Pier Paolo Calzolari – Sur l’aile du tourbillon intelligent

Milano - 18/04/2013 : 25/05/2013

La mostra dal titolo baudelairiano ripercorre la vicenda dell'artista bolognese dalla metà degli anni '70 fino al 2010 con un'importante selezione di opere.

Informazioni

Comunicato stampa

Giovedì 18 aprile 2013 Repetto Projects inaugura nella sede di via Senato 24 a Milano, la mostra "Pier Paolo Calzolari. Sur l'aile du tourbillon intelligent" con la presenza dell'artista.

La mostra dal titolo baudelairiano ripercorre la vicenda dell'artista bolognese dalla metà degli anni 70 fino al 2010 con un'importante selezione di opere:
profondo e raffinato interprete della poetica del sublime - più nella sua accezione barocca che non quella romantica, come teatralità, sperimentazione, meraviglia - Pier Paolo Calzolari ha sempre giocato con la forza degli elementi

Il sublime che ci racconta Calzolari nelle sue opere è la ricerca e l’individuazione di una forma libera, aperta, ininterrotta; un luogo in perpetuo movimento che ingloba intorno a sé le presenze immaginarie o concrete di uno spazio imprevedibile, rischioso, illimitato.

Calzolari esordisce con opere pittoriche di tipo tradizionale, abbandonate già nel 1967 per dedicarsi ad un’espressività nuova, legata prevalentemente a materiali non artistici. Le sue opere vengono create con materiali di diverso genere, utilizzando sia elementi organici e naturali sia prodotti industriali ed oggetti quotidiani. A differenza di altri artisti dell’Arte Povera, la poetica di Calzolari si caratterizza per il lirismo e per il forte potere evocativo delle sue opere, che spesso, come sottolineano a volte i titoli, rimandano all’architettura, alla letteratura e alla storia dell’arte. Attratto dai processi di trasformazione e dal mutamento fisico dei materiali, le sue opere creano relazioni inaspettate tra oggetti ed elementi primari, come l’acqua e il fuoco, suggerendo situazioni emozionali e stati mentali. L’artista inserisce scritte, introduce il sonoro e sfrutta le componenti tattili ed olfattive dei materiali impiegati, coinvolgendo una molteplicità di sensi. Nella seconda metà degli anni sessanta, attraverso un elementare sistema di raffreddamento, ricopre con una patina di ghiaccio composizioni metalliche ed oggetti d’uso quotidiano ottenendo un colore puro ed essenziale, fortemente suggestivo. Dagli anni settanta in poi, sviluppa il tema del monocromo attraverso l’impiego di materiali non pittorici (oro, piombo, sale, stagno, cera) utilizzati come colore su tela e cartoni o direttamente sulla parete, supporti su cui spesso applica oggetti quotidiani.