Parole visive

Roma - 17/11/2015 : 04/12/2015

L’evento è il quarto ed ultimo appuntamento di Spazio Aperto 2015 ciclo di mostre in cui l’associazione culturale Fuori Centro invita gallerie e critici a realizzare un evento che testimoni i percorsi e gli obiettivi che si vanno elaborando nei multiformi ambiti delle esperienze legate alla sperimentazione.

Informazioni

  • Luogo: STUDIO ARTE FUORI CENTRO
  • Indirizzo: Via Ercole Bombelli 22 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 17/11/2015 - al 04/12/2015
  • Vernissage: 17/11/2015 ore 18
  • Curatori: Laura Turco Liveri
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.

Comunicato stampa

Martedì 17 novembre 2015 alle ore 18,00 a Roma presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22, si inaugura la mostra Parole visive a cura di Laura Turco Liveri.
L’esposizione rimarrà aperta fino al 4 dicembre, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.
L’evento è il quarto ed ultimo appuntamento di Spazio Aperto 2015 ciclo di mostre in cui l’associazione culturale Fuori Centro invita gallerie e critici a realizzare un evento che testimoni i percorsi e gli obiettivi che si vanno elaborando nei multiformi ambiti delle esperienze legate alla sperimentazione


La mostra presenta sei artisti: Giuliano Mammoli, Rita Mele, Teresa Pollidori, Luciano Puzzo, Alba Savoi e Ilia Tufano, che si confrontano sulla specifica peculiarità di inserire nelle proprie opere parole, lettere numeri. Elementi che vengono proposti a volte nella loro accezione strettamente estetica, altre in cui la forma ed il significato si fondono in un tutt'uno espressivo. Eppure, tutte le opere, accomunate da una grande portata emotiva, comunicano una forte, consapevole e decisa volontà alla vita e al cambiamento, urgente e drammaticamente necessario per Puzzo, connaturato all'indole poetica e appassionata nella Mele, studiato biunivocamente tra passato e presente nella decrittazione scritturale della Savoi, sofferto e analizzato nell'affabulazione di Mammoli, lucidamente denunciato nelle lavoratissime sovrapposizioni visive della Pollidori e ineluttabile nelle onde di parole che compongono le correnti ipnotiche dell'infinita litania della Tufano.