nel 2008, alla fondazione del PAV Parco Arte Vivente: il centro sperimentale che oggi interpreta il rapporto tra arte, natura e società come "il progetto di una vita", uno spazio permanente di sperimentazione e partecipazione collettiva.
L'apertura di Gilardi verso un'arte pensata per trasformare la società trova una speciale continuità nel parco del PAV dove, in occasione dell'inaugurazione della mostra, viene presentata l'installazione Louise dell'artista francese Marie Denis, realizzata in collaborazione con la Galleria Alberta Pane. L'opera si inserisce nel percorso all'aperto integrando la materia vegetale e la dimensione paesaggistica in un dialogo poetico che riafferma il legame tra gesto artistico, ecosistema e fruizione pubblica.
La mostra è in collaborazione con la Fondazione Centro Studi Piero Gilardi.
PIERO GILARDI. Dall'arte alla vita è realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT, della Regione Piemonte.