Pensieri Preziosi 9

Padova - 29/11/2013 : 23/02/2014

Gioielleria contemporanea australiana. IX edizione della mostra con un confronto tra materiali poveri, oro e inconsuete tecniche artigianali.

Informazioni

  • Luogo: ORATORIO DI SAN ROCCO
  • Indirizzo: Via Santa Lucia - Padova - Veneto
  • Quando: dal 29/11/2013 - al 23/02/2014
  • Vernissage: 29/11/2013 ore 18,30
  • Curatori: Mirella Cisotto Nalon
  • Generi: design, arti decorative e industriali
  • Orari: 9.30-12.30 e 15.30-19, lunedi' chiuso
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

a cura di Mirella Cisotto Nalon, testi di Luisa Bazzanella, Mirella Cisotto Nalon, Alessandra Possamai, Alessandra Zabbeo

Con la IX edizione della mostra "Pensieri Preziosi" che inaugura venerdì 29 novembre 2013 alle ore 18.30 all'Oratorio di San Rocco, Padova si conferma avamposto del gioiello contemporaneo, nel segno della continuità con la tradizione che la vede antesignana nella creazione e nella valorizzazione dell'oreficeria. Organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Padova all'interno del format Ram Ricerche artistiche metropolitane, l'esposizione propone quest'anno 8 artisti provenienti dalla Scuola australiana della RMIT University di Melbourne



"L’obiettivo della rassegna Pensieri Preziosi - ricorda l’Assessore alla Cultura Andrea Colasio - è quello di far conoscere l’evoluzione e lo sviluppo dell’oreficeria artistica contemporanea, presentando le più importanti scuole orafe di ricerca a livello internazionale, e ponendo a confronto artisti provenienti da Paesi e culture diverse. Quest’anno siamo onorati di ospitare artisti formatisi nella più grande e importante Università di design del continente australiano".

L’esposizione permetterà di ammirare le opere create dal prof. Robert Baines - capo scuola - assieme a Nicholas Bastin, Simon Cottrell, Kirsten Haydon, Linda Hughes, Christopher Milbourne, Nicole Polentas e Katherine Wheeler: in mostra circa 150 opere che consentiranno al pubblico di apprezzare lo stile dell'oreficeria di ricerca australiana, formatosi attorno alla Scuola di Melbourne, il centro più avanzato nel nuovo continente degli studi di questo particolare settore artistico.

Materiali poveri, accanto alla preziosità dell'oro e a originali e inconsuete tecniche lavorative, che uniscono tradizione a innovazione, costituiscono le opere, appositamente selezionate per l'esposizione, pezzi per lo più di tipo concettuale, tesi a esprimere il pensiero, il sentire, la riflessione artistica non priva di una certa ironia, propri di ogni singolo artista.

Per Robert Baines il gioiello è portatore di cultura, di pensiero, di memoria storica collettiva e personale, è un media che esplora e riflette le vie della tradizione e dell'innovazione, condite da eleganza, raffinatezza esecutiva, una certo umorismo, metafora e gioco.

Da questi principi, sposati da quasi tutti gli allievi, i vari artisti hanno dato, a loro volta, vita a singolari interpretazioni, rielaborazioni dagli esiti diversi ma accomunati dall’idea che il gioiello è un mezzo di comunicazione e di espressione, strettamente legato a un territorio, a una storia, a un ricordo.

Tale processo concettuale conduce spesso a interpretazioni che si svolgono quali veri e propri racconti, storie reali o surreali di cui le opere sono protagoniste all'interno di un'attenta e consapevole operazione di ricerca e progettualità.

Mentre Nicholas Bastin ama creare oggetti totalmente "inventati", gioielli ideali e immaginifici che sembrano appartenere a personaggi irreali, fantastici, al di fuori del tempo storico, Simon Cottrell nella sua ricerca estetica esprime, tra sogno e ragione, un processo creativo incentrato su esperienze personali e sensoriali, mediando sempre il rapporto con il corpo e sperimentando una vasta gamma di materiali.

Kirsten Haydon collega i suoi gioielli al concetto semplice ma insieme complesso di "souvenir" dando particolare voce alla forte personale esperienza vissuta nel territorio antartico.

Linda Huges fa della geometria, ispirata dalla quotidianità e cogliendo a pretesto di questa le più banali indicazioni stradali, il proprio linguaggio e, attraverso l'utilizzo di colori netti e linee precise; attribuisce al gioiello, con il semplice atto di sceglierlo e indossarlo, la capacità di far cambiare ad una persona l’atteggiamento verso se stessa, gli ali e il mondo.

Le opere di Christopher Milbourne germogliano da ricordi impressi profondamente nella memoria; mini sculture intricate che oscillano tra astrazione e rappresentazione ed evocano rovine moderne, strutture architettoniche avveniristiche o lontane nel tempo.

Nicole Polentas riporta invece nei suoi gioielli le origini famigliari dando spazio alla citazione di opere dell’antica arte cretese, rimarcando ancora una volta il comune denominatore della scuola orafa australiana che sottolinea l’interconnessione tra cultura, identità e senso di appartenenza ad un territorio.

Il lavoro di Katherine Wheeler infine è fortemente influenzato dalla vita marina. L'artista crea principalmente gioielli sculture, che combinano materiali come argento sottile, porcellana, carta e filo. Le opere ed i materiali sono spesso 'mimetizzati' da vernice bianca, per creare inedite forme antropomorfe.