Petits bijoux è una mostra collettiva in cui si presenta il lavoro di maestri storicizzati ma anche di artisti consolidati e giovani emergenti per documentare e proporre, attraverso le opere, diversi luoghi espressivi, generazionali e, non da ultimo, geografici.

Comunicato stampa

Babylon Gallery, Petits bijoux: un nome, un titolo; una galleria, una mostra; ma soprattutto un modo chiaro per esprimere un concept che si basa sull’idea di molteplicità. Molteplicità dei linguaggi, quindi delle proposte e delle generazioni che se ne fanno portatrici, che nel restituire uno scenario programmaticamente ampio e variegato, si apre allo sguardo libero e attento alle diverse voci del presente di collezionisti e appassionati


Petits bijoux è una mostra collettiva in cui si presenta il lavoro di maestri storicizzati ma anche di artisti consolidati e giovani emergenti per documentare e proporre, attraverso le opere, diversi luoghi espressivi, generazionali e, non da ultimo, geografici.
“Apriamo la Babylon Gallery – ha spiegato Bruno Calice cofondatore, con Luca Treggia, della nuova galleria romana – perché intendiamo indagare nella caleidoscopica situazione dell’arte, senza pregiudizi, per scegliere, proporre e promuovere artisti e linee di ricerca anche molto distanti tra loro e restituire uno spaccato verosimile della situazione presente con tutte le sue apparenti, ma di fatto necessarie, contraddizioni. Per raggiungere questo obiettivo – prosegue il gallerista - ci affidiamo a consulenti e curatori con punti di vista volutamente contrastanti proprio per favorire momenti di confronto anche generazionale non soltanto con mostre personali e collettive ma anche con incontri e dibattiti”.
In perfetta sintonia con quello di Calice è il pensiero di Luca Treggia, professione architetto, che con l’arte e il collezionismo ha da sempre un feeling particolare ereditato dalla famiglia: “Ci interessa promuovere l’idea di una galleria attiva non solo sul piano del mercato ma anche su quello delle idee che veicoleremo con tutti gli strumenti che il nostro tempo ci mette a disposizione. E’ per questo che, tra le altre cose, stiamo studiando anche operazioni editoriali mirate a supportare il lavoro dei nostri artisti con pubblicazioni che concepiremo per cercare di svecchiare anche il concetto di catalogo in senso tradizionale”.