Paolo Pellegrin – Confini di umanità

Milano - 07/11/2019 : 01/12/2019

60 fotografie realizzate in Algeria, Egitto, Kurdistan, Palestina, Iraq, Usa, che sviluppano, spesso per sottrazione e opposizione, il tema dell’impervio percorso della convivenza oggi, conducendoci lungo i “confini dell’umanità”, documentando lo sforzo continuo necessario per convivere.

Informazioni

Comunicato stampa

Triennale Milano presenta dal 8 novembre al 1 dicembre 2019 la mostra Paolo Pellegrin - Confini di umanità, organizzata con Bookcity Milano, Pistoia - Dialoghi sull’uomo, Fondazione CRPT.

L’esposizione, curata da Annalisa D’Angelo, realizzata per la X edizione del festival Pistoia - Dialoghi sull’uomo, arriva in Triennale in occasione di Bookcity Milano. 60 fotografie realizzate in Algeria, Egitto, Kurdistan, Palestina, Iraq, Usa, che sviluppano, spesso per sottrazione e opposizione, il tema dell’impervio percorso della convivenza oggi, conducendoci lungo i “confini dell’umanità”, documentando lo sforzo continuo necessario per convivere



Completa l’esposizione un montaggio di video realizzati da Paolo Pellegrin in America sulle linee razziali che ancora dividono gli Stati Uniti, confini invisibili ma ancor più insormontabili di quelli fisici.

“Ci sono due modi di comunicare: c’è un tipo di fotografia che si rivela completamente, è un’immagine che parla, dice cose forti e chiare, è molto leggibile, ma è un’indagine finita, è la versione dei fatti del fotografo” dichiara Pellegrin. “L’altra, quella che mi interessa di più, è una fotografia non finita, dove chi guarda ha la possibilità di cominciare un proprio dialogo. È un invito: io ti porto in una direzione, ma il resto del viaggio lo fai tu”.

Paolo Pellegrin è nato a Roma nel 1964 e vive a Londra. Dopo aver studiato Architettura, il suo interesse si focalizza sulla fotografia e decide di iscriversi all’Istituto Italiano di Fotografia di Roma. Dopo dieci anni all'Agence Vu, entra a far parte di Magnum Photos come nominee nel 2001, diventando membro a pieno titolo nel 2005. Ha lavorato a contratto per Newsweek per dieci anni. Nella sua carriera ha ricevuto molteplici riconoscimenti internazionali: dieci World Press Photo; numerosi Photographers of the Year Awards; una Leica Medal of Excellence; un Olivier Rebbot Award; l’Hansel-Meith Preis e il Robert Capa Gold Medal Award. Nel 2006 gli viene riconosciuto il W. Eugene Smith Grant in Humanistic Photography. Le sue foto sono state esposte in numerosi musei e gallerie tra cui: La Maison Européenne de La Photographie; Rencontres d'Arles; San Francisco Museum of Modern Art; Triennale Milano; Padiglione di Arte Contemporanea (PAC); Royal Museums of Fine Arts of Belgium; Corcoran Gallery of Art; MAXXI; Aperture Foundation Gallery; Foam Fotografiemuseum Amsterdam; Flo Peters Gallery.