Patricia Mearini – Apochrome

Informazioni Evento

Luogo
BLUE GALLERY 
Dorsoduro, 3061, Venezia, VE, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Orari apertura mostra: 10-13 / 15 – 19
Per appuntamento: 347 70 30 568

Vernissage
31/01/2026

ore 18

Artisti
Patricia Mearini
Curatori
Silvio Pasqualini
Generi
arte contemporanea, personale

Apochrome, una mostra di Patricia Mearini che segna un momento inedito nella programmazione dello spazio. Un progetto che affronta apertamente una delle questioni più radicali e rimosse del nostro presente: la possibilità dell’Apocalisse e, in particolare, lo spettro della distruzione atomica.

Comunicato stampa

Dal 31 gennaio al 1 marzo 2026 la Blue Gallery presenta Apochrome, una mostra di Patricia Mearini che segna un momento inedito nella programmazione dello spazio. Un progetto che affronta apertamente una delle questioni più radicali e rimosse del nostro presente: la possibilità dell’Apocalisse e, in particolare, lo spettro della distruzione atomica.
La mostra nasce da una riflessione urgente sullo stato della società contemporanea, apparentemente distratta, immersa in una quotidianità fatta di consumo, intrattenimento e rimozione del rischio. In questo scenario, la guerra atomica appare come una minaccia silenziosa, capace di colpire indistintamente, e proprio per questo bisognosa di essere riportata al centro dello sguardo.
Apochrome non è un progetto didascalico né militante in senso stretto. È, prima di tutto, un’operazione estetica che si innesta su una tradizione precisa: quella della Pop Art, e in particolare sull’eredità di Andy Warhol e della sua idea di ripetizione come strumento di lettura della realtà. Warhol sosteneva che gli eventi diventano davvero comprensibili solo quando si ripetono, quando si trasformano in immagini iconiche, consumabili, condivise.
Seguendo questa linea, Patricia Mearini realizza sette immagini di bombe atomiche, ispirate agli ordigni sganciati su Hiroshima e Nagasaki: immagini ormai entrate nell’immaginario collettivo, quasi “accademiche”, che l’artista estrapola, filtra e rielabora attraverso il colore, trasformandole in icone contemporanee. La bomba diventa così una Marilyn, un Mao, una Campbell Soup: un’immagine seriale, potente, disturbante, resa oggetto di consumo visivo.
Le opere non sono serigrafie, ma stampe fotografiche, declinate in diverse tonalità cromatiche, basate sull’uso dei colori primari e di forti contrasti. Il colore, in Apochrome, non è decorazione ma detonatore emotivo. L’Apocalisse non può essere monocroma: coinvolge tutti i sensi, genera reazioni molteplici, chiama in causa la percezione e la coscienza di chi guarda.

La ripetizione diventa il vero dispositivo concettuale della mostra: ripetizione dell’immagine, del gesto, del segno. Una lezione che attraversa non solo la storia dell’arte, ma anche quella della musica, da Bach fino alle strutture minimaliste contemporanee. Qui, la reiterazione non anestetizza: al contrario, amplifica il messaggio, lo rende ineludibile.
Con Apochrome, la Blue Gallery si trasforma in una vera e propria scena teatrale: sette bombe, sette colori, sette possibilità di reazione. Una provocazione che è anche una suggestione. La vetrina diventa un richiamo, un “attenzione!” rivolto ai passanti, un urlo silenzioso che interrompe il flusso distratto della città, come una sirena o come L’urlo di Munch esposto sulla strada.
L’obiettivo della mostra è chiaro: sensibilizzare, risvegliare, generare consapevolezza. L’opera viene “gettata” davanti allo spettatore, che è chiamato a scegliere se restare passivo o interrogarsi, se accettare l’oblio o immaginare una possibilità di salvezza.
In questo senso, Apochrome riafferma una visione dell’arte come strumento di realtà: un’arte che osserva, denuncia, anticipa. Un’arte di trincea, capace di puntare il mirino sul presente. Perché, come suggerisce la mostra, il futuro dell’arte – e forse del mondo – dipende da ciò che l’uomo sarà disposto a meritare
Contatti Stampa CRISTINA GATTI PRESS & PR | [email protected] | mob.338 6950929

Cartella Stampa : Cartella Stampa

NOTE PER I REDATTORI
BIO

Patricia Mearini nasce ad Arezzo nel 1975 ed è un’artista e scrittrice dallo spirito nomade.
La sua ricerca intreccia parola, immagine e materia come strumenti di memoria e denuncia,
dando forma a ciò che viene escluso, silenziato o normalizzato.

Nel 2017 presenta a Milano, presso Galleria Statuto 13, la mostra personale “Animali
addomesticati”, un progetto in cui realizza opere di forte impatto visivo e concettuale,
affrontando temi legati al controllo, alla violenza e alla costruzione dell’identità. In questo
contesto si colloca anche una forte interpretazione della sua opera ALZHEIMER.
Nel marzo 2025 partecipa alla collettiva “Sfumature femminili” a Genova, presentando opere
di forte identità come LILITH, dedicata alla ribellione e al non allineamento ai sistemi che
impongono uniformità, e SAIU, un lavoro sospeso sulla solitudine umana nel contesto
Giapponese.

Nel maggio 2025 tiene a Castiglion Fiorentino la mostra personale “Geografia al femminile”,
un percorso che attraversa storia, mito e presente, in cui il femminile diventa spazio di
esperienza, memoria e relazione.

WEBSITE www.patriciam.it

INSTAGRAM @patricia.mearini

BLUE GALLERY
Minuscola e orgogliosamente indipendente è situata tra Campo Santa Margherita e il Ponte dei Pugni a Venezia, si impegna a promuovere artisti basandosi esclusivamente sull'apprezzamento artistico e sul rispetto personale, respingendo le pratiche espositive convenzionali. Il direttore Silvio Pasqualini, Maestro d'arte e pittore, intende creare un cenacolo artistico ideale e reale, dove gli artisti possano esprimersi liberamente. Il blu avio, colore distintivo di questo spazio, ispira sensazioni di benessere e creatività, come trovarsi tra cielo e mare
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