Patricia Glee Smith – Di me stessa a me stessa

Roma - 21/10/2011 : 30/11/2011

L’opera pittorica di Patricia Glee Smith non risponde a dettati predeterminati dagli eventi urgenti dell’arte contemporanea – come ella stessa scrive in catalogo: «le mie opere sono testimonianze di me stessa a me stessa. Riflettono la mia insofferenza per lo shocking, l’urlato, la sguaiataggine, la banalità, il provvisorio, il consumismo, incluso quello delle idee».

Informazioni

  • Luogo: IL POLITTICO
  • Indirizzo: Via Dei Banchi Vecchi 135 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 21/10/2011 - al 30/11/2011
  • Vernissage: 21/10/2011 ore 18
  • Autori: Patricia Glee Smith
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal lunedì al sabato, dalle ore 16:00 alle ore 20:00; la mattina e il giovedì solo su appuntamento.
  • Catalogo: Testi di: Arnaldo Romani Brizzi, Patricia Glee Smith

Comunicato stampa

Il Polittico presenta presso la propria galleria la prima mostra personale a Roma di Patricia Glee Smith.

Nata a Savanna, Illinois, negli Stati Uniti d’America, Patricia Glee Smith vive in Italia, a Otricoli (Terni)

La sua carriera è connotata da una curiosità creativa che l’ha portata a numerose e affascinanti esperienze: ha illustrato libri vari, tra i quali due volumi per l’University of Chicago Press dedicati alla cucina (nell’antica Roma e in epoca medievale); ha disegnato per anni per il settimanale letterario e di costume The New Yorker; ha seguito come artista da campo (responsabile della riproduzione disegnata degli oggetti rinvenuti) spedizioni archeologiche in Italia, Turchia, Yemen e Tibet, spedizioni condotte dalle Università di Roma, Vienna, Toronto, Heidelberg, dall’ISMEO e dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma; dal 1976, inoltre, collabora con il Museo Nazionale di Arte Orientale di Roma con disegni e dipinti per manifesti, mostre e pubblicazioni.

L’opera pittorica di Patricia Glee Smith non risponde a dettati predeterminati dagli eventi urgenti dell’arte contemporanea – come ella stessa scrive in catalogo: «le mie opere sono testimonianze di me stessa a me stessa. Riflettono la mia insofferenza per lo shocking, l’urlato, la sguaiataggine, la banalità, il provvisorio, il consumismo, incluso quello delle idee». E scrive, inoltre e sempre in catalogo, Arnaldo Romani Brizzi: «Glee Smith procede all’interno di un genere preciso e di tradizione, così come anche cristallizzato nell’opera di artisti maiuscoli che hanno saputo portare la pittura realistica a vette di racconto sospeso e metafisico».

La mostra è accompagnata dal centosessantottesimo catalogo delle Edizioni Il Polittico, il numero centodiciassette della collana «Gli allegri inventori».